giovedì 9 aprile 2026

"VASTO1966" a cura di Carlo Marinucci: l'immagine e le iniziative della città in pieno boom economico

Carlo Marinucci fu uno degli emigranti di successo operanti in Argentina ai tempi di Carlo Della Penna, sempre nel campo delle industrie tipografiche.

Da vastese purosangue non dimenticò mai la sua Vasto e il suo nome figura in molte iniziative locali del passato. Per esempio   nel 1963 avviò la sua Tipografia Histonium in via Madonna del’Asilo a Vasto, nel 1966 favorì l’avvio di VastoDomani di Angelo Cianci e nello stesso anno con orgoglio pubblicò “VASTO 1966” un numero unico in 48 pagine A4 che descrive il rapido progresso di Vasto in quegli anni,  specialmente grazie alla scoperta del metano e alla SIV (ora Pilkington) e grazie al boom turistico.

“VASTO1966” è proprio una perfetta fotografia della città e del comprensorio in quegli anni. L’opera è divisa in questi capitoli: Introduzione; Turismo;  Attività economiche e opere pubbliche; Istituti di istruzione in Vasto; Figure e fatti d’altri tempi; Mostre d’Arte; Artigianato Locale; Recensioni.

Per dare una idea più compiuta del valore del volumetto qui pubblichiamo la presentazione di Carlo Marinucci  e l’indice dei contenuti.

L'INTRODUZIONE AL VOLUME  a firma di Carlo Marinucci


Miei cari concittadini

Questa rassegna che un vostro amico vi invia in omaggio, vi giunge inattesa e spero anche gradita, perché so con quanto amore conservate negli anni e a distanza l'attaccamento alla vostra terra natia.

Solo chi ha trascorso la sua vita lontano dal suo Paese, può comprendere il gesto dell'amico che ritorna nella sua Patria dopo tanti anni e riporta a noi, all'estero, un pugno di terra natia.

 

Ricordo ancora il mio primo ritorno a Vasto, tanti anni or sono. Allora lo scalo marittimo era Genova e da Pescara a Vasto restai in piedi come un bambino che faceva il suo primo viaggio in treno a guardare dal finestrino col cuore in gola il profilarci delle prime case di Vasto. Eppure sapevo che nulla o quasi era mutato.

 

Questa volta sono giunto di sera e da Termoli.  Vasto sembrava venirmi incontro con le sue luci da Sant'Antonio a San Michele. Ebbi esatta l'impressione che non era più il povero paese che avevo lasciato nella mia lontana adolescenza, ma una cittadina meravigliosamente bella, trasformata.  

Mi sentii orgoglioso di essere nato qui. Ecco perché ho ideato questa Rivista: «Vasto 1966». 

Questa terra che dopo tanta sonnolenza si è finalmente svegliata in un succedersi di attività in cui l'iniziativa privata e quella pubblica, sembra abbia trovato finalmente la giusta via, per assicurare anche a Vasto un avvenire di progresso.

Io che vivo, come molti di voi, tanto distante dalla mia terra natale, conosco l'ansia con la quale attendete notizie da Vasto.  Questi miei modesti sforzi finanziari permettono a questa Rivista assumere un atteggiamento libero ed un contenuto concreto alla luce di molte foto e di cifre attinte dalla viva voce degli stessi operatori economici che svolgono la loro attività in questa zona. 

Nei miei frequenti ritorni a Vasto, ho potuto constatare il progresso raggiunto in qualche settore più sensibile allo sviluppo economico e sociale della Città.

Mi riferisco alle attrezzature turistiche che in breve volger di tempo hanno dotato Vasto di buoni alberghi, mentre per il futuro, sì prevedono sempre più moderne installazioni ricettive.

Sarà bene ricordarvi, amici carissimi, che la migliore, la più redditizia delle industrie, la nostra Vasto l’ha nel suo seno, e cioè nel meraviglioso arco di mare e di spiaggia che si stende da Punta Penna alla foce del Trigno.

Ricordate come questa spiaggia fosse priva di ogni comodità?

Quando si andava all'affannosa ricerca di una cabina, di un bar, di una camera di albergo, quando la vita della spiaggia si svolgeva in un cerchio molto limitato di una ventina di famiglie e quando non si sapeva come trascorrere la serata?

Da allora ad oggi, e non sono passati poi tanti anni, i progressi sono stati veramente imponenti. Si sono compiuti veri e propri passi da gigante. Basterebbe considerare l’attuale disponibilità ricettiva dei mille posti letto da Vasto Marina a Vasto, per accorgersi subito che lo sviluppo turistico di questa Città è in linea con le località turistiche più evolute del litorale adriatico.

Turismo ed industria hanno marciato di pari passo, grazie alla creazione di quei poli di sviluppo nel quadro delle grandi realizzazioni della Cassa per il Mezzogiorno.

Bisogna riconoscere che l'Amministrazione comunale di Vasto ha dovuto affrontare numerosi problemi e non semplici,per assicurare alla Città nuovi servizi resi indispensabili ad una collettività che si svincola do una economia agricola, per assurgere ad un livello più evoluto e più moderno di economia turistica ed industriale.

Sono sorti nuovi quartieri di edilizia popolare, nuove strade; si sono dovuti ammodernare, sostituire, ampliare le vecchie infrastrutture idriche e la rete fognante.

Sono sorti nuovi edifici scolastici e mi ha colpito oltretutto l’illurninazione della Città, realizzata con uno sfarzo veramente degno di una grande località balneare.

Certo non tutto si è potuto realizzare nel giro di pochi anni. Ci sono ancora tanti problemi e tante necessità da risolvere e che attendono dalla iniziativa privata e pubblica la soluzione adeguata ed opportuna.

Tanto per fare un esempio vorrei citare, così come mi vengono in mente, per prima cosa, la indilazionabile realizzazione di un terzo sportello bancario, consono alle nuove esigenze economiche dell'accresciuto numero di operatori e faccio voti da buon cittadino che le nostre autorità sollecitino questa iniziativa presso l'amministrazione centrale perché penso che più credito possa portare nella nostra Città più produzione e quindi più ricchezza a tutte le categorie economiche e del lavoro.

Ho notato altresì la mancanza a Vasto di un locale moderno grande, comodo, per proiezioni cinematografiche, per spetta-coli artistici e per le rappresentazioni di buone commedie musicali.

Manca infine un grande caffè moderno per una comunità moderna.

Sono modesti problemi, dirà qualcuno, ma che io ho voluto sottolinearli perché completino la fisionomia di una Città che vuole assidersi, ripeto, nel ruolo di moderna Città balneare.

Io vi saluto, cari amici, con la segreta speranza di aver portato nelle case lontane di quanti, come me, vivono oltre l'Oceano, un soffio vivificatore e delicato di terra natia

 CARLO MARINUCCI



 

 


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