Alla scoperta di un grande scrittore vastese. Le opere edite e inedite di Romualdo Pàntini sono conservate nel nostro Archivio storico
di Emanuele Fiore
Figura intellettuale a cavallo tra XIX e XX secolo, lo scrittore vastese si è misurato in diversi ambiti letterari: lirica, teatro, giornalismo, critica d’arte, traduzione. Amico di Gabriele d’Annunzio e di Giovanni Pascoli, nel suo vasto repertorio letterario si annoverano diversi testi in prosa.
Tra questi, sulla «Illustrazione Letteraria», spunta L’ Innamorata degli anelli – storiella di vendemmia, la singolare storia di una ragazza vittima della propria vanità. Scritta a Vasto nel settembre del 1905, viene pubblicata il 15 ottobre dello stesso anno sulla rivista settimanale di Emilio Treves.
Lo scenario - La protagonista della storia è Anna Maria, una ragazzina rimasta orfana in tenera età. Lo zio compare si prende cura della nipote. La scena è ambientata in campagna. La mentalità è piuttosto bigotta, colma di pregiudizi e di sterili competizioni tra donne. Diversi i personaggi menzionati e non attivi del racconto: Rosa, Incoronata, zio Vincenzo. A corteggiare Anna Maria c’è anche Venanzio, un umile lavoratore. Ma attorno alle sorti della donna ruotano principalmente una zingarella e lo zio Papò, sul cui destino è segnato un tragico epilogo.
La trama - Anna Maria è una ragazzina orfana. Vive da mesi con lo zio Papò, fratello della madre. I due hanno un rapporto speciale. La ragazza prova un affetto paterno, l’uomo, al contrario, è innamorato della sua «figlioccia».
La «signorella», come la chiamano in campagna, contribuisce alla vendemmia: taglia i grappoli d’uva, ma non si presta a sgranarla perché si sporcherebbe le mani. La donna infatti le cura in modo maniacale in quanto «sono più bianche delle patate sbucciate» che prepara alla sera allo zio. Vive i suoi anni con la vanità di chi vuole sembrare più bella delle sue coetanee e si culla sui complimenti che riceve dai passanti, al contrario di Rosa «che non è bella, nessuno glielo dice». Lo zio prova a far rinsavire la ragazza sostenendo che ai suoi tempi si prestasse attenzione solo al volto («Ora si pensa alle mani: il mondo si è cambiato : su, fammele vedere»). Ringalluzzita dalla sua attenzione, inizialmente gli mostra le mani poi le ritira perché imbarazzata dai sospiri e della scempiaggine del vecchio. Lo zio infastidito dal rifiuto della nipote le ricorda di essere la sua figlioccia. Ma Anna Maria non ha alcun interesse, se non quello di brillare più delle sue compagne. L’uomo pertanto promette di regalarle un vestito rosso come quello di Rosa e diversi anelli per risaltarne ulteriormente le mani. Tuttavia un particolare preoccupa la nipote: una zingarella alla fiera di San Giacomo le ha predetto il futuro. Nella fattispecie le sue mani avrebbero fatto perdere la testa a più persone. Allo stesso tempo, però, se tra le sue dita fosse avanzato un solo anello tra quelli ricevuti in dono, si sarebbe potuto svelare un tragico epilogo. Lo zio Papò, pertanto, si adopera per soddisfare le onerose richieste della figlioccia. Parte per l’America in cerca di fortuna. Ma al suo ritorno scopre che questa si è promessa sposa a Venanzio del quale non si conoscono particolari dettagli.
A quel punto, preso dallo sconforto, il vecchio stramazza al suolo. La nipote, in preda al panico, prova inutilmente a prestare soccorso. Versa dell’aceto quindi prova a spogliarlo. Dalla giacca dello zio scopre un anello che è di troppo per le sue mani piene d’oro.
Lo scenario - La protagonista della storia è Anna Maria, una ragazzina rimasta orfana in tenera età. Lo zio compare si prende cura della nipote. La scena è ambientata in campagna. La mentalità è piuttosto bigotta, colma di pregiudizi e di sterili competizioni tra donne. Diversi i personaggi menzionati e non attivi del racconto: Rosa, Incoronata, zio Vincenzo. A corteggiare Anna Maria c’è anche Venanzio, un umile lavoratore. Ma attorno alle sorti della donna ruotano principalmente una zingarella e lo zio Papò, sul cui destino è segnato un tragico epilogo.
La trama - Anna Maria è una ragazzina orfana. Vive da mesi con lo zio Papò, fratello della madre. I due hanno un rapporto speciale. La ragazza prova un affetto paterno, l’uomo, al contrario, è innamorato della sua «figlioccia».
La «signorella», come la chiamano in campagna, contribuisce alla vendemmia: taglia i grappoli d’uva, ma non si presta a sgranarla perché si sporcherebbe le mani. La donna infatti le cura in modo maniacale in quanto «sono più bianche delle patate sbucciate» che prepara alla sera allo zio. Vive i suoi anni con la vanità di chi vuole sembrare più bella delle sue coetanee e si culla sui complimenti che riceve dai passanti, al contrario di Rosa «che non è bella, nessuno glielo dice». Lo zio prova a far rinsavire la ragazza sostenendo che ai suoi tempi si prestasse attenzione solo al volto («Ora si pensa alle mani: il mondo si è cambiato : su, fammele vedere»). Ringalluzzita dalla sua attenzione, inizialmente gli mostra le mani poi le ritira perché imbarazzata dai sospiri e della scempiaggine del vecchio. Lo zio infastidito dal rifiuto della nipote le ricorda di essere la sua figlioccia. Ma Anna Maria non ha alcun interesse, se non quello di brillare più delle sue compagne. L’uomo pertanto promette di regalarle un vestito rosso come quello di Rosa e diversi anelli per risaltarne ulteriormente le mani. Tuttavia un particolare preoccupa la nipote: una zingarella alla fiera di San Giacomo le ha predetto il futuro. Nella fattispecie le sue mani avrebbero fatto perdere la testa a più persone. Allo stesso tempo, però, se tra le sue dita fosse avanzato un solo anello tra quelli ricevuti in dono, si sarebbe potuto svelare un tragico epilogo. Lo zio Papò, pertanto, si adopera per soddisfare le onerose richieste della figlioccia. Parte per l’America in cerca di fortuna. Ma al suo ritorno scopre che questa si è promessa sposa a Venanzio del quale non si conoscono particolari dettagli.
A quel punto, preso dallo sconforto, il vecchio stramazza al suolo. La nipote, in preda al panico, prova inutilmente a prestare soccorso. Versa dell’aceto quindi prova a spogliarlo. Dalla giacca dello zio scopre un anello che è di troppo per le sue mani piene d’oro.
Ecco, quindi, che la profezia della zingarella è compiuta.

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