"Una guerriglia interna che la dilania, fatta di rivendicazioni personali, di poltrone da occupare e liberare, di presidenti del consiglio e assessori che devono smobilitare per lasciare il posto (o meglio la poltrona) ad altri aspiranti presidenti ed assessori".
dai consiglieri Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro riceviamo e pubblichiamo
Il Consiglio comunale di ieri - che prevedeva tra i 22 punti all’ordine del giorno la
discussione di due temi importantissimi - è saltato per colpa della maggioranza di
centrosinistra che, non presentandosi in Aula, non ne ha consentito lo svolgimento.
Questo è un fatto che non si può mistificare.
Le minoranze - presenti in Aula sin dalle ore 9,00 - lo hanno già denunciato, sicure che i
Vastesi abbiano ben capito cosa sia successo. C’è un fatto grave, però, che, nello
squallido teatrino andato in scena ieri mattina, non è stato ancora colto nella sua reale
dimensione.
È l’incredibile giustificazione fornita alla stampa dalla maggioranza di centrosinistra (o
meglio, dal sindaco ombra Lapenna) che, nel vano tentativo di giustificare lo scempio
andato in scena, ha speso una iperbolica bugia, raccontando di «assenze improvvise per
motivi strettamente personali», all’evidente scopo di propinare ai Vastesi la storiella della
fulminea epidemia di colera di manzoniana memoria.
E che ciò sia falso, non lo
sostengono i sottoscritti, ma la stessa maggioranza, allorquando aggiunge di non aver
ritenuto opportuno di partecipare al Consiglio comunale «per non essere ostaggio delle
minoranze».
Avete capito bene?
Non è stata l’improvvisa emergenza sanitaria a far saltare il Consiglio
comunale, ma l’esigenza della maggioranza (sic) di «non essere ostaggio delle
minoranze». E cosa si vuole mai dire con questa contorsione del linguaggio, espressione
del peggiore e più becero politichese?
È presto detto: si vuole dire che il Consiglio
comunale non si è fatto e non si farà fino a quando la maggioranza non avrà affrontato la
guerriglia interna che la dilania, fatta di rivendicazioni personali, di poltrone da occupare e
liberare, di presidenti del consiglio e assessori che devono smobilitare per lasciare il posto
(o meglio la poltrona) ad altri aspiranti presidenti ed assessori.
E poco importa se in tal
modo si impedisce al Consiglio comunale di lavorare e, in definitiva, alla democrazia di
funzionare. Tra un girotondo, un flash mob e una ballata, per gridare al(l’inesistente ritorno
del) fascismo, i nostrani “democratici” hanno ormai dimenticato pure le più elementari
regole della democrazia. Con buona pace della Città da governare.
I Consiglieri comunali
Alessandra Cappa e Davide D’Alessandro
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