venerdì 26 luglio 2019

La COMPAGNIA BELLA presenta "La Mandragola": il classico di Machiavelli in dialetto Vastese

Francesco Paolo Sorgente, autore e regista, torna in teatro con un lavoro impegnativo: "La Mandragola" di Machiavelli. Ma con una peculiarità.
La storia non si svolge a Firenze,  ma a "Lu Uaste", per l'occasione infatti la commedia è stata tradotta in vastese da Tito Spinelli ed è stato formato  un nuovo sodalizio teatrale che si chiama "La compagnia Bella".
FP Sorgente cura la regia. Calcheranno le scene Maria Vinciguerra,  Graziangela D'Ercole, Filomena Marchesani,  i fratelli Antonio e Cesario Muratore, Francescopaolo D'Adamo (arch.), Pietro Bevilacqua, Nicola Pomponio,  Dorino Spadaccini.
L'appuntamento è per il 26 luglio ore 21 a Palazzo d'Avalos.
La Mandragola è una commedia di Niccolò Machiavelli, considerata il capolavoro del teatro del
Cinquecento e un classico della drammaturgia italiana. Composta da un prologo e cinque atti, è una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca. Prende il titolo dal nome di una pianta, la mandragola, alla cui radice vengono attribuite caratteristiche afrodisiache e fecondative.
TRAMA.  La storia si svolge a Firenze nel 1504. Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l'unico modo per avere figli sia di somministrare a lui, cioè a sua moglie una pozione di mandragola (da qui il titolo della commedia), ma il primo che avrà rapporti con lei morirà. Ligurio trova presto una geniale soluzione: a morire sarà un semplice garzone, cosa che tranquillizza parzialmente Nicia, il quale resta comunque perplesso, visto che qualcuno dovrà giacere con sua moglie, la quale però è l'unica a farsi scrupoli (non se li fanno né la madre né il frate). Lei passa una piacevolissima notte. Naturalmente Ligurio ha pensato all'amico Callimaco, che spasima per Lucrezia: infatti non vi sarà nessun garzone come vittima predestinata, bensì sarà lo stesso Callimaco a travestirsi da tale. In una famosa e molto divertente scena, il garzone-Callimaco viene colpito e portato a casa di Nicia, e poi infilato nel letto insieme a Lucrezia. Questa, che nel frattempo è stata convinta a consumare il rapporto adulterino da fra' Timoteo, accetta, e nel momento in cui scopre la vera identità di Callimaco, acconsente alla fine a diventare sua amante. Dopo la notte degli inganni, riassunte le sembianze del medico, Callimaco ottiene dall'inconsapevole Nicia, contento della futura paternità, il permesso di abitare in casa sua e quindi di godere, non visto, delle grazie di Lucrezia. (DA WIKIPEDIA)

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