
COMUNICATO STAMPA
Presentati
i murales realizzati dalle studentesse del Liceo Artistico con gli internati
della Casa Lavoro di Vasto
Menna e Cianci: «Comunità che educa, che non esclude e che crede nel
cambiamento» Nella
mattinata di ieri 7 maggio 2025, alla Casa Circondariale di Vasto si è tenuta
la presentazione dei murales realizzati grazie al progetto "Immaginati
libera" che ha visto la collaborazione di studentesse e docenti del Polo
Liceale Pantini-Pudente, il Progetto Giovani con gli internati della Casa
Lavoro. Un progetto ispirato al libro “Stai Zitta” di Michela Murgia. Il
percorso si è svolto attraverso un laboratorio creativo e umano, dove la
lettura condivisa, la riflessione e l’arte hanno favorito un dialogo profondo
su temi di giustizia, inclusione e cittadinanza. I partecipanti hanno lavorato
fianco a fianco, condividendo idee, emozioni, colori e speranze, con la guida
delle professoresse Minerva e Ruberto. Alla conclusione dell'iniziativa, una
tavola rotonda ha visto il confronto diretto tra gli internati, le studentesse
e le istituzioni. Presenti l’assessora alle Politiche giovanili e
all’Istruzione Paola Cianci, la dirigente scolastica Anna Orsatti, le docenti
Minerva, Ruberto, Forgione e Cianciosi, Giusi Rossi (educatrice della Casa
Lavoro) e Giorgia Berardi del Progetto Giovani.
«Iniziative come questa ci insegnano
– dice il sindaco Francesco Menna - che la dignità delle persone passa anche
attraverso l’ascolto, la relazione e la cultura. Vedere le studentesse e gli
internati lavorare insieme è un segno concreto di comunità che educa, che non
esclude e che crede nella possibilità del cambiamento».
«Ho visto - aggiunge l'assessora
alle Politiche Giovanili e all'Istruzione Paola Cianci - negli occhi dei
ragazzi e delle ragazze la forza dell’incontro. L’arte, in questo caso, è stata
strumento di relazione, di rispetto reciproco e di riscatto. Continueremo a
sostenere progetti che mettono al centro la scuola come ponte tra le persone,
anche nei luoghi più difficili».
«Esperienze come questa - per la
dirigente Anna Orsatti - rappresentano una vera educazione alla cittadinanza
attiva. Le ragazze hanno vissuto un percorso che va oltre la didattica
tradizionale, incontrando l'umanità che abita anche dietro le sbarre. Ne escono
più consapevoli, più maturi e sicuramente più attenti al valore
dell'inclusione».
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