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| Il francobollo di Maurizio de Simone per Giuseppe Catania |
Si, perché Maurizio De Simone "dipinge" francobolli, piccoli quadratini che regolarmente incolla nelle cartoline pure da lui confezionate ed illustrate, o in "buste che spedisce ad amici sparsi in mezzo mondo. E il particolare curioso ed insolito è che le sue mini "pittografie" ricevono
l'affrancatura postale.
Ed è così che Maurizio De Simone ha collezionato migliaia di affrancature postali, altrettanti "bozzetti che costituiscono rarità filateliche in quanto sono esemplari unici, originali capolavori che giustamente si inseriscono in quella che definiamo la "mail art", con la differenza che il francobollo è espressione creativa dell'artista i cui soggetti si ispirano alle figure di personaggi ed artisti famosi che assumono un ruolo determinante nel mondo della cultura dell'arte; ovvero paesaggi, preferiti quelli della sua terra natale, spediti, affrancati e custoditi come esemplari da mostrare come rarità.
Questo tipo di "postcard" ha coinvolto l'immaginario di Maurizio De Simone sicché, come rileva il critico Luigi Tallarico ne "II Messaggio mediale", il "francobollo" costituisce "un simulacro d'arte" una geniale invenzione che potrebbe apparire "minima" perché espressa nella sua ristretta dimensione, ma in tutta evidenza si da cogliere la "sublimazione" estetica delle creazioni che, a pieno titolo, si inseriscono negli schemi filatelici, specie quando sono contrassegnati da una spiccata inventiva pittografica tale da "ingannare" spesso il "distratto" postino.
Ma è questo misterioso pretesto postale che sta alla base della creatività espressiva di Maurizio De Simone, animato, soprattutto, da quell'ansia irrefrenabile di far compiere un "viaggio" alle sua "creature" che sono concepite con tutti i crismi dell'estetica artistica, che, nella reiterazione delle sue "creazioni", pur se interpretate da un senso ironico nell'ambito epistolare, hanno, invec'e, un marcato significato culturale e, se si vuole, anche un atteggiamento di gioco innestato nel contesto della filatelia, perché, infatti, i "suoi" francobolli sono, sì, provocatori, ma conservano quella sincerità espressiva che è anche empito di libertà segnica di comunicazione, cioè, come scriveva il critico Giuseppe Selvaggi, della "idea definitiva" che nell'applicazione cromatica dell'autore, sia nei paesaggi o nei personaggi raffigurati, rievocano i forti colori della Sicilia: luci e bagliori, per evocare ritmi e visioni caratterizzati da quella personale bellezza nostalgica, propria di Maurizio De Simone.
Maurizio De Simone è nato e risiede a Palermo. Conseguita la maturità artistica e la frequenza nella Scuola del Nudo presso l'Accademia di Belle Arti, negli anni '60, incitato da Pippo Rizzo, si trasferisce a Roma dove ha contatti con grandi artisti come De Ghirico e Guttuso. Nel 1974 1'Accademia Siculo-Normanna di Monreale gli conferisce le insegne di Accademico "Honoris Causa". Nel 1983 lascia l'insegnamento per dedicarsi esclusivamente all'arte. Vive tra Palermo e Roma e a Castel Gandolfo, nel 2006 ha esposto la sua prima mostra di Pittografie, dopo un lungo curriculum di mostre personali.
Della sua attività artistica si sono interessati i critici: Dante Maffia, Giovanni Amodio, Melo Freni, Luigi Tallarico, Philippe Bourreau, Maurice Cottin, Antonio Calcara. Giuseppe Selvaggi, Aldo Gerbino, Marcello Venturoli,.Franco Solmi, Francesco Carbone, Giorgio Segato, Lucio Zinna, Pino Giacopelli, Matteo Collura, Benito Li Vigni.
Giuseppe Catania



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