Sono state esposte fino ad oggi a Stella Maris le reliquie di S. Antonio di Padova, il discepolo di
Francesco d'Assisi, che volle vivere accanto alle fasce più umili e povere della società,
facendo proprie le sofferenze altrui.
Durante la permanenza a Vasto, le reliquie del Santo sono state venerate da migliaia di fedeli.
Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, non ha fatto mancare la sua presenza.
L'iniziativa è stata apprezzata da tutti, specialmente dai più anziani e da coloro che non hanno la possibilità di recarsi a Padova.
1 commento:
Direttore, conosci la storia di Sand’Andunie?
Innanzitutto lo chiamiamo Sandandùnie per distinguerlo dal settentrionale S.Antonio da Padova che è un'altra persona e arrivò 10 secoli dopo di lui.
L'infezione Herpes-Zoster si dice "fuoco di Sant'Antuono" perchè i suoi discepoli realizzarono i primi luoghi dove venivano curati i malati di questa malattia, all'epoca molto frequente tra i contadini per causa di un fungo nel fieno.
Il futuro Santo scoprì che il grasso di maiale, opportunamente amalgamato con alcune erbe officiniali, riusciva a dare sollievo alle sofferenze dei malati. Così chiese ed ottenne di allevare maiali con lo scopo di distribuire questa pomata curativa. Fù così che si è ritrovato protettore dei maiali e quindi dei macellai, ma anche di tutti gli animali della campagna.
Se ci facciamo caso, alcuni macellai a Vasto hanno l'immagine di Sant'Antuono dietro il bancone.
Ad una confreternità, proprio per curare quella malattia, venne concesso di allevare maiali ai quali venne appesa al collo una campanellina per evitare che venissero rubati.
Per questo, se guardiamo il bastone che impugna il santo, ci troviamo una campanella, ed ai suoi piedi è accucciato un maialino..
Come protettore degli animali da stalla, nelle feste in suo nome (17 gennaio) i contadini portavano i propri animali per farli benedire dal Santo e accendevano grandi fuochi con le sterpaglie.
Da ragazzo mi ricordo benissimo questo immenso rogo di legna che si accendeva sull’allora spianata di Sant’Antonio Abbate e tutti quei contadini che portavano i loro animali infiocchettati con nastrini colorati.
Adesso ci capisce meglio perchè quella chiesetta venne intitolata a questo nostro Sant'Antuono; proprio perchè era in una contrada di campagna, facilmente raggiungibile da tutti i contadini della zona.
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