Francesco Paolo Spadaccini sul suo profilo fb ha voluto ricordare la figura di Maste Micchele, una persona molto conosciuta nel suo quartiere. Ecco alcuni passaggi del suo ricordo:
"Màstre Micchèle sapeva aggiustare le scarpe, quelle che una volta si passavano dal fratello maggiore al minore, quelle che si risuolavano più volte e si applicavano ferretti in punta e sui tacchi. Con Màste Micchele si scambiavano due chiacchiere quando le scarpe si portavano e quando si ritiravano, avvolte nella carta di giornale e con ancora l'odore di cera e colla.
Era di quelle persone che ti sembrava conoscere da sempre, ma che quando non le vedi più in giro non ti chiedi dove siano finite, fino a quando trovi la loro foto sui manifesti bordati a lutto.
Mio fratello Aldo gli ha fatto quotidiana compagnia negli ultimi anni, quando non usciva più, rimasto solo con gli unici parenti troppo lontani. Mi racconta che nonostante gli anni era lucido nei ricordi e poteva descrivere la storia di tutti quelli che aveva conosciuto e forse, se lo chiedevi, anche il numero di scarpe che portavano.
Abilissimo nel gioco delle carte, sapeva quando favorire la sorte con qualche colpo di mano. Invano Aldo ha cercato di carpirgli qualche trucco per farsi il piatto a 7 e mezzo. Se segreti aveva, se li è portati con sè.
Màste Micchele lu scuarpère: una annotazione a piè pagina nella storia della città".
Francesco Paolo Spadaccini

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