giovedì 15 maggio 2025

105 chioschi sulla Via Verde? No grazie, dice Menna

 Le nostre redazioni quotidianamente ricevono decine di comunicati su aspetti marginali della vita pubblica o su diatribe di carattere personale, ma niente o quasi niente su avanzamenti di lavori importanti o sui giustificati ritardi. Per esempio nulla mai è stato ufficialmente detto a che punto sono i lavori sulla Via Verde (di cui è stata realizzata solo la metà!)  oppure qual’ è il tracciato definitivo scelto dalla provincia da Punta Aderci fino a Vignola. Mentre in questi giorni ampio è il dibattito intorno ad un emendamento presentato in Regione da Campitelli per far aprire chioschi ogni 400 metri lungo i 42 km della Via Verde (conteggio ipotetico 42 km : 0,4 = 105 chioschi!). Non si capisce se le aree da occupare con i chioschi sono quelle private a fianco alla pista ciclabile oppure quelle pubbliche di proprietà della Provincia. Queste ultime possono essere adibite solo a verde  (anche i parcheggi sono vietati) come chiaramente fissato dalla LR 5 /2007 http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/leggi_tv/abruzzo_lr/2007/lr07005.htm

Nel dibattito sui chioschi è intervenuto anche il presidente della Provincia Francesco Menna .





In qualità di sindaco di Vasto e presidente della Provincia di Chieti sento il dovere di esprimere forte preoccupazione per la proposta di modifica normativa avanzata dalla Regione Abruzzo che prevede la possibilità di installare un punto ristoro ogni trecento/quattrocento metri lungo la Via Verde.

Un'impostazione di questo tipo, applicata in modo indiscriminato e senza una visione strategica condivisa, rischia di snaturare profondamente il paesaggio costiero, trasformandolo in un susseguirsi ininterrotto di strutture commerciali. Una sorta di bazar diffuso che nulla ha a che fare con l’idea di turismo sostenibile, lento e rispettoso dell’ambiente che abbiamo costruito negli anni.

Sono estremamente rammaricato per il fatto che (come purtroppo accade troppo spesso) né i sindaci né la Provincia di Chieti siano stati coinvolti in modo preventivo dalla Regione nella definizione di una decisione così impattante dal punto di vista ambientale, urbanistico ed economico. Si continua ad agire in modo unilaterale, ignorando l’importanza di una politica partecipata, fondata possibilmente sull’ascolto e magari anche sulla collaborazione tra enti.

Chiederò quindi ai sindaci di venire al più presto in Provincia per confrontarsi con le associazioni ambientaliste, con i portatori di interesse e con la cittadinanza. È necessario un confronto aperto e costruttivo che tenga conto della complessità dei territori e delle esigenze reali di chi li vive e li amministra ogni giorno.

Sia chiaro: non sono contrario alla presenza di punti ristoro o servizi lungo la Via Verde. Anzi, ritengo fondamentale offrire ai turisti accoglienza e funzionalità. Tuttavia tutto ciò deve avvenire con criterio, nel rispetto del paesaggio, della biodiversità e delle vocazioni naturali dei luoghi. Va trovato un punto di equilibrio tra economia e ambiente.

In assenza di tale equilibrio la Via Verde rischia di degenerare in una Babilonia caotica, una bolgia di strutture replicate senza logica che comprometterebbero l’identità stessa del nostro territorio. Quello che posso promettere e prometto è che mi attiverò per evitare che ciò accada.



Francesco Menna

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