mercoledì 10 giugno 2026

15-22 giugno: ACM, "OMNIBUS" La pittura come linguaggio, la tecnica come visione

 riceviamo e pubblichiamo

OMNIBUS
La pittura come linguaggio, la tecnica come visione.

Nelle Sale Bontempo di Palazzo d'Avalos, dal 15 al 21 giugno 2026, la mostra OMNIBUS propone un itinerario espositivo che trova la propria ragion d'essere nel dialogo tra due differenti modalità di concepire e praticare la pittura. Le opere di Angela Di Giovannantonio, realizzate a olio, e quelle di Dino Cipriani, eseguite ad acquerello, si confrontano all'interno di uno spazio comune nel quale la diversità tecnica non costituisce elemento di separazione, bensì occasione di approfondimento sul significato stesso dell'atto creativo.

Il progetto, ideato dall’ACM e patrocinato dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Città del Vasto, nasce dalla consapevolezza che ogni tecnica pittorica rappresenti molto più di un semplice procedimento esecutivo. Essa è, piuttosto, una struttura di pensiero, un dispositivo interpretativo attraverso il quale l'artista organizza il proprio rapporto con il visibile. La scelta dell'olio o dell'acquerello implica infatti una diversa concezione del tempo, della materia, della luce e del gesto; una diversa modalità di costruire l'immagine e di attribuire forma all'esperienza.

Nella pittura a olio di Angela Di Giovannantonio il colore si manifesta come sostanza plastica e costruttiva. La superficie si sviluppa attraverso successive sedimentazioni cromatiche che consentono alla luce di emergere dall'interno della materia stessa, generando un processo di progressiva definizione dell'immagine. La pittura si fa così luogo della permanenza, della riflessione e della stratificazione, in una continua tensione tra controllo compositivo ed energia espressiva.

Diversamente, l'acquerello di Dino Cipriani affida alla fluidità dell'acqua e alla trasparenza del pigmento il compito di costruire la visione. Qui il segno si misura con l'imprevedibilità della materia liquida, accogliendo l'evento pittorico come parte integrante del processo creativo. La leggerezza delle velature, la rapidità esecutiva e il dialogo costante tra intenzione e casualità conferiscono all'immagine una qualità atmosferica che trasforma la rappresentazione in esperienza percettiva.

L'accostamento di queste due pratiche artistiche invita il visitatore a riflettere sul valore della tecnica come elemento fondativo del linguaggio visivo. Lungi dall'essere un aspetto secondario o meramente strumentale, essa costituisce il luogo nel quale si manifesta la personalità dell'artista, il suo modo di abitare il mondo e di restituirne una interpretazione. Ogni scelta tecnica diviene pertanto una scelta poetica, una dichiarazione di metodo e insieme una presa di posizione estetica.

Il titolo OMNIBUS, evocando l'idea del "per tutti" e del "contenere molteplici possibilità", assume in questo contesto una valenza simbolica: l'arte si presenta come territorio inclusivo nel quale linguaggi differenti possono convivere senza rinunciare alla propria identità. Le opere dei due artisti non cercano una sintesi né una sovrapposizione; al contrario, valorizzano la specificità dei rispettivi percorsi, dimostrando come la pluralità dei mezzi espressivi costituisca una delle più autentiche ricchezze della pratica artistica contemporanea.

La presenza degli artisti durante il periodo espositivo amplia ulteriormente il significato dell'iniziativa, trasformando la mostra in un laboratorio aperto di conoscenza e confronto. Il pubblico sarà chiamato non soltanto a osservare le opere concluse, ma a comprendere le dinamiche, i processi e le scelte che ne hanno determinato la nascita, entrando in contatto diretto con quella dimensione del fare artistico che precede e sostiene il risultato finale.

OMNIBUS si configura dunque come un'indagine sulla natura della pittura e sulle infinite possibilità del linguaggio visivo: una riflessione sul rapporto tra materia e immagine, tra gesto e pensiero, tra tradizione tecnica e sensibilità contemporanea. Un percorso che restituisce alla tecnica il suo valore più profondo, quello di strumento attraverso cui l'artista rende visibile ciò che appartiene alla sfera dell'intuizione, della memoria e dell'immaginazione.



 

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