IN RICORDO DI UN AMICO CHE CI HA LASCIATOING. ANGELO DEL LUPO
Se n’è andato domenica mattina 11 ottobre nella sua casa di Vasto l’Ingegner Angelo Del Lupo. Aveva 80 anni ed era nato a Campobasso. A Vasto era arrivato da piccolo con la Famiglia poichè il
papà, Ettore, era direttore del locale Consorzio di Bonifica. Un caro amico d’infanzia, uno dei tanti
purtroppo che in questi ultimi anni, ci ha salutato ed in men che non si dica è volato via. Lasciando
a noi che restiamo mille domande senza risposta ed il rimorso di non essere riusciti ad ascoltarlo e
a stargli vicino come avremmo voluto. L’avevo conosciuto da ragazzino, d’estate quando tornavo a
Vasto dai nonni per le vacanze estive. E insieme alla nutrita compagnia di giovani amici giocavamo
arrete a li casutte interminabili partite di pallone sulla sabbia. Ed Angelo, tra gli altri, brillava per la
sua eleganza nel colpire il pallone e dimostrava, sempre, di avere l’intuito giusto nella
impostazione delle azioni di gioco. Non a caso ho saputo, dopo, che ha avuto anche positive
esperienze come calciatore professionista. Dopo gli studi superiori a Vasto, la Laurea in Ingegneria
e Chimica conseguita presso l’Università di Napoli Federico II, l’ingresso in SIV a San Salvo nel
1974, dove ha ricoperto importanti ruoli dirigenziali tra cui quello di responsabile della Qualità di
prodotto. Poi nel 1984 nuova esperienza a L’Aquila, cambiando settore e passando dal vetro alla
plastica (propilene). Dopo un periodo di cinque anni, ad Atessa ha contribuito a costituire la
BI.MO., azienda sempre operante nel campo della plastica. E dopo un breve ritorno all’Aquila, con
esperienza alla Irplast, il rientro definitivo a Vasto per godersi in Famiglia la meritata pensione, dopo tanti anni di azienda come manager, apprezzato per le sue doti umane e professionali.
In
tarda età ci siamo nuovamente incontrati da pensionati, io come direttore del mensile Vasto
domani e lui come simpatizzante del locale Movimento 5 Stelle. E lì ho ritrovato l’uomo Angelo, o
meglio quella parte della personalità dell’uomo che non avevo avuto modo di approfondire,
ovviamente, da ragazzo. In un momento comune di difficoltà professionale, la sua vicinanza, la sua
determinazione ed anche una certa sua caparbietà nel portare avanti con tenacia una precisa linea
difensiva, hanno rappresentato per me il modo migliore per comprendere quanto fosse grande tra
noi la stima e l’amicizia reciproca che ci legava. Grazie ancora Angelo! Un grande abbraccio,
ovunque Tu sia.
(Giorgio Di Domenico)

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