martedì 5 maggio 2009

"Ronde cittadine" inventate dalla Lega? No, no. A Vasto esistevano già nel 1813!


Prendendo spunto dal volume “Pietro Muzii un protagonista della storia vastese nella prima metà dell’Ottocento”, abbiamo chiesto all’autore LINO SPADACCINI di raccontarci le curiosità sulla vita quotidiana dei nostri antenati e sulla nostra città. Ed iniziamo con un argomento di grande attualità: le ronde cittadine. Chi l’ha detto che le ha inventate la Lega Nord? A Vasto esistevano già nel 1813!

L’ORDINE PUBBLICO
di Lino Spadaccini

La massima autorità provinciale era rappresentata dall’Intendente. In ogni distretto, le veci dell’Intendente venivano svolte dal Sottintendente con il compito di dare esecuzione alle leggi, ai decreti e ai regolamenti, e a qualsiasi istruzione o ordine venisse impartito dall’Intendente. I Sottintendenti disponevano di una forza interna e potevano richiedere la forza militare esistente nel Distretto, che restava però sotto gli ordini dell’Intendente.
Per la tranquillità cittadina l’ordine pubblico era curato dalla compagnia scelta coordinata dalla sottintendenza. Nel marzo del 1813 a causa dell’assenza della compagnia scelta, il Sottintendente emise un’ordinanza con la quale invitava i cittadini delle tre parrocchie esistenti nel Comune (San Pietro, Santa Maria e San Giuseppe), ad effettuare dei turni di ronda secondo disposizioni ben precise:
Vi sarà una ronda, che invigilerà, perché nella notte non accadano disordine, né sia offesa la tranquillità pubblica. Essa dalle due della sera sino all’alba della mattina scorrerà le vie della Città, e specialmente quelle, che riguardano gl’ingressi in essa.
Arresterà, e tradurrà nella Granguardia
1° Tutti quelli, che gireranno senza lume
2° Le persone, che andassero armate, anche di semplici pali
3° Le persone sospette
4° Tutte quelle, che cagioneranno qualche disordine, e dassero
indizio di poterlo commettere. Sorveglieranno le pubbliche
Taverne, e Locande per aver conoscenza de’ forestieri, che
capitassero.
La ronda era composta da otto cittadini di fiducia comandati da un Capo-ronda, autorizzati a girare armati per la difesa dell’ordine. Ogni mattina, al termine del turno, il Capo-ronda doveva recarsi dal Sottintentende per fare rapporto su quanto accaduto nella notte. Nessuno poteva negarsi al Capo-ronda pena tre giorni di arresto. Erano esentati solo gli ecclesiastici, i malati e gli uomini al di sopra dei cinquanta anni.

Lino Spadaccini

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