giovedì 31 maggio 2018

Onorificenza San Tommaso d’Aquino: importante riconoscimento a Mons. Bruno Forte per l’attività di studio e di ricerca

 di GIANLUCA CATANIA
Roccasecca: premiato il Vescovo Forte

A conclusione delle manifestazioni tomistiche tenutesi nel Comune di Roccasecca, in provincia di Frosinone, lo scorso giovedì 17 maggio, è stata conferita al noto teologo Monsignor Bruno Forte, Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto,  l’onorificenza “San Tommaso d’Aquino” .
Il nostro Arcivescovo, accolto dall’assessore alla cultura Avv. Valentina  Chianta, ha vissuto un intenso pomeriggio di spiritualità e storia, visitando i luoghi che hanno dato i natali al Dottore Angelico,
dopo aver attraversato le suggestive  gole del Melfa, sul cui crinale si sviluppa il  cammino di San Benedetto, dal caratteristico paesaggio ricco di boschi e rupi, trait d’union tra la Valle del Liri e quella di Comino.

 L’instancabile Padre Bruno, una volta giunto a Roccasecca, seguendo un percorso impervio ed accidentato, è salito sulla rocca dove insiste il Castello appartenuto ai conti d’Aquino i cui resti sovrastano la media Valle del Liri e da cui è possibile scorgere il centro urbano di Aquino. L’area, che rappresenta una delle più importanti e significative testimonianze del medioevo laziale, fu fondata nel 994 dall’abate Mansone di Montecassino, con lo  scopo di difendere il territorio dalle incursioni dei longobardi.

Terminata l’escursione, il presule è stato ricevuto per il saluto di benvenuto, presso la sala consiliare del municipio di Roccasecca, dove ad attenderlo c’erano il sindaco, Avv. Giuseppe Sacco, Mons. Antonio Lecce, Vicario generale della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo ed altre autorità civili e religiose.

Mons. Bruno Forte, impegnato nella ricerca scientifica, autore di numerose pubblicazioni teologiche e filosofiche, già docente di teologia dogmatica presso la sezione San Tommaso della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale, decano e preside per diversi mandati nella stessa istituzione accademica partenopea, grato per l’attenzione riservatagli, ha fatto dono alla comunità di Roccasecca di una sua opera poetica, tradotta in varie lingue, dal titolo “Il silenzio di Tommaso”.

Il teologo  Forte, in un’aula consiliare gremita di gente, ha  tracciato un’analisi del pensiero del Dottore Angelico da cui sono emersi i legami tra la realtà aperta della nascente città moderna, crocevia delle diversità, diametralmente opposta all’esperienza chiusa del monastero e l’elaborazione del metodo basato sul sistema della  quaestio,incentrato sulla relazione  dialettica di posizioni diverse.
 Inoltre, l’Arcivescovo teatino-vastese, ha condiviso la sua sensibilità verso il pensiero di San Tommaso, esponendo le motivazioni che lo hanno indotto a comporre l’opera in discorso, vale a dire il desiderio di offrire un’interpretazione convincente al silenzio che caratterizzò l’ultimo periodo della vita dell’aquinate.

Quest’ultimo, toccato dalla particolare grazia di un’esperienza mistica senza eguali affermò: “E’ tutta paglia ciò che ho scritto rispetto a ciò che vedo”. Tommaso avrebbe avuto, in questo modo, l’intuizione dell’infinita bellezza di Dio davanti alla quale tutto gli sembrava povero.

Dopo la prolusione, la seconda parte della cerimonia si è svolta presso la chiesa parrocchiale di Santa Margherita dove,Mons. Bruno Forte, ha indirizzato ai presenti una provocazione: ”quale bellezza salverà il mondo?”
Quindi, attraverso un breve excursus tra i sette nomi che  definiscono la bellezza,iniziando dall’ebraico biblico, per giungere al latino medievale,  attraverso il greco del Nuovo Testamento, l’Arcivescovo ha esposto un confronto tra le elaborazioni complesse del pensiero occidentale sul tema in argomento e l’immediatezza espressa da San Tommaso, soprattutto nella prima pars della quaestio 39 art. 8. Dell’aquinate, infatti, è stato detto che, in virtù della sua estrema capacità di sintesi, ha scritto poco sulla bellezza,  riconducendola a tre elementi costitutivi: l’integritas, che esprime la pienezza, la totalità; laproportio, che indica l’armonia, la forma, cioè il frammento in cui si consegna il tutto e la claritas, ossia lo splendore che deriva dall’incontro tra il tutto e il frammento.

Da questo percorso argomentativo è emerso che,se il pensiero tomista ben si colloca nell’epoca moderna, con la nascita della città e noi siamo figli della seconda stagione della modernità, caratterizzata dai lumi della ragione e dalla pretesa utopica di emancipare il mondo da Dio per consegnarlo all’uomo adulto, attualmente viviamo nel  postmoderno, ridotti allo stato di “naufraghi che si aggrappano a delle piccole zattere”,cioè a dei frammenti, per dirla col teologo Forte, vittime della frammentazione e della perdita di senso.

Dunque, alla luce di quanto detto e con riferimento alla iniziale domanda provocatoria, la risposta suggerita da Mons. Bruno Forte va nella direzione dell’incontro della integritas con laproportio da cui scaturisce la claritas. In altri termini, si tratta di favorire la ricerca di una via di liberazione rappresentata dalla possibilità di fare abitare il tutto nel frammento che altro non è che la bellezza di cui noi tutti necessitiamo per ridare senso alla vita.

Al termine della conferenza,  è avvenuta  la suggestiva consegna dell’onorificenza “San Tommaso d’Aquino”, recante come motivazione la costante attività culturale e teologica di diffusione dell’Uomo, del grande Teologo, del Santo Tommaso, “…il cercatore del mistero, il pellegrino verso l’abisso di Dio…”.
Al nostro Arcivescovo, padre e pastore di questa Chiesa diocesana, giungano gli auguri di tutta la comunità per un così alto riconoscimento.

Gianluca Catania



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