Il 2018 E LE SUE RICORRENZE
di NICOLANGELO D'ADAMO
Ci sono degli anni, nella storia, ad altissima concentrazione di eventi: tutti di estrema importanza civile e politica. L’anno corrente è uno di questi.
Per cominciare il 4 novembre prossimo celebreremo il centenario della fine diquella terribile guerra che fu il primo conflitto mondiale che costò al nostro Paese oltre seicentomila morti e centinaia di migliaia di feriti e mutilati.
E poi, se quest’anno ci ricorda l’ottantesimo della promulgazione delle Leggi Razziali fasciste (RD del 5 settembre del 1938), ci ricorda anche, e questa è una ricorrenza lieta, il settantesimo dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana: fu l’approdo, il punto di arrivo finale di cinque anni drammatici, pieni di lutti e sofferenze, 10 giugno 1940/25 aprile 1945.
Il 1968, a sua volta, fu un anno denso di avvenimenti internazionali ed italiani di particolare importanza civile che segneranno la nostra storia. Quell’anno cominciò con il disastroso terremoto del Belice, quella tragica notte, tra il 14 ed il 15 gennaio, che ci costò 300 morti e addirittura 70.000 sfollati, tanto fu violento quel sisma, anche se, fortunatamente,causò un numero limitato di morti perché le scosse del giorno precedente spinsero molti a dormire fuori casa.
E ancora: quest’anno celebriamo il cinquantesimo degli assassini di Martin Luther King (4 aprile 1968) e Bob Kennedy (6 giugno 1968); due delitti che cambieranno la storia americana.
E poi, a seguire, ricordiamo l’esplosione della contestazione giovanile, il “Maggio Parigino”. Purtroppo non bastarono i fatti di Valle Giulia, a Roma, per denunciare la piega che stava prendendo da noi quel vastissimo movimento giovanile, già conosciuto e studiato altrove: in Italia l’esplosione della contestazione giovanile non restò nell’ambito universitario, diversi infatti erano i programmi di Renato Curcio, in Italia,da quelli di Daniel Cohn-Bendit in Francia e Rudi Dutschke in Germania.
In Italia la contestazione degenerò in “Lotta Armata” e si affiancò alla “Strategie della Tensione”: a cominciare dalla strage nella Banca dell’Agricoltura di Brescia, gli anni settanta furono un susseguirsi di funerali di Stato!
E poi, in agosto, l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei Paesi del Patto di Varsavia, un’invasione che per noi occidentali avrà per sempre il volto disperato di Jan Palach che si dà fuoco in un angolo di piazza S. Venceslao a Praga.
Il 1968 ricorda qualcosa anche a noi vastesi: il 26 maggio morì don Felice Piccirilli, indimenticabile parroco della cattedrale, e a settembre iniziò un’esperienza amministrativa anomala, che anticipò di dieci anni il compromesso storico, nacque la Giunta Faro/PCI, un Movimento civico nato da una costola della DC.
Ho riservato alla fine di questa nota il ricordo del quarantesimo della barbara uccisione di Aldo Moro, forse il maggior statista italiano dopo Alcide De Gasperi.
Il 9 maggio scorso tutte le forze politiche ed i mezzi di comunicazione hanno ricordato il quarantesimo del ritrovamento del corpo di Moro jn ViaCaetani, giustiziato dalle Brigate rosse. Fu il tragico epilogo di una lunga prigionia che era cominciata con il sequestro in via Fani il 16 marzo precedente e l’uccisione dei 5 membri della scorta. Dopo 40 anni da quei giorni continuiamo a domandarci se la “risolutezza” dello Stato di fronte ad un ricatto terroristico, possa valere una vita umana. Né sappiamo, dopo tanti anni,come andarono veramente le cose; per esempio se quella “geometrica precisione” delle BR, che in pochi secondi consentì di crivellare di colpi la scorta di Moro e risparmiare lo statista, fu o meno solo italiana. Né sappiamo se, e in che misura, condizionò quel massacro la coincidenza dell’approvazione in Parlamento, quella stessa mattina, del Governo Andreotti che avrebbe goduto anche dell’appoggio del PCI, dopo l’esperienza del “Governo della non Sfiducia”, 1976/’78, nato anch’esso con l’astensione del Partito Comunista.
Nell’occasione la Chiesa Cattolica, nella persona di papa Paolo VI, molto amico di Moro, s’impegnò moltissimo per il suo rilascio. Memorabile la lettera del Papa ai Brigatisti durante i giorni della prigionia:
Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l'onorevole Aldo Moro….. vi prego in ginocchio, liberate l'onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni…
I funerali pubblici furono officiati il 13 maggio 1978 dal cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti, nella basilica di S. Giovanni in Laterano alla presenza di Paolo VI. Alla fine del rito il pontefice prese la parola per pronunciare una dolente omelia con voce querula e affannosa davanti a un catafalco vuoto. Restano nella nostra memoria quelle strane parole, quasi di rimprovero, rivolte nientemeno che a Dio: Tu non hai voluto ascoltare la nostra preghiera….
Mi piace chiudere questa memoria delle grandi ricorrenze di quest’anno, ricordando che il comune di Vasto ha celebrato la data del 9 maggio scoprendo una targa a memoria degli uomini della scorta di Aldo Moro: una bella iniziativa.
NICOLANGELO D’ADAMO
Ci sono degli anni, nella storia, ad altissima concentrazione di eventi: tutti di estrema importanza civile e politica. L’anno corrente è uno di questi.
Per cominciare il 4 novembre prossimo celebreremo il centenario della fine diquella terribile guerra che fu il primo conflitto mondiale che costò al nostro Paese oltre seicentomila morti e centinaia di migliaia di feriti e mutilati.
E poi, se quest’anno ci ricorda l’ottantesimo della promulgazione delle Leggi Razziali fasciste (RD del 5 settembre del 1938), ci ricorda anche, e questa è una ricorrenza lieta, il settantesimo dell’entrata in vigore della Costituzione Repubblicana: fu l’approdo, il punto di arrivo finale di cinque anni drammatici, pieni di lutti e sofferenze, 10 giugno 1940/25 aprile 1945.
Il 1968, a sua volta, fu un anno denso di avvenimenti internazionali ed italiani di particolare importanza civile che segneranno la nostra storia. Quell’anno cominciò con il disastroso terremoto del Belice, quella tragica notte, tra il 14 ed il 15 gennaio, che ci costò 300 morti e addirittura 70.000 sfollati, tanto fu violento quel sisma, anche se, fortunatamente,causò un numero limitato di morti perché le scosse del giorno precedente spinsero molti a dormire fuori casa.
E ancora: quest’anno celebriamo il cinquantesimo degli assassini di Martin Luther King (4 aprile 1968) e Bob Kennedy (6 giugno 1968); due delitti che cambieranno la storia americana.
E poi, a seguire, ricordiamo l’esplosione della contestazione giovanile, il “Maggio Parigino”. Purtroppo non bastarono i fatti di Valle Giulia, a Roma, per denunciare la piega che stava prendendo da noi quel vastissimo movimento giovanile, già conosciuto e studiato altrove: in Italia l’esplosione della contestazione giovanile non restò nell’ambito universitario, diversi infatti erano i programmi di Renato Curcio, in Italia,da quelli di Daniel Cohn-Bendit in Francia e Rudi Dutschke in Germania.
In Italia la contestazione degenerò in “Lotta Armata” e si affiancò alla “Strategie della Tensione”: a cominciare dalla strage nella Banca dell’Agricoltura di Brescia, gli anni settanta furono un susseguirsi di funerali di Stato!
E poi, in agosto, l’invasione della Cecoslovacchia da parte dei Paesi del Patto di Varsavia, un’invasione che per noi occidentali avrà per sempre il volto disperato di Jan Palach che si dà fuoco in un angolo di piazza S. Venceslao a Praga.
Il 1968 ricorda qualcosa anche a noi vastesi: il 26 maggio morì don Felice Piccirilli, indimenticabile parroco della cattedrale, e a settembre iniziò un’esperienza amministrativa anomala, che anticipò di dieci anni il compromesso storico, nacque la Giunta Faro/PCI, un Movimento civico nato da una costola della DC.
Ho riservato alla fine di questa nota il ricordo del quarantesimo della barbara uccisione di Aldo Moro, forse il maggior statista italiano dopo Alcide De Gasperi.
Il 9 maggio scorso tutte le forze politiche ed i mezzi di comunicazione hanno ricordato il quarantesimo del ritrovamento del corpo di Moro jn ViaCaetani, giustiziato dalle Brigate rosse. Fu il tragico epilogo di una lunga prigionia che era cominciata con il sequestro in via Fani il 16 marzo precedente e l’uccisione dei 5 membri della scorta. Dopo 40 anni da quei giorni continuiamo a domandarci se la “risolutezza” dello Stato di fronte ad un ricatto terroristico, possa valere una vita umana. Né sappiamo, dopo tanti anni,come andarono veramente le cose; per esempio se quella “geometrica precisione” delle BR, che in pochi secondi consentì di crivellare di colpi la scorta di Moro e risparmiare lo statista, fu o meno solo italiana. Né sappiamo se, e in che misura, condizionò quel massacro la coincidenza dell’approvazione in Parlamento, quella stessa mattina, del Governo Andreotti che avrebbe goduto anche dell’appoggio del PCI, dopo l’esperienza del “Governo della non Sfiducia”, 1976/’78, nato anch’esso con l’astensione del Partito Comunista.
Nell’occasione la Chiesa Cattolica, nella persona di papa Paolo VI, molto amico di Moro, s’impegnò moltissimo per il suo rilascio. Memorabile la lettera del Papa ai Brigatisti durante i giorni della prigionia:
Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l'onorevole Aldo Moro….. vi prego in ginocchio, liberate l'onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni…
I funerali pubblici furono officiati il 13 maggio 1978 dal cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti, nella basilica di S. Giovanni in Laterano alla presenza di Paolo VI. Alla fine del rito il pontefice prese la parola per pronunciare una dolente omelia con voce querula e affannosa davanti a un catafalco vuoto. Restano nella nostra memoria quelle strane parole, quasi di rimprovero, rivolte nientemeno che a Dio: Tu non hai voluto ascoltare la nostra preghiera….
Mi piace chiudere questa memoria delle grandi ricorrenze di quest’anno, ricordando che il comune di Vasto ha celebrato la data del 9 maggio scoprendo una targa a memoria degli uomini della scorta di Aldo Moro: una bella iniziativa.
NICOLANGELO D’ADAMO
pubblicato sul numero di giugno 2018 de La Notizia dell'Università delle Tre Età di Vasto

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