S-PRIGIONATE l’AMORE.
I simboli del presepe di S. Maria Maggiore.
Il presepe di S. Maria Maggiore ha come titolo “S-PRIGIONATE L’AMORE” volendo offrire un messaggio forte sull’urgente bisogno di Gesù nel mondo. Da più parti, infatti, arrivano notizie di violenza e di guerra ad opera di uomini ormai prigionieri dell’odio che continuano a rispondere al male con il male. Non ci sarà mai pace se non ricominciando dalla riconciliazione e dal perdono. Ecco perché la natività, all’interno di una suggestiva grotta, sembra rinchiusa dietro un cancello: l’immagine vuole ricordare che sta a noi S-PRIGIONARE L’AMORE, ossia permettere a Gesù di visitare i nostri cuori e di rinnovarli con la sua innocenza. Si faccia attenzione alla collocazione della Sacra Famiglia - dietro la grata – che può indicare sia la vicinanza del Signore a tutti coloro che si ritrovano nella sofferenza sia la nostra libertà di aprire oppure no la porta: la chiave è infatti all’esterno, accessibile a chiunque, proprio a significare la libertà nella quale ci lascia Dio di far arrivare Cristo ad ogni uomo e ad ogni donna, oppure no. Un Dio che non ci costringe e che non vorrebbe essere relegato semplicemente in un presepe. Accanto alla grotta si scopre una colomba, con un ramoscello di ulivo, pronta ad accompagnare chiunque voglia farsi operatore di pace.
In secondo piano si può notare un ponte che collega due realtà diverse: una cittadina florida e un’altra distrutta. L’immagine rimanda ai numerosi scenari di guerra sparsi nel mondo, sui quali non bisogna chiudere gli occhi né smettere di pregare. Il ponte è un segno di speranza che vuole incoraggiare l’incontro tra le diversità, in modo da non perdere la nostra umanità. La strada che si scorge è rimando proprio a Gesù che è via verso la vita, via che vuole essere attraversata. Sullo sfondo, altri scenari da presepe con case e pastori e un significativo riferimento alla nostra realtà locale: il faro di Punta Penna. Esso è rimando alla luce che brilla nelle tenebre della storia; richiamo al porto sicuro nelle tempeste della vita, simbolo di quel Gesù, luce del mondo, che chiede di essere seguito.
A sigillare il presepe si trova un inginocchiatoio che ricorda come il messaggio rappresentato vada meditato senza stancarsi di chiedere luce al Signore nella preghiera. Betlemme insegna dunque la via dell’umanità attraverso un Dio che chiede di essere sprigionato, LASCIATO LIBERO DI REGNARE NEI NOSTRI CUORI. Aprite le porte a Cristo e sprigionate l’amore! Buon Natale!


Nessun commento:
Posta un commento