di GIUSEPPE CATANIA
L'associazione "Centro Storico" di Vasto ha indirizzato al sindaco della Città una lettera di vibrata protesta per la "bagarre" verificatasi in occasione della "notte bianca", che i giornali hanno abbondantemente pubblicato e commentato negativamente.
Un giudizio negativo per gli eccessi vetrificatisi nel corso di quello che doveva essere un incontro di civiltà, musica seria, letteratura, cultura, non come è avvenuto uno stupido strumento per birraioli, di frastuono, complessi Dj che tambureggiano ad alto volume, a distanza di pochi metri l'uno dall'altro che si accavallano e gareggiano a chi emette più decibel dai loro impianti di amplificazione, sempre più potenti.
E ci fermiamo qui, per ricordare che la "notte bianca" è stato il pretesto per ubriacarsi e per insozzare le strade e le piazze trasformate in orinatoi.
Un esempio di collettiva protesta, gridata e sottoscritta per denunciare un assordante "baccanale" e per ricordare l'inizio di una estate rovente e negativa, mentre sventola la "bandiera blu".
Nei bailamme di tanta anacronistica situazione la stagione turistica non inorgoglisce in fatto di crescita di numero di ospiti e villeggianti e quanti, con atteggiamento di aperta protesta collettiva e di raccolta di firme, si battono orgogliosamente per "difendere" i legittimi interessi dei benpensanti.
Ma che valore hanno le pubbliche proteste e le sottoscrizioni?
E’ quanto si chiede, la maggioranza dei vastesi e non solo.
E perché avviene tutto questo?
Avviene perché a Vasto non tutto va bene, che c'è qualcosa di preoccupante, che impensierisce la gente.
Per questo il "valore" della protesta e la sottoscrizione ha il suo peso sulle faccende di chi ha il compito di gestire la cosa pubblica. Per questo la protesta ha il suo motivato intento e nessuno può arrogarsi il diritto di disprezzare chi la pensa diversamente. Perché quelli che hanno il coraggio di protestare e di sottoscrivere con nome e cognome sono degni di rispetto e di considerazione, e, soprattutto, legittimati ad esercitare il proprio diritto di critica sulle decisioni di chi ha il potere pubblico. Se chi è delegato a governare una città come Vasto, lo fa ponendosi su questi "valori", allora è chiamato ad adottare anche i conseguenti provvedimenti.
E’ certo che la "notte bianca" 2016 si è conclusa negativamente con una sarabanda assordante e in totale noncuranza da parte delle istituzioni di tutela per il rispetto e la legittima salvaguardia della quiete pubblica.
Un ultimo problema riguarda i poteri del Sindaco proprio per la “salvaguardia della quiete pubblica”. Quali sono i poteri del Sindaco perché possa intervenire autorevolmente?
C'è, ed è in vigore l'art. 54 del Testo Unico degli Enti Locali che autorizza il Primo Cittadino a regolare gli orari degli esercizi commerciali ed a frenare gli abusi che contribuiscono a turbare la quiete pubblica.
Una norma che è stata ulteriormente rafforzata dal Decreto Legge n. 92/2008 e che il Consiglio di Stato ha ribadito con decisione n. 4041 del 25 agosto 2008.
Che di più perché non si possa intervenire in questo delicato settore cittadino?
GIUSEPPE CATANIA
Un giudizio negativo per gli eccessi vetrificatisi nel corso di quello che doveva essere un incontro di civiltà, musica seria, letteratura, cultura, non come è avvenuto uno stupido strumento per birraioli, di frastuono, complessi Dj che tambureggiano ad alto volume, a distanza di pochi metri l'uno dall'altro che si accavallano e gareggiano a chi emette più decibel dai loro impianti di amplificazione, sempre più potenti.
E ci fermiamo qui, per ricordare che la "notte bianca" è stato il pretesto per ubriacarsi e per insozzare le strade e le piazze trasformate in orinatoi.
Un esempio di collettiva protesta, gridata e sottoscritta per denunciare un assordante "baccanale" e per ricordare l'inizio di una estate rovente e negativa, mentre sventola la "bandiera blu".
Nei bailamme di tanta anacronistica situazione la stagione turistica non inorgoglisce in fatto di crescita di numero di ospiti e villeggianti e quanti, con atteggiamento di aperta protesta collettiva e di raccolta di firme, si battono orgogliosamente per "difendere" i legittimi interessi dei benpensanti.
Ma che valore hanno le pubbliche proteste e le sottoscrizioni?
E’ quanto si chiede, la maggioranza dei vastesi e non solo.
E perché avviene tutto questo?
Avviene perché a Vasto non tutto va bene, che c'è qualcosa di preoccupante, che impensierisce la gente.
Per questo il "valore" della protesta e la sottoscrizione ha il suo peso sulle faccende di chi ha il compito di gestire la cosa pubblica. Per questo la protesta ha il suo motivato intento e nessuno può arrogarsi il diritto di disprezzare chi la pensa diversamente. Perché quelli che hanno il coraggio di protestare e di sottoscrivere con nome e cognome sono degni di rispetto e di considerazione, e, soprattutto, legittimati ad esercitare il proprio diritto di critica sulle decisioni di chi ha il potere pubblico. Se chi è delegato a governare una città come Vasto, lo fa ponendosi su questi "valori", allora è chiamato ad adottare anche i conseguenti provvedimenti.
E’ certo che la "notte bianca" 2016 si è conclusa negativamente con una sarabanda assordante e in totale noncuranza da parte delle istituzioni di tutela per il rispetto e la legittima salvaguardia della quiete pubblica.
Un ultimo problema riguarda i poteri del Sindaco proprio per la “salvaguardia della quiete pubblica”. Quali sono i poteri del Sindaco perché possa intervenire autorevolmente?
C'è, ed è in vigore l'art. 54 del Testo Unico degli Enti Locali che autorizza il Primo Cittadino a regolare gli orari degli esercizi commerciali ed a frenare gli abusi che contribuiscono a turbare la quiete pubblica.
Una norma che è stata ulteriormente rafforzata dal Decreto Legge n. 92/2008 e che il Consiglio di Stato ha ribadito con decisione n. 4041 del 25 agosto 2008.
Che di più perché non si possa intervenire in questo delicato settore cittadino?
GIUSEPPE CATANIA

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