venerdì 10 aprile 2026

I CARABINIERI CON L'AIUTO DELL'AI RITROVANO UN QUADRO DI PALIZZI RUBATO NEL 1972 E LO RESTITUISCONO AL COMUNE DI FELTRE


la firma di cui sopra
CARABINIERI CON L'AIUTO DELL'AI RITROVANO UN QUADRO DI PALIZZI RUBATO NEL 1972 E LO RESTITUISCONO AL COMUNE DI FELTRE. La notizia oggi è su tutti i media nazionali. Solo che c'è un errore nell'attribuzione dell'opera che, come si vede dalla firma NON E' DI FILIPPO PALIZZI COME DICONO TUTTI,  MA  DI SUO
FRATELLO GIUSEPPE PALIZZI
Le firme (da VastoGallery) di Filippo Palizzi e  di Giuseppe Palizzi  operante in Francia.
 

LA NOTIZIA E' COSI' RIPORTATA DAL SITO DI  RAINEWS
Il furto risale ad oltre 50 anni fa. Era il 1972, oggi i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino hanno restituito al Comune di Feltre il dipinto intitolato “Riposo della pastorella”, realizzato dal pittore Filippo Palizzi. 
Il bene era stato sottratto dalla stessa sede museale bellunese durante un episodio criminoso che aveva costretto l’istituto a una chiusura temporanea delle sale espositive. 
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vercelli, sono scaturite a seguito dell’utilizzo del sistema S.W.O.A.D.S. (Stolen Works Of Art Detection System), un applicativo di Intelligenza Artificiale che elabora la ricerca nel web e sui social networks di opere d’arte trafugate e le confronta con quelle conservate nella 'Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti', considerata il più grande archivio al mondo di beni d’arte rubati, con informazioni su oltre 7 milioni di oggetti censiti. 
 Il sistema è stato in grado di localizzare, in una nota casa d’aste piemontese, l’offerta all’incanto del dipinto, particolarmente rassomigliante a quello trafugato nel '72. I militari di Torino, a seguito degli accertamenti hanno provveduto al sequestro dell’opera, proposta per la vendita da un cittadino piemontese nella completa buona fede, e la perizia effettuata dal personale della Galleria d’Arte feltrina ha confermato l’autenticità dell’opera. 
La Galleria d’Arte Moderna 'Carlo Rizzarda', nata dal lascito dell’omonimo artista del ferro battuto dei primi decenni del XX secolo, e che esponeva nelle sale espositive circa 400 lavori in ferro battuto e quasi 200 opere facenti parte della collezione d’arte (Felice Casorati, Egon Schiele, Giovanni Fattori, Telemaco Signorini e Carlo Carrà), aveva subito un importante furto nel giugno 1972 tale da indurre le autorità di allora a chiuderla al pubblico. La galleria aveva poi riaperto, con un nuovo allestimento, nel 2001.

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