sabato 29 agosto 2009

Marchesani: il falso storico degli Slavi a Vasto

A proposito di strane “favole” che girano in questo periodo, volevo parlarvi degli insediamenti slavi a Vasto e di un’antica e misteriosa iscrizione.
La testimonianza più antica sugli insediamenti slavi risale all’anno 1290 quando fu stabilito quali dazi dovevano pagare gli slavi negli Abruzzi. Questa gente era giunta dalle nostre parti probabilmente proprio attraverso il porto di Vasto, che da tempi molto antichi aveva rapporti commerciali con la Dalmazia.
Nella nostra città, come riferisce il Marchesani, una colonia di slavi costruì una chiesa intitolata a S. Nicola degli Schiavoni, menzionata nel 1362 e demolita nel 1638 per costruire una nuova chiesa dedicata a S. Maria del Carmine.
Lo stesso Marchesani riferisce che nel 1522 a Vasto su 799 famiglie se ne contavano cinquanta slave, avente anche un proprio sacerdote.
Intorno al 1841-2, il Marchesani invia il testo di un’iscrizione (il marmo su cui era inciso è andato distrutto “per equivoco”) al giornale napoletano “Poliorama pittoresco” (vedi foto), chiedendo la sua pubblicazione nella speranza che qualche studioso o archeologo possa riuscire a decifrarla.
L’iscrizione a quanto pare è formata da caratteri illirici, ovvero slavi, e riporta la data 1435.
Ma a svelare l’arcano interviene lo storico Luigi Anelli, il quale afferma che l’iscrizione non è altro che un falso creato intorno al 1830 da un conte vastese, che voleva far risalire l’origine della propria famiglia a quell’anno, inoltre, i caratteri usati non sono illirici, ma creati da lui stesso.
Lino Spadaccini

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