venerdì 5 gennaio 2024

Lettere: CINGHIALI, nessun piano di abbattimento per il Vastese, la protesta dei motociclisti che rischiano la vita


riceviamo e pubblichiamo
Cinghiali - Selecontrollo e motociclisti
Prendo spunto dalle recenti notizie di stampa relative al varo di un piano di assestamento del cinghiale (caccia di selezione) in Abruzzo, sulla base dei piani di assestamento presentati dai vari ATC (ambiti territoriali di caccia) di riferimento di varie aree della nostra regione.

Si apprende da organi di stampa che nell'ambito territoriale Vastese, che pure risulta di gran lunga in Abruzzo quello che registra più incidenti stradali dovuti ai cinghiali, l'ATC non ha presentato alcun piano per la caccia di selezione, rendendo di fatto inoperanti nell'area Vastese le misure volte al contenimento della popolazione di questi ungulati che partiranno invece in altri ambiti del territorio abruzzese.

Ammesso - ma non concesso! - che questa misura non sia ritenuta efficace da parte dell' ATC Vastese che non ha prodotto nessun piano, sarebbe interessante poter ascoltare le ragioni alla base della (presunta) inefficacia della caccia di selezione e quali sono invece le misure che l'ATC Vastese ritiene siano efficaci per disinnescare in tempi brevi (perché questa è l' esigenza) i rischi discendenti dalla proliferazione incontrollata dei cinghiali. 

Mi auguro, ma credo di poter parlare a nome di una larga fetta della popolazione Vastese, che la mancata emanazione di un piano di selecontrollo non sia dovuta a ragioni ideologiche, perché per quanto interessanti speculativamente, rimangono oziose e non risolvono (non è un opinione, ma un fatto davanti agli occhi di tutti dopo anni di inazione) in alcun modo il problema ed anzi lo procrastinano sine die, accentuandone ulteriormente le nefaste conseguenze.

In veste di appassionato motociclista, ormai da anni, riscontrata la presenza di moltissimi cinghiali e frequenti disavventure di automobilisti e motociclisti nelle contrade del chietino ed in particolare a Vasto, mi sono più volte trovato a decidere di rinunciare a percorrere le belle statali delle nostre zone per raggiungere Vasto privilegiando l'autostrada dove non corro il rischio di impattare con i cinghiali. Il fattore di rischio (e la relativa apprensione) aumenta poi con la circolazione in orari crepuscolari o notturni. La maggioranza degli utenti della strada guida l'auto e non una moto, e questo porta il senso comune a sottostimare problemi che la circolazione stradale presenta, ma dalla nostra (di motociclisti) prospettiva la presenza di cinghiali rappresenta un rischio molto rilevante: in auto forse danneggi il mezzo, ma in moto finisci a terra e ti fai male (se va bene). Per questa ragione, da cittadino che paga le tasse come chi guida l'auto, mi aspetto di poter circolare in sicurezza sulle strade e mi aspetto che chi non presenta piani di selezione si esprima pubblicamente su quali siano le ragioni dell' incertezza e soprattutto su quale sia la proposta alternativa con effetti pratici rapidi (e non a babbo morto) per evitare che gli ungulati rappresentino un problema per le auto e le moto (tralascio tutte le altre questioni altrettanto importanti legate ai danni alle colture o ai rischi per l' incolumità delle persone). Nel frattempo ho ritenuto di agire in modo pratico pagando profumatamente la copertura assicurativa da impatto contro animali selvatici nelle polizze con cui assicuro le mie motociclette.

La ringrazio per il tempo che avrà voluto dedicare a questa mia, e con l'auspicio che possa contribuire a fornire il punto di vista - troppo spesso negletto - di chi gira su due ruote, colgo l'occasione per augurarle buon anno e ringraziarla per il meritorio lavoro del sito.

Cordialmente,
Stefano Tella

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