venerdì 30 ottobre 2009

Pista ciclabile Vasto-San Salvo


Per poter passeggiare, su un lungomare, anch’io
Il punto di vista di Giuseppe F. Pollutri

Leggo sulla copertina di una rivista, a titolo di un servizio all’interno: “Adesso pedala”. L’invito è a transitare nell’ambiente naturale (nel nostro habitat) in modo non invasivo, non rumoroso e non inquinante. Vale per ogni luogo di questa nostro pianeta, vale anche per Vasto. Tant’è che in una foto a corredo dell’articolo, sul dorso di una ragazza seminuda, manifestante su un prato, si legge (tradotto dall’inglese): “Brucia i grassi, non il petrolio”. L’immagine è da “figli dei fiori” d’altri tempi, pure il messaggio non è poi sbagliato, a ben intendere. Possiamo essere pienamente d’accordo, non fosse che la realtà, dove è necessario coniugare ambiente naturale ed esigenze dell’uomo che vive e …abita, rende la cosa non facile e non così semplice e accattivante. Nel mese di luglio ho pubblicato una mia nota dal titolo “Ci siamo o …ce famo?”, ironizzando, credo con qualche illustrata ragione, sul trionfalismo di un annuncio autocelebrativo dell’Amministrazione vastese per aver allestito uno spezzone di “pista clicabile”, ritagliando una striscia d’asfalto sul lungomare Duca Abruzzi alla Marina. Un compito facile facile ma con derivati e molteplici interrogativi per il cittadino, poiché – scrivevo – come al solito l’opera pubblica ha termine fronte l’Oasi dell’Anziano, una sorta di colonne d’Ercole oltre le quali “sta” (letteralmente) la ormai ‘favolosa’ o famigerata area SIC, un tratto di costa del vastese dove si presume di poter tutelare con molti “No” l’Ambiente, tranne quello di poter edificare bellamente e magari pesantemente, senza curarsi di quel che l’urbanizzazione o l’insediamento dell’uomo in un posto comporta e richiede.
Oggi prendo atto che la preannunciata prosecuzione della Pista, in direzione località Buonanotte, è in corso d’opera. Qualcuno nella zona mi ha fatto osservare che “è già qualcosa”, aggiungendo “meglio di niente”. E giah… Intanto c’è da chiedersi se la vedremo veramente realizzata, magari prima della prossima estate, il tempo in cui la zona si ripopolerà di bagnanti e vastesi che hanno casa al mare da quelle parti. Qualche timore è lecito averlo, non per persistente sfiducia e disfattismo, ma perché, com’è noto, nelle opere pubbliche tutto è possibile. Ricordo bene che sullo stesso tracciato già un tempo si era cominciato a lavorare per un’opera pubblica che desse in Contrada San Tommaso – senz’altro sbagliando in ampiezza e finalità – al cittadino e al forestiero gli stessi o similari servizi e comodità naturalmente date a chi ha domicilio o va a villeggiare nel precedente tratto della Marina. Come da foto, ciò che in corso di realizzazione è uno stretto corridoio a ridosso delle case fronte mare e a lato di una vegetazione, tratto della pinetina a parte, costituita da canne, giunchi e sterpaglie, che ben poco hanno a che fare con l’area delle dune vere e proprie. Dunque: opera minima, problematica da mantenere, in questi termini d’insediamento e spazio, pulita, sgombra ed efficiente se non affiancata - come pare di vedere e immaginare - da un marciapiede, auspicabile e necessario perché i pedoni (quelli che altrettanto ecologicamente amano camminare con il “cavallo di san Francesco”) non abbiano a occupare il corridoio ciclabile. D’altronde come impedire o a che titolo vietare che questo avvenga? Opera pubblica dunque, per quello che deve essere o deve dare, palesemente insufficiente, ma già qualcuno – leggiamo in questi giorni – proclama che anche questo non “non s’ha da fare”! Come al solito, come da anni sempre! L’assunto giustificativo di costoro è ripetutamente e ancora “Questa è area SIC”. Poi, significato letterale della sigla a parte (“Sito di Importanza Comunitaria”), cosa concretamente voglia dire – e soprattutto in cosa si configuri come positivo, come risorsa da valorizzare, come particolare tipo d’insediamento antropico - nessuno è in grado di spiegarlo, e, soprattutto, di concretizzarlo in opere e non parole. Io mi permetto di dire a costoro: volete fare altro o in altro modo? Bene, ma fatelo, ora, non fra decenni! Anzi, aggiungo: avreste dovuto farlo o chiedere che fosse fatto da molto tempo. Al contrario, è certo che continuare a non fare nulla non è più accettabile. Mi dice un vecchio che “sta di casa” da quelle parti: - Vorrei poter passeggiare su un Lungomare anch’io…
Giuseppe F. Pollutri

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma insomma: ci si può andare a piedi o no ?