giovedì 15 ottobre 2009

INTITOLAZIONE STRADE E PIAZZE: 10 ANNI DOPO LA MORTE

Richiesta l'intitolazione di una via a Fabrizio Quattrocchi
La materia della toponomastica è regolata dalla legge 23 giugno 1922, n. 1188, dal regio decreto-legge 10 maggio 1923, n. 1158, convertito nella legge 17 aprile 1925, n. 473, ed, infine, dall'art. 41 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223.L'art. 4 della legge 23 giugno 1927, n. 1188.
Salvo rarissimi casi, devono passare 10 anni dalla morte per poter intestare ad un personaggio una via.
Ritorno sull'argomento perchè Stefano Moretti ha richiesto al Sindaco di intestare una piazza a Fabrizio Quattrocchi, la guardia del corpo rapito in Iraq che è stato barbaramente ucciso nel 2004, pronunciando prima la famosa frase: «Vi faccio vedere come muore un italiano».
Proposta condivisibile per l'alto senso della patria, da rinviare però al 2014.
Superando però anche un altro scoglio burocratico. A Vasto esiste già via Quattrocchi (traversa prima di Pianeta).

2 commenti:

maria ha detto...

Se posso, la trovo una richiesta alquanto... Non saprei.
Tutto il mio rispetto per la morte di Quattrocchi, ma soprattutto per la morte di tutti, chi in modo chi in un altro.....

...Provocazione......
Perchè non intitolare una strada o una piazza ad un caduto sul lavoro, così tanto per definire come alcune volte gli italiani muoiano nel silenzio!!! Ossia tanto per far vedere e ricordare a tutti come muore un italiano... Alcune volte sul lavoro, ma non quello di cui quando si muore, ti fanno pure il lutto nazionale!!!
Poi una piazza ai caduti sulle strade, anche una piazza ai ma soprattutto alle cadute per violenza!!!

Per quanto riguarda poi l'aspetto burocratico, a Vasto, se non ricordo male esistono due via anelli e due via laccetti.... Non credo che per questo esistano o sono esistiti problemi, per fortuna oltre un cognome, esiste anche un nome, oppure, in caso di omonimia... esiste il fatto per cui la strada o la piazza è dedicata!!!
Chiedo scusa per lo sfogo!!!

Ciccosan ha detto...

Ho seguito con commozione la vicenda del connazionale Quattrocchi e mi sono risentito di fronte a coloro che lo definivano in fondo un mercenario, ma in tutta franchezza questa idea mi sembra una esagerazione e mi chiedo quale sia la motivazione. Secondo me il primo a sentirsene imbarazzato, se potesse esprimersi, sarebbe proprio il povero Quattrocchi.
Fosse stato un vastese avrebbe almeno avuto la concittadinanza.
Mazzini e Garibaldi per meritarsi il ricordo sulle vie e piazze hanno dovuto fare molte cose nella vita e prima di arrivare alle placche stradali sono passati per i libri di storia.
Poi perchè questa toponomastica orientata ai nomi? Per carità, molti degni di altissimo rispetto, compreso Quattrocchi. Ma viene il sospetto che attraverso il nome si voglia perpetuare una idea politica e talvolta si arriva a strumentalizzare la fine di questi poveri cristiani. E poi perchè non via dei ciclamini, corso degli ulivi, piazza del pescatore, viale della sirenetta?
Possibile che se non ci metti un nome che via è?