martedì 3 novembre 2020

Francesco Jovine maestro, pubblicista e scrittore per l’infanzia durante gli anni del fascismo: istitutore a Vasto al Convitto Nasuti

Francesco Jovine

 Francesco Jovine (Guardialfiera 1902 – Roma 1950) scrittore, giornalista e saggista italiano. E’ ricordato soprattutto per i due romanzi Signora Ava e Le terre del Sacramento

Lo scrittore si diplomò nel 1918. E  come primo lavoro ottenne un posto  di insegnante e istitutore a Vasto e poi a Maddaloni. Continuò a studiare per proprio conto soprattutto la filosofia di Croce e di Gentile. E dopo il servizio militare si laureò nella Facoltà di magistero a Roma e divenne direttore didattico. Numerose sono le sue collaborazioni e le sue opere.  Nel 1943 Jovine aderì alla Resistenza. S'iscrisse al Partito comunista e collaborò a «l'Unità», «Vie Nuove» e «Rinascita». 

Questa premessa è  utile per presentarvi qualche pagina  della tesi di laurea della neo dottoressa Annarita Pilla dal titolo Francesco Jovine maestro, pubblicista e scrittore per l’infanzia durante gli anni del fascismo. 
Neo dott.ssa Annarita Pilla 


Nel complimentarci con la dott.ssa Pilla per l'ottimo lavoro e per il suo 110/110 e lode, la ringraziamo per averci voluto fornire le notizie da lei raccolte sulla presenza di Jovine a Vasto presso il Convitto Nasuti come istitutore. Da aggiungere che Annarita è di Guardialfiera come Jovine. Ecco il testo: 

Dopo aver trascorso un anno nella precarietà e nella monotonia paesana, nel 1920 Jovine ottenne un posto come istitutore presso il Convitto Istituto Nasuti a Vasto e successivamente presso il Regio Convitto nazionale “Giordano Bruno” a Maddaloni, come si evince anche da alcuni suoi racconti ambientati in collegi. Trovata un’occupazione, Jovine si allontana dalla sua famiglia numerosa per dar sollievo al padre nel provvedere ad essa, così da poter guadagnare qualcosa e «continuare i suoi “sciagurati studi”».

A Vasto nel settembre del 1912 «viene aperto il Convitto-Istituto Michele Nasuti, in via Adriatica». Il Nasuti era ubicato nell’ultimo piano del Palazzo Marchesani, che oggi non esiste più, perché crollato in seguito alla frana del 1956. Il convitto ospitava per lo più studenti che frequentavano la Regia Scuola Tecnica “G. Rossetti”, una scuola molto esigente, in cui gli istitutori avevano il compito di seguire e preparare i ragazzi sostenendoli nel loro percorso di studio. Lo stesso Jovine ricorda la sua prima esperienza professionale come istitutore di un collegio nel racconto Dieci settimane: il protagonista giunge in un giorno di novembre a M.I., un paese adagiato sulla collina, mentre la stazione ferroviaria era sul mare, proprio come Vasto, poiché «era il nuovo istitutore» del collegio maschile.

Nel racconto Jovine descrive a tratti l’ambiente, i ragazzi del convitto, forse un’ottantina, il rettore e gli altri istitutori, Pace e Ajello, l’istitutore capo al quale viene affidato. Jovine racconta come «allora salvo il compito di assistere al pasto dei ragazzi e al loro passeggio non avevo altri doveri e quando ero libero anche da questo, il mio tempo lo passavo a dormire e a fantasticare su progetti di ricchezza», poiché forte era il suo desiderio di uscire della propria condizione di provinciale povero.

ITratto dalla tesi di Annarita Pilla, Francesco Jovine maestro, pubblicista e scrittore per l’infanzia durante gli anni del fascismo, Correlatore Alberto Barausse, Correlatrice Valeria Viola, pp. 40-42. 

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