
di Lino Spadaccini
Oggi ricorre l’anniversario della morte di Luigi Laccetti. Nato a Vasto il 10 luglio 1810 fu educatore, letterato e poeta. Fondò nella sua città natale, una scuola di belle lettere e filosofia ed educò la mente e il cuore di più generazioni.
Luigi Laccetti ci ha lasciato due pubblicazioni: “Alla Memoria di Francesco Romani” del 1857 e “Saggio di Poesie” del 1867, dove possiamo leggere un bellissimo inno “Ad Istonio”. Ecco alcuni passi:
Sei bella, o patria mia! Da la pupilla
Di Dio sorrisa, chi può dir di quanta
Rigogliosa freschezza
Ogni dì più non si rinfranca e brilla
Il fior di tua perenne giovinezza?
Di cristallino fonti, e di gentile
Verzura sempre lieti
Sono i tuoi poggi, e a gli aliti nudrito
Dei zeffiri vaganti,
Tra un mar di luce aprile
Soavemente infiora i tuoi roseti.
Più che altrove di vivido vermiglio
Sotto il tuo cielo imporpora la vite:
Non ti sdegna l’arancio, e redimite
Hai le colline di virenti ulivi.
(...)
Terra del canto, terra de l’amore,
In cui s’alza sovrano
De l’arti il Genio; non sarà che al muto
Avello io scenda, senza
Che un fervido saluto
Di conoscente affetto
A te tramandi da l’interno petto.
L’amico Giacinto Barbarotta nel 1856 gli ha dedicato questa epigrafe
LUIGI LACCETTI
NEI BUONI STUDI EDUCATO
IN PROSA ED IN VERSO
PIENO DELLA SAPIENZA DI VINCENZO MONTI
DIGNITOSO FERVIDO SCRITTORE:
IL DOLCE AFFETTO DI MARITO E PADRE
LUNGI DEH! NON LO RITRAGGA
DALLA GLORIOSA VIA
Luigi Laccetti ci ha lasciato due pubblicazioni: “Alla Memoria di Francesco Romani” del 1857 e “Saggio di Poesie” del 1867, dove possiamo leggere un bellissimo inno “Ad Istonio”. Ecco alcuni passi:
Sei bella, o patria mia! Da la pupilla
Di Dio sorrisa, chi può dir di quanta
Rigogliosa freschezza
Ogni dì più non si rinfranca e brilla
Il fior di tua perenne giovinezza?
Di cristallino fonti, e di gentile
Verzura sempre lieti
Sono i tuoi poggi, e a gli aliti nudrito
Dei zeffiri vaganti,
Tra un mar di luce aprile
Soavemente infiora i tuoi roseti.
Più che altrove di vivido vermiglio
Sotto il tuo cielo imporpora la vite:
Non ti sdegna l’arancio, e redimite
Hai le colline di virenti ulivi.
(...)
Terra del canto, terra de l’amore,
In cui s’alza sovrano
De l’arti il Genio; non sarà che al muto
Avello io scenda, senza
Che un fervido saluto
Di conoscente affetto
A te tramandi da l’interno petto.
L’amico Giacinto Barbarotta nel 1856 gli ha dedicato questa epigrafe
LUIGI LACCETTI
NEI BUONI STUDI EDUCATO
IN PROSA ED IN VERSO
PIENO DELLA SAPIENZA DI VINCENZO MONTI
DIGNITOSO FERVIDO SCRITTORE:
IL DOLCE AFFETTO DI MARITO E PADRE
LUNGI DEH! NON LO RITRAGGA
DALLA GLORIOSA VIA
Nessun commento:
Posta un commento