Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Francesco Menna e dell'assessore alla cultura Nicola Della Gatta, ha preso la parola Borrelli, poi il sen. D'Alfonso, i quali hanno scandagliato i contenuti del libro ed apprezzato ogni sua pagina, suggerendo anche di aggiungere qualche altro capitolo su altri aspetti, in una seconda edizione che sicuramente ci sarà. L'autore Costantino Felice ha ringraziato i due illustri relatori ed ha spiegato le ragioni per cui ha voluto indagare nuovamente sui dibattuti temi del nostro Abruzzo.
Il suo libro "Un mezzogiorno particolare" (Donzelli editore), infatti, rivoluziona le immagini stereotipate dell’Abruzzo mostrandone i tratti semplicistici e mistificatori: dall’insulsa formuletta del «forte e gentile» alle ben più sofisticate stilizzazioni artistiche del «pastore» dannunziano e del «cafone» siloniano. Con una qualità di scrittura rapida e avvolgente – una sorta di pamphlet – l’autore da una parte procede allo smontaggio di questo prevalente Abruzzo «in idea», costruito cioè su proiezioni mitopoietiche di provenienza soprattutto antropologica e letteraria, i cui esiti sono spesso di nascondimento, se non proprio di stravolgimento e falsificazione, rispetto ai concreti meccanismi del divenire economico e sociale (oltre che politico e culturale) che hanno portato la regione ad essere quella che oggi appare ai nostri occhi.
Dall’altra, il libro si presenta come un’indagine rigorosa e documentata – frutto di decenni di studi e pubblicazioni varie – che aspira a fornire dell’Abruzzo una ricostruzione maggiormente veritiera e coerente con la sua effettiva evoluzione storica. Abbiamo così un Abruzzo «altro» rispetto a quello delle consuete narrazioni supinamente strombazzate dal sistema mediatico: non l’Abruzzo agropastorale che si vorrebbe sordamente inchiodato alle sue arcaiche tradizioni e rudi selvatichezze, bensì un Abruzzo intraprendente e attivo, pienamente inserito, pur con le sue peculiarità (un «Mezzogiorno particolare»), in quel Sud operoso che il nuovo meridionalismo da decenni va meritatamente disvelando. L’approccio dell’autore è di tipo interdisciplinare, nutrendosi costantemente di un serrato confronto con il dibattito che sul controverso tema dell’identità (sferzante l’attacco agli insipienti cultori di una supposta «abruzzesità») continua ad animare la storiografia e le scienze sociali.
Costantino Felice, già docente di Storia economica presso l’Università D’Annunzio di Pescara, si occupa del Mezzogiorno, con particolare riguardo all’Abruzzo e al Molise. Ha curato il volume L’Abruzzo della «Storia d’Italia. Le regioni dall’Unità a oggi» (Einaudi, 2000). È autore, fra l’altro, di Il Sud tra mercati e contesto (FrancoAngeli, 1994, 1996) e Dal borgo al mondo (Laterza, 2001); per i tipi della Donzelli ha di recente pubblicato: Mezzogiorno tra identità e storia. Catastrofi, retoriche, luoghi comuni (2017); Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo (2014, 2022); Una storia esemplare. Fucino: bonifica, riforma agraria, distretto agroindustriale (2023).






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