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| UNA CARTINA DI ALCUNI ANNI FA |
DA EDMONDO LAUDAZI (NUOVO FARO) RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
TUTTI ZITTI IN ATTESA DELLA BOMBA AMBIENTALE DEL PARCO .
Non possiamo fare a meno di osservare, in questa assolata estate 2026, tra le innumerevoli manifestazioni gastronomico culturali ed i molteplici eventi celebrativi a programma, con grande spolvero di fasce tricolori al vento , sorrisi a 32 denti e foto di gruppo , come rischi di passare sotto strano ed acquiescente silenzio l’imminente scoppio di una bomba amministrativa , che rischia di paralizzare , anzi di polverizzare lo sviluppo dell’intero territorio abruzzese, ed in particolare dei Comuni costieri della Provincia di Chieti.
Lo sciagurato evento , deve essere attribuito alle risultanze di una recente sentenza del Tar Abruzzo del 22 giugno 2026, con la quale è stata riproposta – con decisione surretizia e incondivisibile – la resurrezione della procedura istitutiva del Parco della Costa Teatina e dei Trabocchi , mai conclusa in oltre 30 anni , perché riferita ad una fattispecie inesistente e fuori dal mondo , introdotta con due righe di emendamento, su una legge finanziaria del lontano 2011.
Una perimetrazione commissariale che comprendeva 18 Comuni – di cui 8 senza mare, ma senza Francavilla a Mare !! -, raffazzonata, frettolosa e disegnata su mappe militari del 1975, da cui non trasparivano le conurbazioni esistenti con decine di migliaia di abitanti, la presenza di 8 porti di cui 2 ritenuti di interesse nazionale , le coltivazioni agricole specialistiche , l’intero tessuto produttivo industriale più importante della Regione Abruzzo .
Una follia che la stessa Regione Abruzzo cercò di rimediare, partorendo una nuova perimetrazione di intesa con le Amministrazioni Comunali dotate di costa marina e con una nuova normativa di attuazione che, nonostante tutto, si incagliò con la mancata concessione del concerto Stato-Regione; per fortuna e perché si parlava chiaramente di una previsione tecnicamente inesistente ed appoggiata sulla legge Quadro Parchi n. 394/1991 non applicabile in Abruzzo , già vincolato oltre ogni ammissibile misura .
Ora , a distanza di quindici anni si sono svegliati il WWF Italia – tramite il suo Presidente che è nato proprio a Chieti - , che ha ritenuto di doversi e potersi sostituire al MASE per l’attuazione di una previsione legislativa sbagliata, che avrebbe da tempo dovuto essere invece annullata in sede parlamentare, in modo da predisporre il varo di una nuova poltrona lautamente remunerata per gli ambientalisti abruzzesi , senza dichiarare la legittimazione alla specifica attività unilaterale e la permanente attualità del disposto legislativo , rispetto al fabbisogno economico , sociale ed ambientale del territorio interessato.
La cosa bella è che , a distanza di circa 15 anni , il Tar Abruzzo , con singolare sentenza e senza apprezzabile contraddittorio , ha ritenuto di poter intervenire pesantemente per indirizzare MASE,ISPRA ed Amministrazioni territoriali, ad andare avanti con urgenza , rinviando a obsolete perimetrazioni di origine tecnica, su cui nessuno si è mai espresso e di cui nessuno ha dimostrato la persistente attualità , quasi sostituendosi alla Direzione degli Affari Generali e della Pianificazione della Regione Abruzzo , quando i funzionari dissentono dalle scelte della politica. Senza farsi votare dal popolo.
Noi non vogliamo essere accusati di cementificazione, perché amiamo visceralmente la nostra terra ed il nostro paesaggio, da conservare e da valorizzare in tutela ambientale. Ma non vogliamo stare in silenzio perché è pazzesco quello che sta per accadere.
Ed è pazzesco notare come ad oggi - nonostante le precise lamentele espresse dagli agricoltori della Cia Abruzzo e dai soli Comuni di Scerni e Pollutri - tutti gli altri attori politici ed amministrativi , istituzionali e sindacali del territorio, dormano il sonno degli ingiusti e non si rendano conto che in una Provincia ed in una Regione , dove si vuole valorizzare la ZES, esaltare la Via Verde , potenziare i Porti e le vie di comunicazione sui corridoi intermodali transeuropei , diventare la cerniera tra il Tirreno e l’Adriatico ,sta per abbattersi una pietra tombale e definitiva che , invece di valorizzare il nostro territorio , rischia di produrre paralisi, ingessamento, sottosviluppo e disoccupazione.
Ricordiamolo forte : quando da noi, la politica era gestita da politici veri ed attenti , queste cose non avrebbero nemmeno potuto essere pensate . Oggi siamo silenziosamente più soli .
Dott. ing. Edmondo Laudazi

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