Carlo Marinucci fu uno degli emigranti di successo operanti in Argentina ai tempi di Carlo Della Penna, sempre nel campo delle industrie tipografiche.
“VASTO1966” è proprio una perfetta fotografia della città e del comprensorio in quegli anni. L’opera è divisa in questi capitoli: Introduzione; Turismo; Attività economiche e opere pubbliche; Istituti di istruzione in Vasto; Figure e fatti d’altri tempi; Mostre d’Arte; Artigianato Locale; Recensioni.
Per dare una idea più compiuta del valore del volumetto qui pubblichiamo la presentazione di Carlo Marinucci e l’indice dei contenuti.
L'INTRODUZIONE AL VOLUME a firma di Carlo Marinucci
Questa rassegna che
un vostro amico vi invia in omaggio, vi giunge inattesa e spero anche gradita,
perché so con quanto amore conservate negli anni e a distanza l'attaccamento
alla vostra terra natia.
Solo chi ha trascorso
la sua vita lontano dal suo Paese, può comprendere il gesto dell'amico che
ritorna nella sua Patria dopo tanti anni e riporta a noi, all'estero, un pugno
di terra natia.
Ricordo ancora il mio
primo ritorno a Vasto, tanti anni or sono. Allora lo scalo marittimo era Genova
e da Pescara a Vasto restai in piedi come un bambino che faceva il suo primo
viaggio in treno a guardare dal finestrino col cuore in gola il profilarci
delle prime case di Vasto. Eppure sapevo che nulla o quasi era mutato.
Questa volta sono giunto di sera e da Termoli. Vasto sembrava venirmi incontro con le sue luci da Sant'Antonio a San Michele. Ebbi esatta l'impressione che non era più il povero paese che avevo lasciato nella mia lontana adolescenza, ma una cittadina meravigliosamente bella, trasformata.
Mi sentii orgoglioso di essere nato qui. Ecco perché ho ideato questa Rivista: «Vasto 1966».
Questa terra che dopo
tanta sonnolenza si è finalmente svegliata in un succedersi di attività in cui
l'iniziativa privata e quella pubblica, sembra abbia trovato finalmente la
giusta via, per assicurare anche a Vasto un avvenire di progresso.
Io che vivo, come molti di voi, tanto distante dalla mia terra natale, conosco l'ansia con la quale attendete notizie da Vasto. Questi miei modesti sforzi finanziari permettono a questa Rivista assumere un atteggiamento libero ed un contenuto concreto alla luce di molte foto e di cifre attinte dalla viva voce degli stessi operatori economici che svolgono la loro attività in questa zona.
Nei miei frequenti
ritorni a Vasto, ho potuto constatare il progresso raggiunto in qualche settore
più sensibile allo sviluppo economico e sociale della Città.
Mi riferisco alle
attrezzature turistiche che in breve volger di tempo hanno dotato Vasto di
buoni alberghi, mentre per il futuro, sì prevedono sempre più moderne
installazioni ricettive.
Sarà bene ricordarvi,
amici carissimi, che la migliore, la più redditizia delle industrie, la nostra
Vasto l’ha nel suo seno, e cioè nel meraviglioso arco di mare e di spiaggia che
si stende da Punta Penna alla foce del Trigno.
Ricordate come questa
spiaggia fosse priva di ogni comodità?
Quando si andava
all'affannosa ricerca di una cabina, di un bar, di una camera di albergo,
quando la vita della spiaggia si svolgeva in un cerchio molto limitato di una
ventina di famiglie e quando non si sapeva come trascorrere la serata?
Da allora ad oggi, e
non sono passati poi tanti anni, i progressi sono stati veramente imponenti. Si
sono compiuti veri e propri passi da gigante. Basterebbe considerare l’attuale
disponibilità ricettiva dei mille posti letto da Vasto Marina a Vasto, per
accorgersi subito che lo sviluppo turistico di questa Città è in linea con le
località turistiche più evolute del litorale adriatico.
Turismo ed industria
hanno marciato di pari passo, grazie alla creazione di quei poli di sviluppo
nel quadro delle grandi realizzazioni della Cassa per il Mezzogiorno.
Bisogna riconoscere
che l'Amministrazione comunale di Vasto ha dovuto affrontare numerosi problemi
e non semplici,per assicurare alla Città nuovi servizi resi indispensabili ad
una collettività che si svincola do una economia agricola, per assurgere ad un
livello più evoluto e più moderno di economia turistica ed industriale.
Sono sorti nuovi
quartieri di edilizia popolare, nuove strade; si sono dovuti ammodernare,
sostituire, ampliare le vecchie infrastrutture idriche e la rete fognante.
Sono sorti nuovi
edifici scolastici e mi ha colpito oltretutto l’illurninazione della Città,
realizzata con uno sfarzo veramente degno di una grande località balneare.
Certo non tutto si è
potuto realizzare nel giro di pochi anni. Ci sono ancora tanti problemi e tante
necessità da risolvere e che attendono dalla iniziativa privata e pubblica la
soluzione adeguata ed opportuna.
Tanto per fare un
esempio vorrei citare, così come mi vengono in mente, per prima cosa, la
indilazionabile realizzazione di un terzo sportello bancario, consono alle
nuove esigenze economiche dell'accresciuto numero di operatori e faccio voti da
buon cittadino che le nostre autorità sollecitino questa iniziativa presso
l'amministrazione centrale perché penso che più credito possa portare nella
nostra Città più produzione e quindi più ricchezza a tutte le categorie
economiche e del lavoro.
Ho notato altresì la
mancanza a Vasto di un locale moderno grande, comodo, per proiezioni
cinematografiche, per spetta-coli artistici e per le rappresentazioni di buone
commedie musicali.
Manca infine un
grande caffè moderno per una comunità moderna.
Sono modesti
problemi, dirà qualcuno, ma che io ho voluto sottolinearli perché completino la
fisionomia di una Città che vuole assidersi, ripeto, nel ruolo di moderna Città
balneare.
Io vi saluto, cari
amici, con la segreta speranza di aver portato nelle case lontane di quanti,
come me, vivono oltre l'Oceano, un soffio vivificatore e delicato di terra
natia
CARLO MARINUCCI



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