Dall'ingegner Edmondo Laudazi (Nuovo Faro), tecnico di lungo corso, riceviamo una approfondita nota in cui invita a riflettere seriamente sull'idea di procedere con la istituzione del PARCO NAZIONALE DELLA COSTA TEATINA E DEI TRABOCCHI. Spontaneamente ci è venuto in mente un colorito titolo in dialetto: NGUACCHIE significa "lavoro fatto male"
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMONON PROCEDERE NELLA DEFINIZIONE DI UN PARCO CHE NON ESISTE O
RIPENSARLO PROFONDAMENTE .
Sono numerose le Amministrazioni Comunali della Provincia di Chieti alle prese con la grave tegola amministrativa che minaccia lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese ed in particolare dei Comuni costieri, alle prese con la procedura istitutiva del Parco della Costa Teatina e dei Trabocchi , mai conclusa negli ultimi 20 anni , perché tutti sanno essere tecnicamente inesistente, in un territorio fortemente abitato , urbanizzato e già fortemente protetto dal punto di vista paesaggistico ed ambientale .
Il perimetro coinvolto comprende 19 Comuni - di cui molti senza mare – ed interessa oltre 11.000 ettari di terreni privati con migliaia di abitanti, con la presenza di 8 porti , con coltivazioni agricole specialistiche e con insediato l’intero tessuto produttivo industriale e mercantile della Provincia di Chieti .
Una previsione che avrebbe da tempo dovuto essere annullata in sede parlamentare, è invece in corso di realizzazione senza che nessuno abbia accertato la permanente attualità del disposto legislativo riesumato rispetto all’attuale fabbisogno economico , sociale ed ambientale effettivo e all’interesse pubblico prevalente del nostro territorio .
La materia è stata , per fortuna, sottoposta ai Comuni ed alle altre Istituzioni interessate alla procedura amministrativa che , pur essendo stati chiamati ad esprimersi in tempi ed in modi non sufficienti ed inadeguati a giustificare qualsiasi decisione motivata, si sono espressi in maniera chiara ed evidente: contrari alla istituzione del Parco come proposto o favorevoli a condizione di modifiche di perimetrazione e di norme non accoglibili da Mise o che renderebbero il Parco di fatto non istituibile.
Sono note le precise lamentele ostative espresse dagli agricoltori della Cia Abruzzo, dalla Coldiretti, dalla Confagricoltura , da Confindustria e dalle altre categorie produttive , da moltissimi Comuni tra cui Scerni , Casalbordino , Pollutri , Villalfonsina , San Salvo, Tollo, Treglio , Torino di Sangro e da altri attori politici ed amministrativi , istituzionali e sindacali del territorio, e si può affermare - senza possibile smentita - che in una Provincia ed in una Regione , dove si vuole valorizzare la ZES, esaltare la Via Verde , potenziare i Porti e le vie di comunicazione sui corridoi intermodali , diventare la cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico non è possibile consentire, l’arrivo di una pietra tombale che , invece di valorizzare il territorio , rischia di produrre paralisi, ingessamento , sottosviluppo e disoccupazione.
Sono moltissime le esperienze negative di persone e di alcuni Sindaci che vivono nei Comuni già inseriti negli altri Parchi abruzzesi , i quali hanno rappresentato le difficolta di gestione del proprio territorio vincolato e le gravi minacce allo sviluppo dei loro paesi che si spopolano e muoiono : tutti hanno consigliato accoratamente di evitare la minacciosa istituzione , di un “ Parchetto” inesistente .
Noi amiamo profondamente la nostra terra ed il nostro paesaggio, da conservare e da valorizzare in tutela ambientale, ma non possiamo condividere la ingessatura del territorio interessato . Vanno ,quindi, ricondivise dall’inizio tutte le procedure in corso e annullate le forzature che si intende irragionevolmente attuare .
Non può essere approvato lo spoglio, di vaste aree di proprietà privata e non demaniale , che perderebbero senza indennizzo alcuno tutto il proprio valore reale – patrimonializzato con sacrifici negli anni dai nostri agricoltori - , con una perdita stimata secca di oltre 200 milioni di euro, estorta dalle tasche dei cittadini inermi della Provincia di Chieti .
Non si intravvedono, quindi, impostazioni politiche o partitiche preconcette che possano reggere , di fronte alle lamentazioni limpide e preoccupate della nostra gente : questo deve essere ribadito al prossimo incontro che gli Amministratori avranno con il Ministro dell’Ambiente , il prossimo 16 Settembre , ancora in tempo per tamponare una situazione che diventerebbe irreversibile , non condivisibile e con rischio di possibili contrapposizioni sociali alla eventuale emanazione di un Decreto di istituzione .
Occorre, invece, raccogliere gli accorati inviti e le esortazioni evidenti che giungono dalla nostra popolazione , riconsiderare profondamente la proposta estemporanea ed inattuale ed attivarsi tutti insieme, unanimemente , per fare annullare il disposto legislativo di un Parco che come è stato pensato non può essere fatto o , quantomeno e se possibile , per renderlo commensurabile con il futuro della nostra terra .
Il Nuovo Faro Dott. ing. Edmondo Laudazi
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