venerdì 4 settembre 2026

COSTA TEATINA: INAPPROVABILE UN PARCO CHE, COME E’ PROPOSTO, NON ESISTE .

IL NUOVO FARO VASTO
INAPPROVABILE UN PARCO CHE, COME E’ PROPOSTO, NON ESISTE
.
Mentre in Città impazza una grande inutile mobilitazione discorsiva sulla ipotesi di una futuribile aggregazione terriroriale con le Amministrazioni Comunali confinanti , rischia di passare sotto silenzio l’imminente arrivo di una tegola amministrativa che minaccia lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese, ed in particolare dei Comuni costieri della Provincia di Chieti.


A seguito delle  risultanze di una  recente sentenza del  Tar Abruzzo del 22 giugno 2026, è stata riproposta , con urgenza incredibile , la  procedura istitutiva del Parco della Costa Teatina e dei Trabocchi , mai  conclusa in oltre 30 anni ,  perché tutti sanno essere tecnicamente inesistente.

La perimetrazione in esame – comprendente  19 Comuni  di cui molti senza mare - interessa  oltre 11.000 ettari di terreni privati  con  migliaia di abitanti, con la presenza di 8 porti , con coltivazioni agricole  specialistiche  e con insediato l’intero  tessuto produttivo industriale   della Provincia di Chieti .

Una follia che la stessa Regione Abruzzo  ha da sempre cercato di rimediare, individuando  una  perimetrazione  meno penalizzante  e realizzata  di intesa con le sole Amministrazioni Comunali dotate di costa marina .

Ora ,   una  previsione he avrebbe da tempo dovuto essere   annullata in sede parlamentare,  si  appresta ad essere avviata senza accertare la permanente attualità  del disposto legislativo che si intende riesumare  , rispetto al fabbisogno economico , sociale ed ambientale   effettivo, attuale  e prevalente  del nostro territorio ..

Infatti ,a distanza di circa 15 anni di sonni ed omissioni  , il Tar Abruzzo , con singolare sentenza e senza apprezzabile contraddittorio , ha ritenuto di poter intervenire  pesantemente per  indirizzare MASE,ISPRA ed Amministrazioni territoriali,  ad andare avanti con urgenza , rinviando a vecchie perimetrazioni di origine tecnica, su cui nessuno si è  mai espresso e di cui nessuno ha dimostrato la  persistente attualità . E la materia viene sottoposta al Consiglio Comunale di Vasto , chiamato ad esprimersi in tempi  ed in modi non sufficienti ed inadeguati  , per qualsiasi decisione motivata .

Noi  amiamo profondamente la nostra terra ed il nostro paesaggio, da conservare e da valorizzare in tutela ambientale, ma non possiamo partecipare ed approvare la ingessatura del nostro territorio . Andrebbero ,quindi, ricondivise dall’inizio  tutte le procedure  in corso  e annullate le forzature che si intende attuare .

E’ necessario ascoltare le precise lamentele espresse dagli agricoltori della Cia Abruzzo, da Confindustria e dalle altre categorie produttive ,  da molti Comuni tra cui  Scerni , Casalbordino , Pollutri , Villalfonsina , San Salvo e da altri attori politici ed amministrativi , istituzionali e sindacali del territorio, per affermare che in  una Provincia ed in una Regione , dove si  vuole valorizzare la ZES, esaltare la Via Verde ,  potenziare i Porti e le vie di comunicazione sui corridoi intermodali  , diventare la cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico  non si può consentire, l’arrivo di  una pietra mortale che , invece di valorizzare il nostro territorio ,  rischia di produrre paralisi,   sottosviluppo  e disoccupazione.

Non può passare sotto silenzio lo spoglio in corso di vaste aree di proprietà privata e non demaniale , che si apprestano a perdere tutto il proprio valore reale – patrimonializzato con sacrifici negli anni -  con una perdita stimata secca di oltre 200 milioni di euro,  estorta dalle tasche dei cittadini inermi della Provincia di Chieti .

Occorre , quindi , coinvolgere la popolazione , riconsiderare la proposta inattuale e annullare il disposto legislativo di un Parco che come è proposto non esiste o , quantomeno , renderla commensurabile con il futuro del nostro territorio .

IL NUOVO FARO – CENTRO STUDI E RICERCHE DEL VASTESE

DOTT. ING. EDMONDO LAUDAZI

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