giovedì 24 agosto 2017

LE ANTICHE CHIESE DI VASTO E I LORO QUATTRO "HOSPITALI"

La  Chiesa dell'Annunziata  di Porta  Nuova  a   Vasto, nota anche  come "Hospitale dell'Annunciata". In Città    anche  gli  "Hospitali"  di Santa Maria;   di  San  Giovanni;   di  S.Francesco

 di GIUSEPPE CATANIA

"Contrada dell'Annunciata" a Vasto con l’omonina chiesa.  "Era  hospitale  questa  chiesa  e   si  chiamava  hospitale dell'Annunciata di Portanova", così riferisce Giuseppe  de  Benedictis   (1697-1762)   nelle sue   "Memorie   Istoriche  del Vasto".

E’   ricorrente   che  gli  storici dell'antichità descrivendo  le   chiese  della  città, riferiscono   la  presenza degli   “hospedali".
E infatti, quasi la maggior  parte  delle   chiese  di Vasto   erano  dotate  di un  "ospedale"   (in sostanza  ricoveri  per ammalati  e  poveri  che  non  potevano  ricevere   cure, gestiti da sacerdoti  che provvedevano  a  sostenere tali strutture, con le  offerte  dei fedeli e  con le le  donazioni  dei nobili e  delle  famiglie  facoltose). "L'ospedale  dell'Annunciata di Portanova"  come  riferisce   il de  Benedictis,"fu  dato   al   padre Fra  Giacomo Battista  da  Chieti, dell'ordine  di  S. Domenico, dal Marchese D. Alfonso   d'Avalos nel  1523  a  22  ottobre  della duodecima   indizione, acciocché   vi avesse  fondato  un convento  per  la  sua  religione, concedendo  a Frati molte grazie, come   può   vedersi nel Privilegio   che  fu  incendiato  da  Turchi nel  detto  anno   1566".
Nel  1520,come  recita la  cronaca   del  convento, assegnato  alla   chiesa, padri  Domenicani  ed   il  primo  Priore fu Padre Fra  Giovanni Battista  di  Chieti  con quattro sacerdoti e   sei novizi.
I Marchesi d'Avalos, quando  vi  era  l'ospedale  nella chiesa avevano  un altare   privilegiato  sotto   il   titolo Madonna del  Carmine, poi di San Tommaso.
La  chiesa  venne  abbellita  nel  1622 a  spese   della  Confraternita   e   poiché   il Marchese   d’Avalos  era anche Priore, dispose  la  costruzione degli altari. La  chiesa  venne  devastata  dai Turchi nel  1566  che rubarono  anche  le   tre   campane;  e venne  poi restaurata a  spese   della  Confraternita, con  la  dotazione della tribuna  e  di altari  quando  era Priore  Giovanni Martino Peppe,nel  175:4, come  risulta  in una  particella  redatta dal Notaio  Francesco  Antonio   Viti.
II Marchese  Rodrigo  d’Avalos fratello di Alfonso   deliberò   di  affidare   la   chiesa  e   l'ospedale  ai Frati dell'ordine  di  San  Domenico.
In questa  chiesa  venne  sepolta   Suor Maria  Zocchi  del Vasto, monaca  di Santa  Caterina da   Siena  morta  nel  1645, donna di  grande  bontà  di vita  e "astinente   in modo che   passavano   i giorni  senza  che   prendesse   cibo".
Tra   i priori  della  chiesa  si  ricorda Fra Matteo Veneziano , poeta, laureato, che   il   16  agosto del   1534 consacrò  la  chiesa.
Nel frontespizio  della  Congregazione  della  Confraternita si  legge  questa   iscrizione   in lettere  romane
Societas  Nunciate  Virginis
Sacratissime   S. elemosinis
Et  imprens.A.Francisci de Marinis
Veneti dicte   Societatis  Priori
Angeli Antonii Anitelli Francisci
Giptis   Istoniensium coadiutorium
Inustria, eretum, et  dicatum Anno  M.D.LXXXVIII
Da chiarire che  il   termine   "ospedale"   (Hospitalitas) non  indica una struttura  sanitaria  vera  e  propria, bensì   locale  di fortu¬na  dove   veniva  offerta, in forma   caritatevole  assistenza  e accoglienza ai malati, ai  poveri, ai pellegrini. In questi  "ospedali"   era annessa  una  cappella  e  la presenza  dei Cavalieri  di Malta  ha  dato nome  a una delle  14  contrade urbane  di Vasto   i  cui  confini erano  così  delimitati:   a ovest   le  mura urbane;   ad   est la  strada di Portanuova;   a nord   la.   strada De   Subeis, a  sud  la   strada del Lago.

Le chiese  di  Vasto   con gli ospedali

OSPEDALE di  SANTA MARIA, detto di  S. Antonio  di  Vienna, fondato  nel  1222  in un edificio  collegato alla  chiesa (detto  di  S. Antonio  perché , secondo  la  tradizione, il  corpo  del   Santo  nell'undicesimo   secolo venne   trasportato  da  Costantinopoli da  certo   Josellino   Senese  del Castello Albrucino  nella  provincia  viennese  del Delfinato. Le  reliquie  del   Santo  già nel   1099  operava miracoli  tra  cui  la  guarigione   il fuoco   sacro, detto fuoco  di  S.Antonio).
In una nicchia  sulla  parete   sinistra  della  chiesa  di Santa Maria  vi è   il  busto   un uomo   togato   che   si ritiene  fosse   il  fondatore   dell'ospedale  di  Santa Maria.

CHIESA DI DAN GIOVANNI edificata  dai  Cavalieri Ospedalieri di Malta.
Qui  vi  era  l'ospedale  di  San Giovanni nel  1304. I  Cavalieri avevano   il  compito  di  difendere   i  pellegrini cristiani  dagli attacchi dei Saraceni e la loro assistenza nel caso rimanessero feriti o per analisi altra necessità. Ha cessato di operare nel 1695.

CHIESA DI SAN FRANCESCO - Qui vi era la Confraternita della SS.Concezione e quella di Sant’Antonio di Padova, L'Oratorio venne edificato nel 1525 quando era Priore Francesco Viti.
Come risulta in un protocollo del Notaio Francesco Antonio Viti si fa menzione dell’Ospedale affidato alle cure della Confraternita ii S.Antonio.

GIUSEPPE CATANIA

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