IL NUOVO FARO VASTO
INAPPROVABILE UN PARCO CHE, COME E’ PROPOSTO, NON ESISTE .
Mentre in Città impazza una grande inutile mobilitazione discorsiva sulla ipotesi di una futuribile aggregazione terriroriale con le Amministrazioni Comunali confinanti , rischia di passare sotto silenzio l’imminente arrivo di una tegola amministrativa che minaccia lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese, ed in particolare dei Comuni costieri della Provincia di Chieti.
A seguito delle risultanze di una recente sentenza del Tar Abruzzo del 22 giugno 2026, è stata
riproposta , con urgenza incredibile , la procedura istitutiva del Parco della Costa
Teatina e dei Trabocchi , mai conclusa in
oltre 30 anni , perché tutti sanno
essere tecnicamente inesistente.
La perimetrazione in
esame – comprendente 19 Comuni di cui molti senza mare - interessa oltre 11.000 ettari di terreni privati con migliaia
di abitanti, con la presenza di 8 porti , con coltivazioni agricole specialistiche e con insediato l’intero tessuto produttivo industriale della Provincia di Chieti .
Una follia che la
stessa Regione Abruzzo ha da sempre cercato
di rimediare, individuando una perimetrazione meno penalizzante e realizzata di intesa con le sole Amministrazioni Comunali
dotate di costa marina .
Ora , una
previsione he avrebbe da tempo dovuto essere annullata in sede parlamentare, si
appresta ad essere avviata senza accertare la permanente attualità del disposto legislativo che si intende
riesumare , rispetto al fabbisogno
economico , sociale ed ambientale effettivo, attuale e prevalente del nostro territorio ..
Infatti ,a distanza di
circa 15 anni di sonni ed omissioni , il
Tar Abruzzo , con singolare sentenza e senza apprezzabile contraddittorio , ha
ritenuto di poter intervenire pesantemente per indirizzare MASE,ISPRA ed Amministrazioni
territoriali, ad andare avanti con
urgenza , rinviando a vecchie perimetrazioni di origine tecnica, su cui nessuno
si è mai espresso e di cui nessuno ha
dimostrato la persistente attualità . E
la materia viene sottoposta al Consiglio Comunale di Vasto , chiamato ad
esprimersi in tempi ed in modi non
sufficienti ed inadeguati , per
qualsiasi decisione motivata .
Noi amiamo profondamente la nostra terra ed il
nostro paesaggio, da conservare e da valorizzare in tutela ambientale, ma non
possiamo partecipare ed approvare la ingessatura del nostro territorio . Andrebbero
,quindi, ricondivise dall’inizio tutte le
procedure in corso e annullate le forzature che si intende
attuare .
E’ necessario ascoltare
le precise lamentele espresse dagli agricoltori della Cia Abruzzo, da
Confindustria e dalle altre categorie produttive , da molti Comuni tra cui Scerni , Casalbordino , Pollutri ,
Villalfonsina , San Salvo e da altri attori politici ed amministrativi ,
istituzionali e sindacali del territorio, per affermare che in una Provincia ed in una Regione , dove si vuole valorizzare la ZES, esaltare la Via
Verde , potenziare i Porti e le vie di
comunicazione sui corridoi intermodali ,
diventare la cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico non si può consentire, l’arrivo di una pietra mortale che , invece di valorizzare
il nostro territorio , rischia di
produrre paralisi, sottosviluppo
e disoccupazione.
Non può passare sotto
silenzio lo spoglio in corso di vaste aree di proprietà privata e non demaniale
, che si apprestano a perdere tutto il proprio valore reale – patrimonializzato
con sacrifici negli anni - con una
perdita stimata secca di oltre 200 milioni di euro, estorta dalle tasche dei cittadini inermi
della Provincia di Chieti .
Occorre , quindi ,
coinvolgere la popolazione , riconsiderare la proposta inattuale e annullare il
disposto legislativo di un Parco che come è proposto non esiste o , quantomeno
, renderla commensurabile con il futuro del nostro territorio .
IL NUOVO FARO – CENTRO
STUDI E RICERCHE DEL VASTESE
DOTT. ING. EDMONDO
LAUDAZI
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