giovedì 6 agosto 2026

Nando De Cristofaro alla ricerca di "Balconi, terrazze & Co." di Vasto: 100 belle foto mai viste prima

 Ringraziamo  nuovamente Nando De Cristofaro per aver concesso a NoiVastesi il privilegio di pubblicare questa originale e ricca raccolta di foto inedite dei balconi e terrazze storiche di Vasto. Bella anche la nota in cui racconta i motivi che lo hanno portato a questa scelta. (Un esempio,  il balcone più identitario, quello di Palazzo D'Avalos) 


 Balconi, terrazze & Co.

di Ferdinando De Cristofaro

Dopo aver portato a termine la mia ricerca su portoni e roste, quasi a naturale complemento, il mio interesse si è rivolto a balconi e terrazzi dei palazzi che in maniera così identitaria connotano il tessuto urbano della nostra città. Infatti il balcone non è soltanto “una sporgenza sospesa di un edificio” ma anche un luogo vissuto che talvolta è stato persino protagonista nella letteratura e nella storia. Come non ricordarlo teatro d’amore in Giulietta e Romeo ed in Cyrano, oppure nel monologo sul caffè di Eduardo De Filippo. A Palazzo Venezia nel 1940 è stato ospite e drammatico testimone del discorso che sancì la belligeranza dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. D’altronde, tuttora, è un forte simbolo politico e sociale che rappresenta il puntodi contatto diretto tra i leader e le folle, la ricerca del consenso popolare e la visibilità del potere. Più semplicemente, molti di noi ricorderanno il gesto di devozione e rispetto compiuto dalle nostre nonne e mamme quando lo addobbavano con “la coperta buona” durante il passaggio delle processioni.
Palazzo d'Avalos (terrazza proprietà privata)

La terrazza, parimenti importante, rappresenta il luogo più elevato di una costruzione da dove si ammirano scorci altrimenti invisibili con un colpo d’occhio d’insieme che coglie il contesto urbano. E non è solo il posto dove si stende il bucato; può diventare “un rifugio” o un proprio angolo di pace privato lontano dallo stress quotidiano dove, magari, prendere anche la prima tintarella. In questa nuova ricerca sono presenti anche alcuni esempi di “terrazze-altane” molto panoramiche da cui scrutare il mare ed estendere lo sguardosui vecchi tetti del centro storico. Spesso alla loro presenza è associato un rilevante status sociale che, ancora oggi, dà prestigio ed è segno distintivo di riconoscibilità. Alcuni notevoli esempi sono presenti nei pressi della Villa Comunale, in centro ed anche nelle villette liberty della Marina.
corso Garibaldi

Iconograficamente, ho ritenuto di privilegiare quei balconi che sono sicuramente collocabili tra la seconda metà del XVIII° e la prima metà del XX° secolo in quanto costituiscono, all’interno del centro storico, una matrice comune che lega intere strade: sicuro esempio ne è C.so Nuova Italia. Analizzandone la costruzione, notiamo che le mensole dei balconi si presentano generalmente in pietra o laterizio, più o meno decorato, ma non mancano quelle in metallo dalle forme più varie: tante, quelle in zona Portanuova o alla “Cavuta”. Riguardo ai parapetti, quelli rappresentatividello stile neoclassico, sono generalmente balaustre di colonnine in laterizio mentre altri in stile art-nouveau (1890-1920 ca.) sono prevalentemente con inferriate in ferro battuto con motivi floreali o a “colpo di frusta” come si diceva allora. In alcuni casi, quando il disegno diventava particolarmente complesso, si faceva ricorso a moduli metallici in pressofusione di ferro o ghisa: bellissimi esempi nel Palazzo Spataro, in P.zza Diomede e alla Marina in P.zza Fiume. Altra peculiarità riscontrabile in alcune ville (in centro in Via Asmara e in V.le Dalmazia) è quella che i parapetti sono sormontati da colonne, scanalate e finemente ornate, che si innalzano fino al piano superiore per sorreggere altri balconi o terrazze. Tuttavia,tra tanta bellezza, dobbiamo registrare il vero e proprio scempio compiuto da tubature, fili elettrici e cavi telefonici che si moltiplicano sempre più a dismisura ed occupano prepotentemente delle bellissime facciate che risultano irrimediabilmente deturpate! Un caso per tutti è visibile in via Bebbia:vittima una intera facciata (tra l’altro vincolata dalla Sovrintendenza SABAP!) con stucchi, dipinti e balconi in ferro battuto in puro stile liberty.

Ogni amministrazione comunale dovrebbe dotarsi di più stringenti strumenti urbanistici attuativi di salvaguardia che disciplinino ogni intervento eseguito da chicchessia evitando, di fatto, che si possa continuare a sfigurare impunemente edifici sia pubblici che privati specie quando questi raccontano e costituiscono i luoghi identitari di una intera comunità.

Questo mio lavoro, non solo è stato un personale arricchimento di conoscenza, ma anche un invito (specie per i giovani) a girare per le nostre strade con il naso un po’ all’insù ed essere orgogliosi delle belle testimonianze che i nostri avi ci hanno lasciato in eredità.
 Ferdinando De Cristofaro

100 foto di FERDINANDO DE CRISTOFARO
...magari c'è anche il vostro balcone!
(nel nome del file quasi sempre c'è l'indicazione del  palazzo a cui si riferisce)

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