TANTI GLI INSEGNAMENTI, TANTI I VALORI TRASMESSI A TUTTI NOI DALLO STORICO PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE VASTESE DELLA STAMPA
di NICOLA D'ADAMO
Cinque anni fa, l’8
gennaio 2021, in pieno Covid, è venuto a mancare Giuseppe Catania, decano dei
giornalisti vastesi e storico presidente dell’Associazione Vastese della
Stampa.
In quei giorni una valanga di messaggi di cordoglio furono pubblicati sui giornali,
sui siti, sui social.
Le parole più ricorrenti sono state: stima, rispetto, disponibilità, correttezza,
signorilità, cordialità, signore
d’altri tempi, grande maestro e tante altre di questo tenore. Insomma è stata
la città intera – proprio “intera” – che ha voluto esprimere il proprio
cordoglio, ricordando le sue doti umane e professionali ed il suo cordiale
rapporto con tutti.
Ma qual è l’eredità che Peppino Catania ha lasciato alla Città?
Nei suoi 60 anni (e più) di attività, Peppino non è stato solo il giornalista che con dovizia di particolari ha raccontato tutti gli eventi della città, ma è stato l’uomo di “Cultura” che con grande passione ha inciso in diversi campi.
Innanzitutto Peppino è stato un grande “divulgatore” della storia di Vasto, con migliaia di articoli attinti da libri di storia e documenti di archivio. Ha fatto conoscere all’ampio pubblico fatti e personaggi che vanno dal periodo dell’antica Histonium fino ai nostri giorni, recuperando e valorizzando tutta la nostra memoria storica. Ha fatto apprezzare il nostro antico patrimonio artistico (Terme romane, Anfiteatro, acquedotto delle Luci), castelli e palazzi storici e soprattutto le chiese della città con le preziose opere d’arte che contengono.
Ma al ruolo di “storico”, Giuseppe Catania ha sempre affiancato anche quello di “critico d’arte” e “critico letterario”. Con competenza, attraverso migliaia di approfondite recensioni, ha fatto conoscere le opere dei nostri pittori, scrittori, poeti e altri personaggi di tutte le epoche. Con un altro particolare merito: ha sempre incoraggiato giovani pittori, poeti e scrittori alle prime armi, scrivendo recensioni favorevoli e spingendo loro verso queste nobili discipline. Il bilancio a distanza di anni è che parecchi di loro si ritrovano artisti grazie proprio al suo incoraggiamento iniziale!
Infine non si può fare a meno di parlare di Giuseppe Catania quale nostro “Maestro di Giornalismo”. Numerosi i suoi insegnamenti. Ogni anno in occasione della festa di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti, tornava a sottolineare a noi più giovani i doveri del giornalista e il grande valore della libertà di stampa che è il bene più prezioso della democrazia. Con un importante punto fermo: il giornalista deve essere sempre fedele alla deontologia professionale; ha il dovere di agire con lealtà e buona fede e rispettare sempre la verità sostanziale dei fatti.
Noi speriamo di essere suoi bravi allievi. Grazie Peppino, da lassù guidaci ancora!
Nicola D’Adamo

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