A 18 giorni dall'evento la situazione rimane ancora ingarbugliata. Si fa o non si fa? Chi lo deve dire ?
E ieri sera l'intervento del Prefetto sul TG3 Abruzzo.
Dai consiglieri Cappa e D'Alessandro riceviamo e pubblichiamo
Ieri sera alle 19.30 stavamo
gustando un aperitivo in attesa del Tgr Abruzzo. L’apertura ci ha lasciati
senza fiato. La parola al nostro Prefetto, il Dott. Barbato, che fino a oggi ha
mostrato di essere, sulla vicenda del Jova Beach Party, l’unica testa pensante
e responsabile, soprattutto a tutela della sicurezza delle decine di migliaia
di persone che hanno acquistato il biglietto per godere dell’evento tanto
atteso. Il Prefetto spiega testualmente che “il Sindaco di Vasto ha inviato
quello che dice essere un nuovo piano senza però quelle che sono le doverose
valutazioni degli uffici del Comune per poi eventualmente convocare la
Commissione per i pubblici spettacoli. Io, che ho avuto la fortuna negli ultimi
dieci anni di fare il Commissario straordinario in Comuni importanti e
delicati, so che cosa significa amministrare. Fare il Sindaco non significa
fare il postino”.
In poche parole, Francesco Menna,
il nostro Sindaco che è scappato come un pulcino bagnato, insieme alla maggioranza,
durante l’ultimo Consiglio comunale per evitare l’Odg sul Jova Beach Party, è
stato colpito e affondato. Anzi, peggio, derubricato a passacarte, a uno che si
limita a inviare o a consegnare “quello che dice essere un nuovo piano”, ma
fare il Sindaco “non significare fare il postino”. Ovviamente, con tutto il
rispetto per i nostri amati postini.
Povera Vasto! Non sappiamo ancora
se il 17 agosto ci sarà o non ci sarà Jovanotti, ma sappiamo da tre anni di
essere senza Sindaco, senza una personalità in grado di assumersi le
responsabilità e di decidere. Com’è possibile, dopo l’ultimo tentativo di
svegliata da parte del Prefetto di due settimane fa, presentare un nuovo piano
senza le doverose valutazioni degli uffici del Comune, mentre le carte
acquisite dai Carabinieri sono all’attenzione del Procuratore Di Florio? Questo
concerto, una cosa troppo grande per un’Amministrazione troppo piccola, è
diventato il marchio di fabbrica, il biglietto da visita in grado di screditare
l’immagine di Vasto per decenni.
Noi siamo stati i primi a
esprimere dubbi sulla location, sulla data e, soprattutto, sul tema della
sicurezza. Jovanotti deve venire a Vasto, ma senza mettere in discussione la
vita di alcuno. Siamo stati etichettati come gufi. Oggi c’è anche chi si permette,
da qualunquista irresponsabile, di sferrare sui social duri attacchi al
Prefetto, ma lisciare il pelo a un Sindaco inesistente non aiuta. Bisognerebbe
aiutarlo svegliandolo dal lungo torpore che lo avvolge. Se non è in grado di
sostenere la funzione, si faccia da parte. Migliaia di cittadini hanno comprato
il biglietto e sono ancora in attesa di sapere. Tanti operatori economici
rischiano di veder sfumare l’evento dell’anno. Il Prefetto, giustamente,
richiama all’ordine e al rispetto delle leggi e delle procedure. Il Sindaco
scappa e invia un nuovo piano senza le valutazioni dei
suoi uffici. Siamo amareggiati, senza parole. Ci cadono le braccia per terra.
Vasto meritava e merita ben altro.
Alessandra Cappa
Davide D’Alessandro

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