venerdì 6 novembre 2026

Parco Costa Trabocchi: : "se fatto nascere forzatamente, potrà condizionare molto negativamente lo sviluppo e le speranze del territorio del Basso Abruzzo".

Spett. Ministero dell’Ambiente SUA SEDE Spett. Ministero dell’Agricoltura e Foreste SUA SEDE Spett. Presidente Regione Abruzzo SUA SEDE Spett. Assessore Regionale Agricoltura Regione Abruzzo SUA SEDE Spett. Presidente Provincia di Chieti SUA SEDE Vasto 30 Ottobre 2026

OGGETTO : Parco Nazionale della Costa Teatina e dei Trabocchi . Convegno di Francavilla a Mare del 22 Ottobre 2026. 
Con riferimento al convegno in oggetto, i sottoscritti, considerato che i parchi e le Aree protette in genere, condizionano pesantemente le attività agricole e lo sviluppo delle aree sottoposte a tutela , esprimono in merito serie perplessità, anche perché la Costa dei trabocchi risulta già sufficientemente tutelata dalle normative vigenti . Una Regione come quella abruzzese, già piena diParchi, riserve ed aree protette, non ha certamente bisogno di un altro parco lungo il territorio del litorale chietino , dove viticoltura ed olivicoltura hanno, al contrario, bisogno di essere modernizzate ed ulteriormente valorizzate e non condizionate a tal punto da rendere problematica la attività. 

Non serve un ulteriore freno a mano per le attività agricole e per quelle forestali , ma – nel caso – una maggiore attivazione degli interventi di potenziamento previsti al fine di mantenere i risultati economici già fortemente condizionali dalla crisi generale. 

Se i “parchi montani” esistenti in Abruzzo avessero effettivamente migliorato le condizioni di vita socio economiche degli abitanti, come si spiega l’arretramento delle condizioni economiche ivi avvenute e Il grave fenomeno di spopolamento riscontrato negli ultimi lustri? Non si spiega. 
Tra l’altro, il rallentamento delle attività selvicolturali, altamente condizionate dalla regolamentazione dei Parchi, non ha migliorato la redditività dei boschi , già appesantita dalla assoluta mancanza di manutenzione ordinaria e danneggiata dall’aumento dei fenomeni di incendio e distruzione della risorsa , come è accaduto recentemente nella zona di Monte Morrone dove è stato distrutto un notevole patrimonio boschivo trascurato da anni di incuria . 
Anche le attività connesse al miglioramento della offerta turistica naturalistica, risentono negativamente di vincoli , aumento della selvaggina incontrollata , di impedimenti ed ostacoli che non consentono di migliorare i servizi e le infrastrutture e non beneficiano della indubbia valenza ambientale , strangolata da lacci e lacciuoli . 
Non é di poco conto osservare che le gestioni delle aree protette – tutte deficitarie ed improduttive – si riducono ad essere amministrate da Commissari e non dagli amministratori locali ,allontanando il territorio dagli abitanti, quasi a certificare la impossibilità di una mediazione produttiva : caratteristica negativa tra persone che vivono la natura e persone che intendono condizionarla senza conoscere problemi ed esigenze. 

 Queste ragioni rendono improponibile la attività istitutiva di un Parco che allo stato non esiste e che, se fatto nascere forzatamente, potrà condizionare molto negativamente lo sviluppo e le speranze del territorio del Basso Abruzzo . 

 Si confida nella condivisione di questo scritto e nei provvedimenti di competenza. 
 Cordiali saluti . 
Dott. Panfilo Ranalli – Laureato in Scienze Forestali e già Responsabile dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Chieti Ing. Edmondo Laudazi – giàDocente e Libero Professionista di programmazioneindustriale P.A. Filippo Menna – giàDocente ed Esperto di Tecnica Agraria Isp. Vincenzo Rosica – già Comandante della Stazione Forestale di Vasto Ing. Antonio Albanese – Projet Manager di Aziende Manifatturiere Prof. Nino Menna – già Dirigente Scolastico Istituto Agrario “C. Ridolfi” di Scerni (CH)

 

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