di LINO SPADACCINI
"Miracolo a Vasto: il volto di Cristo appare
nei segni di un osso di seppia", questo è il titolo piuttosto curioso
di un articolo pubblicato il 29 marzo 1975 nientemeno che sulle colonne del Corriere della Sera.
La
notizia, che ancora oggi molti ricordano, all'epoca destò molto scalpore
provocando una risonanza
su scala nazionale ed un pellegrinaggio continuo in
casa dei coniugi Zerra in via Madonna dell'Asilo.
"Il popolino grida al miracolo, il miracolo
di Pasqua", si legge nell'articolo a firma di Francesco Di
Miero", "A Vasto (Chieti)
davanti all'abitazione dei coniugi Zerra, una modesta casetta in via della
Circonvallazione 34, ormai da una settimana in ogni ora del giorno code di
pellegrini sono in attesa di entrare nella stanza dove è allestito un
improvvisato altarino. Su una mensola, circondato da vasetti di fiori e
candele, c'è un osso di seppia su cui si distinguono segni che vagamente
ricordano il volto stilizzato del Cristo con la corona di spine".
Questo il racconto di Consiglia Zerra, 57 anni, rilasciato direttamenteal
cronista del Corriere: "Il 13 marzo scorso nel tardo pomeriggio
stavo preparando per cena una zuppa di pesce. Mentre pulivo la seppia mi sono
accorta che l'osso presentava segni come di un'immagine sacra. In un primo
momento mi sono limitata a metterlo da parte. Poi, riesaminandolo con mio
marito, siamo arrivati alla medesima conclusione: vi si riconosce il volto di
Gesù. Quattro giorni fa abbiamo mostrato l'osso di seppia anche al vescovo,
monsignor Fagiolo, in visita a Vasto, ed egli ci ha detto di pregare".
La
casa dei coniugi divenne metaincessante di pellegrinaggi, divisi tra coloro che
credevano nel miracolo e si fermavano a pregare in ginocchio, e semplici
curiosi. Per conservare meglio la reliquia, Gennaro Zerra fece costruire
un'apposita teca di vetro. La luce tremolante di una candela, che faceva
distinguere meglio i tratti scuri che ricordavano i tratti del volto di Cristo,
crearono un'atmosferasuggestiva e mistica. "Siamo una famiglia di povera gente", spiegò Gennaro Zerra al
cronista del Corriere, "I miei tre figli sono sposati. Non si sono
fatti vedere, hanno quasi un senso di vergogna per quanto sta accadendo. Ma io
e mia moglie siamo tranquilli. Riteniamo che quanto sia avvenuto sia un segno
di Dio".
Intorno
alla vicenda ci fu anche molto scetticismo, tra accusedi suggestione collettiva
e chi ricordava che,tutto sommato,anche in altre vigilie elettorali "da queste parti è scappato fuori qualche
miracolo".
Il parroco della Cattedrale di S. Giuseppe, don Giovanni
Pellicciotti, invitò alla prudenza: "È
un fenomeno certo straordinario ma da qui a parlare di miracolo ce ne vuole. Da
una parte del popolino purtroppo c'è la tendenza a confondere il divino con lo
straordinario. La povera gente ha bisogno di pregare. Le loro preghiere, anche
se sono fatte davanti a quell'osso di seppia, arrivano lo stesso a Dio".
Con
il passare del tempo, il fenomeno si sgonfiò anche perché si notò che le
striature scure, che sembravano riprodurre le sembianze di un volto umano, era
piuttosto comune nelle seppie.
In un articolo apparso nel 1986 su Panorama dal titolo"La donna della famiglia", qualche
anno più tardi su L'Espresso dal
titolo "Voglia di Miracoli",
ed ancora sui saggi "Fatti personali"
(1986) e "I come Italiani"
(1995), il noto giornalista Enzo Biagi, ricordando l'episodio di Vasto,
scriveva: "A proposito di segni
celesti: a Vasto, una cittadina abruzzese posta sullitorale
adriatico, una donnetta identificò in un osso di seppia il volto afflitto del Redentore. Il Vescovo benedisse la reliquia che fu esposta in una teca
ornata di raso, oggetto delle preghiere dei fedeli. Un primo effetto del
miracolo fu l'aumento vertiginoso del prezzo delle seppie, ritenute una
testimonianza della presenza divina".
Anche
un'altra nota rivista, Epoca, si
soffermò sul "miracolo" vastese:"Attendono d'entrare per inginocchiarsi
davanti a un osso di seppia sistemato in una teca su un altarino casalingo. Su quell'osso, a detta dei Zerra, sono apparsi i lineamenti
del volto di Cristo, circa un anno fa".
Negli
anni '30 era stata Viareggio a salire alla ribalta nazionale a causa
dell'effigie della Madonna apparsa sull'osso di seppia, mentre in un'altra
occasione, era stata una ristoratrice di Tropea ha gridare al miracolo per il
volto di Padre Pio apparso nelle striature dell'osso di seppia.
Ma
non finisce qui. Nel 2008, ancora una volta a Vasto, qualcuno gridò al miracolo
dopo che il pescatore Francesco Trisciuoglio trovò un
osso di seppia le cui striature sembravano raffigurare un uomo con la barba,
vagamente somigliante a Gesù.
Lino
Spadaccini

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