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| foto di repertorio |
di GIUSEPPE CATANIA
Ritorna tra noi la tradizione del Presepio, giacche l'albero, elemento ecologico da salvaguardare in questa moderna società consumistica, sta perdendo il suo motivo ornamentale per far posto alla nostra secolare
tradizione.
Stiamo, infatti, riscoprendo il Presepio di Betlemme, che è più legato alla nostra civiltà e all'insegnamento religioso e culturale.
Il culto del Santo Presepio ha una data immemore e si presume che abbia avuto inizio subito dopo la nascita del Redentore, nella grotta di Betlemme, quando, cioè, i fedeli cominciarono a recarvisi per andare a visitarla. Fu l'imperatore Adriano a far collocare nella grotta la statua di una divinità pagana per impedirne l'accesso e ostacolare così il crescente pellegrinaggio della gente; ma la madre dell'Imperatore. Sant'Elena, abbattè la statua e al suo posto fece erigere un altare.
Quando poi la Palestina venne occupata dalle armate turche, la «mangiatoia» fu portata in salvo a Roma e venne collocata, nel 642, nella Chiesa di Santa Maria del Presepio, ora Santa Maria Maggiore.
Dobbiamo a San Francesco d'Assisi, nato anch'egli in una stalla (se vogliamo accostare la sua «povertà» che è considerata la rinascita alla nuova vita), se nel Natale 1223 venne rinnovata la visione della nascita di Gesù, divenuta successivamente tradizione, nel romitaggio di Greccio, trasferita nella storia dell' arte e della letteratura italiana, nonché nel sentimento di fede della popolazione cristiana.
Ma il bue e l’asino, i pastori e i Re Magi sono personaggi che hanno un forte valore simbolico.
Il Bue e l'Asino
Secondo la interpretazione che ne fa San Girolamo, l'Asino rappresenta l'Antico Testamento e il Bue il Nuovo, ovvero i Pagani ed il Popolo Eletto, a testimonianza dell'evento divino. L'Asino simboleggia l'umiltà, la pazienza, la povertà. Lo vediamo durante la fuga in Egitto e quando Gesù fece il suo ingresso a Gerusalemme. Il Bue è forza e coraggio; costanza ed è considerato l'emblema del Signore. Alberto Magno diceva del suo discepolo Tommaso d'Aquino: «Lasciate fare a questo bue, il suo muggito risuonerà su tutta la terra». I Caldei, in occasione della creazione del mondo, quando il sole entrava nel segno del Toro, celebravano l'avvenimento con solenni festeggiamenti.
I Pastori
I Pastori, nella interpretazione della Sacra Notte di Natale, hanno una loro precisa collocazione simbolica, in quanto rappresentano la «veglia ». Essendo nomadi, interpretano l’anima che sulla terra è in transito, ma rappresentano anche la saggezza, giacché traggono ispirazione dalla contemplazione della natura e dalla speculazione interiore. I pastori vengono «avvertiti » dagli Angeli che «lodavano e glorificavano Dio», proprio mentre erano in vigilante attesa.
I Re Magi
Erano personaggi dotati di eccezionali doni e poteri: erano il diretto contatto con le energie divine, rappresentavano tutta la saggezza e la sapienza del mondo dell'epoca ed avevano visioni extrasensoriali atti a cogliere i segreti della materia.
Essi sapevano dell' avvento del Messia e non sembra affatto strano che, al cospetto del Redentore, lo adorassero come fonte suprema di ogni intelligenza e sapere, colui che sarebbe stato il Salvatore del Mondo, mediante la restaurazione dell'esistenza primordiale, fonte essenziale di Luce.




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