sabato 7 marzo 2026

Il funerale congiunto, la chiesa stracolma, le toccanti parole del vescovo Bruno Forte

da Francesco Dell'Aquila riceviamo e pubblichiamo
Solenni funerali
Due parroci emeriti vastesi vengono a mancare a poche ore di distanza l’uno dall’altro giovedì 5 marzo 2026: a 93 e 97 anni. Ci lasciano Don Luigi Smargiassi, chiamato da tutti don Gino, e Don Decio D'Angelo, guide indimenticate – tra i vari incarichi ricoperti nell’arco di oltre settant’anni di sacerdozio - delle parrocchie di San Marco e Santa Maria Maggiore a Vasto.

Congiunto il rito funebre, a Santa Maria Maggiore, presieduto dall’Arcivescovo Bruno Forte, presenti, tra gli altri, altri vescovi del territorio e sacerdoti della diocesi di Chieti-Vasto e non solo, in una chiesa stracolma per l’ultimo saluto e l’omaggio ai due presbiteri, con diretta streaming social su Misericordia Tv.

Monsignor Forte nella sua omelia ha rimarcato i profili e le figure dei due sacerdoti scomparsi: “Carissimi, in questa omelia ho deciso di partire da un video inviatomi che riprende il momento in cui Don Decio, ricoverato in ospedale come don Gino nella stanza accanto, va a trovare il confratello e gli parla con simpatia in dialetto. A un certo punto, Don Decio, con aria sorniona, dice al confratello "Chi ci avrebbe detto che…" ma non finisce la frase che don Gino, interrompendolo e sorridendo gli dice “saremmo morti lo stesso giorno…”. Don Decio la prende in scherzo e dà un colpo affettuoso sul braccio dell'amico sacerdote. Ecco, quelle parole che don Gino ha detto si sono puntualmente realizzate. I due, che per tutta la vita si sono ‘pizzicati’, sempre uniti dalla stessa fede e dallo stesso amore verso Cristo e la gente, se ne sono andati insieme a distanza di poco più di un'ora l'uno dall'altro- Don Decio dopo don Gino. Che cosa accomunava questi due sacerdoti, cosa li distingueva e perché è bello e giusto ricordarli insieme lo dimostra questa assemblea e questo omaggio”.

Monsignor Forte ha poi commentato il Vangelo con la Parabola del Figliol prodigo e del Padre misericordioso. “Entrambi ritornano avendo vissuto percorsi differenti, manifestato caratteri e modi di agire assai diversi. In rapporto a Don Decio e a don Gino mi sembra che la parabola ci dia tre certezze.

La prima è che tutta la loro vita è stata un ritorno alla casa del Padre, da quel Padre che ha grandemente amato entrambi. Entrambi hanno profondamente amato, testimoniando con l'amore tutti i servizi resi nella loro vita.

La seconda certezza è che entrambi sono stati molto diversi: molto preparato culturalmente Don Decio, a lungo docente di filosofia dotato di una costante capacità d'ironia, credente, vigile e acuto anche nello sfidare gli interlocutori più vari, sempre molto amato e stimato dal suo popolo. Parroco a Ripa Teatina, poi a Santa Maria Maggiore a Vasto, assistente rotariano molto apprezzato, illuminato rifondatore della Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone.

Uomo dallo spirito ribelle Don Gino, ma anche lui dalla fede profonda per la intensa carità. Alla scuola di Don Felice Piccirilli, anche lui docente, di Storia e Filosofia nelle scuole superiori, pastore amato delle comunità di Carunchio, San Salvo Marina e San Marco Evangelista a Vasto. Costruttore di chiesa a beneficio del nostro popolo e, come non dirlo, innamorato della città del Vasto.

La terza certezza che la parabola ci dà: il padre Celeste ora li accoglie in Paradiso dicendo ai suoi angeli come abbiamo ascoltato nel Vangelo: "Presto, portate il vestito più bello fatelo indossare e mettete loro l'anello al dito, prendete il vitello grasso, mangiamo e facciamo festa" e poi "Figlio, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo”. I nostri due sacerdoti saranno reagendo felici a questa accoglienza. Don Decio avrà il suo sorriso sulle labbra quasi a dire… vedi un po', vedi come il nostro Dio sa vederci dentro e amarci al di là delle nostre differenze. Mentre Don Gino starà pensando… guarda un po' come era buono Don Decio per cui ci siamo sfidati per tutta la vita e il padre Celeste ha visto subito la fede e la bontà d'animo. Vuoi vedere che si mette a parlare bene proprio di me al Signore che mi vede e mi conosce più di lui e dà tante tenerezze e misericordia anche per me.

E così, anche se diversi in vita, ma accomunati dall'amore a Cristo e alla chiesa e alla gente, ora i due si ritrovano nella gioia del cielo con la misericordia di Dio, accolti dalla Vergine Maria che entrambi hanno teneramente amato”.

Al termine del sacro rito le due bare sono stata portate a spalla dalle Confraternite vastesi all'esterno e, sotto uno scrosciante applauso, Mons. Forte ha recitato un’ultima preghiera prima del trasferimento nei cimiteri di Bomba per Don Decio e di Vasto per Don Gino.

FDA

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