martedì 6 ottobre 2009

Personaggi storici vastesi: Virgilio Caprioli












Il 6 ottobre 1608 moriva a Vasto, sua città natale, l’archeologo e giureconsulto Virgilio Caprioli.
Nato il 30 gennaio 1548 da Tullio Caprioli, Virgilio studiò a Napoli dove conseguì il dottorato in legge. Dopo aver esercitato per alcuni anni la professione di avvocato nei tribunali napoletani, tornò a Vasto come consigliere legale dei d’Avalos.
Di suo pugno, ma forse scritto sotto dettatura del padre, è il manoscritto che racconta la clamorosa vittoria degli italiani guidati da Ettore Fieramosca contro i francesi avvenuta a Barletta nella celebre Disfida, dove si distinse anche il nostro concittadino Riccio de Parma.
Nel 1598 fondò a Vasto la prima tipografia, nella sua casa tra piazza Caprioli e via Barbarotta, per pubblicare i suoi scritti e quelli del figlio. Ma, come ci riferisce il Marchesani, probabilmente un solo libro dovrebbe essere stato stampato.
La sua opera maggiore è il Theatrum Juris Civilis Universis, di cui una sola pagina si conserva presso la nostra Biblioteca Comunale, opera di grande dottrina giuridica, stampata a Venezia in 4 edizioni: la prima nel 1600, poi nel 1613, 1625 ed infine nel 1648.
Altre opere di Virgilio Caprioli sono una Dissertazione di T. Tibilio Primitivo, trovata a Torremaggiore, ed un manoscritto De Histonii Antiquitatibus, purtroppo andato perduto.
Seguendo le orme del padre anche Costantino, nato a Vasto il 24 agosto 1572 da Virgilio e Antonella del Moro, si laureò a Napoli in Scienza delle Leggi. A solo 17 anni compose il trattato Constantini Caprioli Histoniensis De Successione ab intestato Commentaria, per i tipi di Isidoro Fazio di Chieti, meritandosi lodi e riconoscimenti di molti scrittori di giurisprudenza. L’opera fu ristampata altre due volte nel 1600 e 1605, postumi alla morte del giovane, scomparso il giorno 4 ottobre 1593 a soli 21 anni.
Costantino è stato il primo ad essere battezzato nel fonte battesimale, realizzato in pietra della Maiella, tuttora presente nella Chiesa di S.Maria Maggiore.
Nella stessa chiesa è presente anche la tomba di famiglia dei Caprioli e ancora oggi sono visibili le iscrizioni funerarie di Emilia Caprioli (1650), quella di Tullio Caprioli (1577) e quella relativa alla famiglia Caprioli (XVI sec.) ed è presente anche lo stemma di famiglia formato da un capriolo accosciato accompagnato in capo da una stella di otto raggi, quella della punta ondeggiante in palo.
Lino Spadaccini

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