L’evento è d’importanza storica in quanto segna il ritorno nella Chiesa del Carmine dei Padri Lucchesi, a cui era affidata la pubblica istruzione della città. Nel IV centenario della morte lo Stato ha emesso anche un francobollo commemorativo.
Interessante appuntamento in programma domenica 13 settembre presso la Chiesa del Carmine con l’arrivo delle spoglie di San Giovanni Leonardi, patrono dei farmacisti, in occasione del IV centenario della morte.
Alle ore 9,30 Padre Francesco Petrillo, Rettore Generale dei Clerici Regolari della Madre di Dio, illustrerà la vita e le opere del Santo.
Alle ore 10,30 è previsto l’arrivo delle spoglie del Santo da Roma, quindi seguirà la Santa Messa concelebrata da Sua Eccellenza Mons. Bruno Forte.
Come segnalato nel manifesto l’evento è d’importanza storica in quanto segna il ritorno nella Chiesa del Carmine dei Padri Lucchesi.
Dalla fine del seicento fino agli inizi dell’Ottocento a Vasto l’istruzione era affidata ai Clerici Regolari della Madre di Dio, presso la Chiesa del Carmine. In esecuzione del testamento di Felice Maria Orsini Gaetani, duchessa di S. Marco e Gravina, in Italia si dovevano fondare due collegi di Clerici Regolari per l’educazione e l’istruzione dei ragazzi. Nel 1647 venne aperto il primo a Napoli, per il secondo Diego D’Avalos si adoperò affinché venisse fondato a Vasto. Infatti, nonostante la presenza di molti conventi, non esisteva ancora una vera e propria struttura che accogliesse i giovani da istruire. L’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire e, nel 1688, la Confraternita del Carmine deliberò ricevere nella propria chiesa i Clerici Regolari della Madre di Dio detti anche Padri Lucchesi o Leonardini. La presa di possesso della chiesa avvenne il 6 novembre 1690 con solenni celebrazioni, alla presenza del Marchese, del Principe d’Isernia e di Mons. Nicolò Radulovich, Arcivescovo di Chieti (1659-1702).
A permettere l’apertura del collegio e a far fronte alle numerose spese necessarie, contribuirono il Marchese, l’Università e la Confraternita che cedette la chiesa, la sagrestia, alcune stanze annesse ed una rendita di 50 ducati annui.
Nel 1701, per la ribellione di Cesare Michelangelo d’Avalos, i beni vennero confiscati ed i Padri Lucchesi, privati delle rendite, furono costretti ad andar via. Riacquistata la signoria del Vasto, Cesare Michelangelo richiamò i Clerici Regolari e, nell’aprile del 1717, vennero riaperti sia il collegio che il convento, i quali durarono fino al 1807, quando furono soppressi con decreto di Giuseppe Napoleone.
Lino Spadaccini
Alle ore 9,30 Padre Francesco Petrillo, Rettore Generale dei Clerici Regolari della Madre di Dio, illustrerà la vita e le opere del Santo.
Alle ore 10,30 è previsto l’arrivo delle spoglie del Santo da Roma, quindi seguirà la Santa Messa concelebrata da Sua Eccellenza Mons. Bruno Forte.
Come segnalato nel manifesto l’evento è d’importanza storica in quanto segna il ritorno nella Chiesa del Carmine dei Padri Lucchesi.
Dalla fine del seicento fino agli inizi dell’Ottocento a Vasto l’istruzione era affidata ai Clerici Regolari della Madre di Dio, presso la Chiesa del Carmine. In esecuzione del testamento di Felice Maria Orsini Gaetani, duchessa di S. Marco e Gravina, in Italia si dovevano fondare due collegi di Clerici Regolari per l’educazione e l’istruzione dei ragazzi. Nel 1647 venne aperto il primo a Napoli, per il secondo Diego D’Avalos si adoperò affinché venisse fondato a Vasto. Infatti, nonostante la presenza di molti conventi, non esisteva ancora una vera e propria struttura che accogliesse i giovani da istruire. L’occasione era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire e, nel 1688, la Confraternita del Carmine deliberò ricevere nella propria chiesa i Clerici Regolari della Madre di Dio detti anche Padri Lucchesi o Leonardini. La presa di possesso della chiesa avvenne il 6 novembre 1690 con solenni celebrazioni, alla presenza del Marchese, del Principe d’Isernia e di Mons. Nicolò Radulovich, Arcivescovo di Chieti (1659-1702).
A permettere l’apertura del collegio e a far fronte alle numerose spese necessarie, contribuirono il Marchese, l’Università e la Confraternita che cedette la chiesa, la sagrestia, alcune stanze annesse ed una rendita di 50 ducati annui.
Nel 1701, per la ribellione di Cesare Michelangelo d’Avalos, i beni vennero confiscati ed i Padri Lucchesi, privati delle rendite, furono costretti ad andar via. Riacquistata la signoria del Vasto, Cesare Michelangelo richiamò i Clerici Regolari e, nell’aprile del 1717, vennero riaperti sia il collegio che il convento, i quali durarono fino al 1807, quando furono soppressi con decreto di Giuseppe Napoleone.
Lino Spadaccini
Nessun commento:
Posta un commento