L’evento si terrà al Teatro Rossetti, sabato 13 luglio alle ore 21.00, è patrocinato dall’
Assessorato alla Cultura Città del Vasto e dalla Presidenza del Consiglio Regionale
Regione Abruzzo.
La serata è stata ideata e organizzata dal tenore Franco Carlucci di Scerni ma vastese
di adozione che con il maestro Stivaletta aveva un rapporto filiale che conserva
tuttora e che intende onorare con una serata speciale dedicata al maestro
recentemente scomparso. Presenta la manifestazione Silvana Stella. Ingresso
libero.
Nicolamaria Stivaletta, poeta e musicista vastese, creatore di straordinarie canzoni
popolari, ottenne numerosi riconoscimenti come "La viuletta d'ore" in Francavilla,
"Trabocco d'oro" in Fossacesia, "I Canti della Montagna" in Pescara.
Nel 2002, vinse il primo premio al festival nazionale "Canti della Montagna" sezione
folklore, con la composizione "Viva vive lu Gran Sasse e la Majelle"; inoltre ha
ricevuto nel giugno 2004 il premio "Stefania Rotolo", in occasione della
manifestazione "II Golfo D’Oro".
Nel 1983, dopo la scomparsa del maestro A. Polsi istituisce insieme a Franco
Carlucci il coro "Aniello Polsi" che dirigerà fino al 1987. In questo periodo si
alternano voci soliste maschili importanti, tra cui Franco Carlucci, che ancora oggi
interpreta con la sua bellissima voce da tenore le composizioni del maestro nel coro
"I Cantori del Golfo".
Artista autentico, cantore della vastesità nel solco della continuità con l'opera avviata
dall'indimenticabile maestro Aniello Polsi, al quale non a caso è intitolato il Gruppo
folkloristico di cui è stato il fondatore e di cui resta l'animatore e l'instancabile
direttore dal 1983, Nicola Stivaletta ha il grande merito di aver rinverdito nella
memoria dei vastesi i canti e le melodie della tradizione e di aver portato in giro,
anche tra gli emigranti del Belgio, le espressioni più belle dell'anima e della cultura
della nostra Comunità.
Pino Cavuoti, giornalista e direttore responsabile di Radio Saba Sound e consigliere
regionale dell’Ordine dei giornalisti del Molise, nella prefazione al libro - raccolta lu
tempe passe senza pietà - Cannarsa editore, scrive:
“……. Credevo che fosse solo un barista molto conosciuto in città. Lo sapevo
vastese, e come tutti i vastesi autentici, innamorato nel più profondo di questo
specchio di terra bagnata dal mare e dal sole. Credevo che la sua arte si fermasse
solo a far del buon caffè e a dispensare, in una riservatezza arrendevole, qualche
sorriso all’avventore di turno. Poi scoprìi, come una luce che svela il buio della notte,
che è colmo di una grande ricchezza: il dono di saper mettere assieme parole e note
riuscendo ad emozionare.”

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