domenica 14 agosto 2016

ALFREDO PAGLIONE DONA 101 OPERE AL COMUNE DI CHIETI

Munificenza del mecenate e collezionista d'arte
II noto gallerista e collezionista d'arte Alfredo Paglione, abruzzese di Tornareccio, noto gallerista milanese, ha donato ben 101 opere, dipinti a olio, tempere, pastelli, sculture in bronzo, al Comune di Chieti con un atto notarile stipulato dal notaio Giuseppe Tragnone, alla presenza del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e dell'assessore al Patrimonio Valentina Lui- se, nell'abitazione di Paglione a Giulianova. Una dotazione di oltre 2.837.000 euro provenienti dalla galleria "32" di Milano. "Arte per Immagini" questa la collezione d'arte contemporanea che Alfredo Paglione e la. defunta sua consorte Teresita Olivares hanno donato per arricchire ulteriormente il patrimonio teatino che sarà esposto nel museo d'arte "Costantino Barbella" dove sono già custodite numerose opere d'arte donate da Paglione, per costituire e confermare,come ha dichiarato il Sindaco di Chieti,una ulteriore attrattiva per l'indiscusso valore, esprimendo la gratitudine della Città ad Alfredo Paglione, straordinario simbolo di chi è partito dall'Abruzzo e ha saputo realizzarsi nella vita, mai dimenticando le proprie origini al punto di voler condividere il suo straordinario patrimonio con la gente ove è nato. La collezione "Arie per Immagini" comprende opere di Mirò, Ortega, Campigli, Cantatore, Guttuso, Messina, Manzù, Marini, Sassu, Calabria, Giorgio De Chirico (la cui opera "Ettore e Andromaca -FOTO- del 1935 è stimata in 300 mila euro). La donazione Paglione sarà esposta nel Museo Barbella, cioè in un locale adiacente al palazzo nel centro storico della città di Chieti, in esposizione permanente, aperta al pubblico, per espressa volontà del donatore, "Una vita per la bellezza", è il titolo di un volume scritto da Alfredo Paglione per significare quanto egli abbia voluto esprimere dedicandola al culto dell'arte soprattutto nell'intento di proiettarla nel panorama della cultura artistica da fruire alle giovani generazioni.
 GIUSEPPE CATANIA

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