lunedì 7 settembre 2009

Duello tra due abili ...Spadaccini



Confronto-scontro, tra Cicco Spadaccini e Lino Spadaccini, sui D'AVALOS; ma poi tutti e due sono d'accordo sul fatto che i marchesi del Vasto vivevano "alle spalle della povera gente".


Scrive Francescopaolo Spadaccini:

Caro Lino,
come molte delle case nobiliari che hanno posseduto l’attuale territorio nazionale, anche i D’Avalos hanno vissuto attraverso gabelle e dazi imposti agli abitanti delle proprie terre. Oggi si direbbe “alle loro spalle”.
Alcune casate hanno cercato di dare un contributo allo sviluppo economico e culturale delle proprie terre, riuscendo a darvi lustro e benessere, ed a guadagnare postumi riconoscimenti storici.
Confesso di non aver conoscenza se qualcosa in questa direzione sia stata fatta dalla casata dei D’Avalos; anzi a leggere alcune delle pagine che hai segnalato mi sento ancor più sospettoso che nulla o poco più sia stato fatto per la nostra città e dintorni.
Proprio il nostro Toson d’Oro, Cesare Michelangelo, a me non sembra emergere come figura di nobile illuminato che abbia dato lustro alla sua casata e di conseguenza alle sue terre.
Di lui leggo:<<…Cesare Michelangelo, “non meno potente anzi più potente” del padre Diego, tristemente noto ai suoi vassalli per gli “enormi delitti” commessi e rapidamente condonatigli, è “onnipotente” non soltanto nelle terre d’Abruzzo ma (…) . Arrogante e prepotente verso gli abitanti delle università a lui infeudate, alle quali sottrae con indebite usurpazioni le terre demaniali, è solito circondarsi di armati che difendono i suoi interessi economici nelle campagne.>>
Leggo ancora che per ben due volte le sue proprietà sono state sequestrate dalle autorità superiori per debiti e irregolarità. La seconda volta fu dopo la sua morte, alla quale seguirono decenni di lotte tra eredi e creditori, a suon di avvocati e curatori. Proprio per onorare i debiti finanche i due suoi Toson d’Oro “ingioiellati”, finirono al duca di Celenza.
I successori si dilaniarono in lotte legali per accaparrarsi eredità o scansare gli enormi debiti fino alle soglie dell’800.
Le pagine che descrivono Vasto, come tu suggerisci di leggere, con dovizie di particolari eloquenti sulla condizione della popolazione, le dobbiamo proprio al sequestro del patrimonio nel 1736, da parte del fisco Regio.
Sono stati gli ingegneri e gli altri funzionari del catasto, incaricati da fisco, a inventariare lo stato patrimoniale della città.
Da quell’inventario emerge, e ne sono orgoglioso, una popolazione attiva e intraprendente, ma non certo per i meriti di un “arrogante e prepotente” Marchese.
Il nostro Luigi Marchesani scrive questo passaggio a proposito della festa di conferimento del Toson d’Oro, il 24 ottobre 1723: “…che pane, formaggio, salame ed altri commestibili traboccarono sulla plebe da’ balconi di palazzo, davanti al quale due artifiziali fontane scaturirono del bianco e del rosso vino per molte ore…”.
Ecco a me non sembra che il buttare pane e salame sulla plebe assiepata sotto i balconi possa passare per un gran merito.
Cordialmente, F.Paolo Spadaccini

Così risponde Lino Spadaccini
Come avevo accennato nel mio precedente intervento, non ho assolutamente la competenza di rispondere alla domanda su cosa hanno fatto i D’Avalos per Vasto, ma ho semplicemente voluto segnalare un libro molto interessante e, cosa di non poco conto, leggibile in buona parte su internet. Anzi, confesso che nel testo che avevo preparato ho tagliato la seguente frase: “Mio padre ogni volta che parliamo dei D’Avalos mi dice che si sono arricchiti alle spalle della povera gente”. Ne sono convinto anch’io.
Però devo ammettere che un pizzico di fascino per questa importante famiglia, che ha comunque segnato la storia della nostra città per diversi secoli rimane, e la rievocazione della collazione del Toson d’Oro ben venga se viene fatto per i turisti o comunque per attirare i turisti, a patto che si sposti la data, anche perché alla maggior parte dei vastesi, da quello che sento in giro, non interessa più di tanto, giudicandolo troppo ripetitivo.
Lino Spadaccini

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