Molti i problemi sul tappeto, vecchi e nuovi. Da chiarire il ruolo del centro storico e le condizioni di vivibilità tra nuove aree pedonali e varchi elettronici in arrivo a settembre. Da evitare che il centro storico diventi luogo sempre più inaccessibile per residenti e comuni cittadini
di Nicola D’Adamo
L’annuncio
di una riunione il prossimo mercoledì 28 giugno tra Comune e Associazione
Centro Storico di Vasto presieduta da Roberto Del Borrello ci dà l’opportunità
ritornare sui problemi del borgo antico.
Nel comunicato, l’Associazione dei residenti ha specificato che “Questa volta non è solo l’inquinamento acustico a catalizzare l’attenzione. Sono molteplici le problematiche emerse nell’ultima riunione del sodalizio:
rispetto delle regole e delibere in corso, maggiore partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione, decoro urbano, viabilità, idonea programmazione delle aree destinate a parcheggi, tavolini e dehors in luogo pubblico”. “In particolare è stata rilevata una scarsa vigilanza sulla distribuzione di bevande alcoliche e sul rispetto di orari destinati ad attività musicali, su pulizia, rumori, schiamazzi notturni nei periodi di maggior assembramento giovanile”. Sulla viabilità “l’uso indiscriminato di biciclette elettriche, che transitano ad alta velocità in zona ZTL”. In merito alle ultime ordinanze con l’avvio di nuove aree pedonali 24 ore su 24, problemi di “carico e scarico” per le famiglie e la mancata definizione dei parcheggi dei residenti, in sostituzione dei posti eliminati in zona ZTL. I problemi
evidenziati a Vasto sono comuni a tutte le città storiche, non solo italiane. Ma
alcune, tramite studi particolari, sono riuscite a varare efficaci provvedimenti
per la rivitalizzazione del centro, altre si sono avventurate in provvedimenti
improvvisati peggiorando sempre più la situazione.
L’errore più comune fatto da quest’ultimi è per esempio la convinzione che, fatta l’isola pedonale o la zona a traffico
limitato, automaticamente il centro storico si rivitalizza. Queste decisioni, specialmente nelle città a non forte
densità turistica, hanno portato a
rendere i centri storici in luoghi
sempre più inaccessibili a cittadini comuni, residenti e persino ai turisti.
La prima
cosa che un amministratore dovrebbe chiedersi è: “faccio l’isola pedonale,
rendiamo il centro più bello con bar, ristoranti, negozi e altro, ma dove
faccio mettere le auto?” Per cui il punto debole di questo approccio sta nella
carenza di parcheggi nelle vicinanze del centro storico specialmente nei
periodi di maggiore afflusso turistico.
A Vasto da
decenni si parla di un grande parcheggio
a Fosso Anghella, a servizio dell’Ospedale e del centro storico, che
potrebbe aiutare a risolvere il problema ma del progetto si sono perse le tracce.
E’ chiaro che rivitalizzare un centro
storico non è solo questione di parcheggi. E’ un’operazione molto complessa che richiede un approccio a 360
gradi, partendo dall’idea di “Città” in generale e dal ruolo che deve assumere il Centro Storico nell’ambito di
questa strategia.
Questo si fa
parlando con esperti del settore e con tutte le categorie interessate (tecnici
del comune. residenti, commercianti, bar, ristoranti, parroci, forze di
polizia, nettezza urbana, imprese edili, ingegneri e architetti, Sasi ecc.)
Nel nostro caso bisogna anche
rendersi conto che il Centro storico di
Vasto ha due facce: d’estate dei turisti, d’inverno dei residenti e degli
operatori economici.
Per cui i provvedimenti vanno calibrati sulla base di queste due diverse
esigenze.
Di
conseguenza anche i “varchi elettronici”
- di cui si parla da quattro anni e
sembra che da settembre entrino in funzione a Piazza S. Chiara e Piazza
Caprioli – andrebbero calibrati in tal senso. Ma di questo si parlerà a lungo
nei prossimi mesi.
Nicola D’Adamo

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