di GIUSEPPE CATANIA
"Contrada dell'Annunciata" a Vasto con l’omonina chiesa. "Era hospitale questa chiesa e si chiamava hospitale dell'Annunciata di Portanova", così riferisce Giuseppe de Benedictis (1697-1762) nelle sue "Memorie Istoriche del Vasto".
E’ ricorrente che gli storici dell'antichità descrivendo le chiese della città, riferiscono la presenza degli “hospedali".
E infatti, quasi la maggior parte delle chiese di Vasto erano dotate di un "ospedale" (in sostanza ricoveri per ammalati e poveri che non potevano ricevere cure, gestiti da sacerdoti che provvedevano a sostenere tali strutture, con le offerte dei fedeli e con le le donazioni dei nobili e delle famiglie facoltose). "L'ospedale dell'Annunciata di Portanova" come riferisce il de Benedictis,"fu dato al padre Fra Giacomo Battista da Chieti, dell'ordine di S. Domenico, dal Marchese D. Alfonso d'Avalos nel 1523 a 22 ottobre della duodecima indizione, acciocché vi avesse fondato un convento per la sua religione, concedendo a Frati molte grazie, come può vedersi nel Privilegio che fu incendiato da Turchi nel detto anno 1566".
Nel 1520,come recita la cronaca del convento, assegnato alla chiesa, padri Domenicani ed il primo Priore fu Padre Fra Giovanni Battista di Chieti con quattro sacerdoti e sei novizi.
I Marchesi d'Avalos, quando vi era l'ospedale nella chiesa avevano un altare privilegiato sotto il titolo Madonna del Carmine, poi di San Tommaso.
La chiesa venne abbellita nel 1622 a spese della Confraternita e poiché il Marchese d’Avalos era anche Priore, dispose la costruzione degli altari. La chiesa venne devastata dai Turchi nel 1566 che rubarono anche le tre campane; e venne poi restaurata a spese della Confraternita, con la dotazione della tribuna e di altari quando era Priore Giovanni Martino Peppe,nel 175:4, come risulta in una particella redatta dal Notaio Francesco Antonio Viti.
II Marchese Rodrigo d’Avalos fratello di Alfonso deliberò di affidare la chiesa e l'ospedale ai Frati dell'ordine di San Domenico.
In questa chiesa venne sepolta Suor Maria Zocchi del Vasto, monaca di Santa Caterina da Siena morta nel 1645, donna di grande bontà di vita e "astinente in modo che passavano i giorni senza che prendesse cibo".
Tra i priori della chiesa si ricorda Fra Matteo Veneziano , poeta, laureato, che il 16 agosto del 1534 consacrò la chiesa.
Nel frontespizio della Congregazione della Confraternita si legge questa iscrizione in lettere romane
Societas Nunciate Virginis
Sacratissime S. elemosinis
Et imprens.A.Francisci de Marinis
Veneti dicte Societatis Priori
Angeli Antonii Anitelli Francisci
Giptis Istoniensium coadiutorium
Inustria, eretum, et dicatum Anno M.D.LXXXVIII
Da chiarire che il termine "ospedale" (Hospitalitas) non indica una struttura sanitaria vera e propria, bensì locale di fortu¬na dove veniva offerta, in forma caritatevole assistenza e accoglienza ai malati, ai poveri, ai pellegrini. In questi "ospedali" era annessa una cappella e la presenza dei Cavalieri di Malta ha dato nome a una delle 14 contrade urbane di Vasto i cui confini erano così delimitati: a ovest le mura urbane; ad est la strada di Portanuova; a nord la. strada De Subeis, a sud la strada del Lago.
Le chiese di Vasto con gli ospedali
OSPEDALE di SANTA MARIA, detto di S. Antonio di Vienna, fondato nel 1222 in un edificio collegato alla chiesa (detto di S. Antonio perché , secondo la tradizione, il corpo del Santo nell'undicesimo secolo venne trasportato da Costantinopoli da certo Josellino Senese del Castello Albrucino nella provincia viennese del Delfinato. Le reliquie del Santo già nel 1099 operava miracoli tra cui la guarigione il fuoco sacro, detto fuoco di S.Antonio).
In una nicchia sulla parete sinistra della chiesa di Santa Maria vi è il busto un uomo togato che si ritiene fosse il fondatore dell'ospedale di Santa Maria.
CHIESA DI DAN GIOVANNI edificata dai Cavalieri Ospedalieri di Malta.
Qui vi era l'ospedale di San Giovanni nel 1304. I Cavalieri avevano il compito di difendere i pellegrini cristiani dagli attacchi dei Saraceni e la loro assistenza nel caso rimanessero feriti o per analisi altra necessità. Ha cessato di operare nel 1695.
CHIESA DI SAN FRANCESCO - Qui vi era la Confraternita della SS.Concezione e quella di Sant’Antonio di Padova, L'Oratorio venne edificato nel 1525 quando era Priore Francesco Viti.
Come risulta in un protocollo del Notaio Francesco Antonio Viti si fa menzione dell’Ospedale affidato alle cure della Confraternita ii S.Antonio.
GIUSEPPE CATANIA

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