martedì 29 dicembre 2015

Giovanni Cavazzon, "Inchiostro e pennino" alla sala Mattioli, per iniziativa della Società Vastese di Storia Patria

Le opere del noto artista friulano seducono con la forza espressiva del disegno: "con estrema precisione egli rappresenta la società moderna nel suo ambiente, soprattutto quello psicologico e architettonico, in una ricerca che si sviluppa per lo più nello studio della figura femminile: di particolare rilievo ed interesse sono i cicli delle Veneri e delle Baccanti".



Ieri ha aperto i battenti l’attesa mostra di Giovanni Cavazzon, “Inchiostro e pennino”,  presso la sala delle Biblioteca Mattioli, per iniziativa della Società Vastese di Storia Patria, presieduta dalla prof.sssa Gabriella Izzi Benedetti, con il patrocinio del Comune di Vasto. Resterà aperta fino all’8 gennaio, ore 16.30 -19.30, festivi anche dalle 11 alle13.
Nel giorno di chiusura, 8 gennaio alle 17 presso la Sala della Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, Cavazzon
terrà anche una conferenza sul tema: “Personaggi di Tiziano e Picasso letti da un ritrattista d’oggi”.

Ieri la direttrice della biblioteca Mimma Perrotti ha portato il saluto della Città dicendosi lieta di ospitare nella Mattioli una mostra di così alto livello precedentemente ospitata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

La prof. Gabriella Izzi Benedetti ha aggiunto che l'iniziativa rientra nel programma “Itinerario tra le Biblioteche d’Italia" avviato proprio dalla Biblioteca Nazionale, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; e con un Comitato d’Onore presieduto dal Ministro Franceschini.
Da sinistra Gabriella Izzi nel suo intervento
a seguire  Mimma Perrotti, il maestro Giovanni Cavazzon

Ed ha presentato la mostra “Inchiostro e pennino”, formidabile anello di congiunzione tra l’antica scrittura e il segno visivo.  Di qui la decisione di una mostra “itinerante” solo tra le biblioteche.
Nel presentare l’artista lombardo attivo nel Friuli, Gabriella Izzi ha detto che Cavazzon, raffinato artista con una vasta produzione di opere con tecniche diverse,  per questa mostra ha scelto solo quelle realizzate con inchiostro e pennino, una tecnica difficile in quanto “la linea deve essere unica ed irripetibile” e con essa esprimere “tutti i passaggi degli stati d’animo e dei sentimenti”.

Giovanni Cavazzon, classe 1938, si è detto felice di tornare a Vasto dopo tanti anni,  ed  ha spiegato questa sua passione per l’inchiostro e il pennino. Sin da giovane si è convinto che con il pennino si può anche disegnare e l’artista può riversare sulla pagina bianca senza filtro alcuno tutti i suoi sentimenti e la sua umanità. Per l’impianto costruttivo naturalmente si ha bisogno di una buona base di disegno. Per gli effetti volumetrici, della conoscenza della grafica. Ha aggiunto che condivide una riflessione del sociologo Ferrarotti, che ha presentato la sua mostra a Firenze,  il quale ha argutamente sottolineato un aspetto importante: il particolare “suono” del pennino,  che sembra voglia dire “Io Non scrivo. Parlo con la carta”. Il gracchiare del pennino è un continuo sussurro sincopato.

Ma la produzione di Giovanni Cavazzon, si diceva, è vasta e variegata, come si può leggere nel volume “Romanticismo, Eros e spiritualità nella pittura di Giovanni Cavazzon” di Licio Damiani (Edizioni d’Arte Ghelfi Verona, 2007). “Siamo di fronte ad un pittore che conduce verso il Tremila una figurazione degna delle nostre più grandi tradizioni artistiche”, quindi non solo “Inchiostro e pennino”.   

Sul suo sito internet  http://www.giovannicavazzon.it/  ampia e chiara illustrazione di tutta la sua produzione: Intorno a Venus,   l’arte sacra, Apollo, i disegni, sport nell’arte, Trompe-l’oeil, i ritratti, muri porte e finestre, baccanti e girasoli, gonfaloni, temi diversi.

Giovanni Cavazzon è nato a Luino (Varese) nel 1938. Per il lavoro del padre ha vissuto la propria infanzia in diverse province italiane, per poi fermarsi a Parma nel 1953, dove si è diplomato in scenotecnica col titolo di Maestro d’arte nel 1960. Si è abilitato all’insegnamento e nel 1967 si è trasferito in Friuli dove ha sempre operato in campo artistico ed è stato presente in diverse rilevanti manifestazioni. Appassionato didatta, svolge parte attiva in vari circoli culturali conducendo il pubblico attraverso itinerari storici imperniati sulla ritrattistica, anche in occasione di mostre quali “Un volto del Novecento: la collezione Zanini”. Proprio per le sue qualità di raffinato ritrattista si è guadagnato il titolo di “cittadino del mondo per profondità e conoscenza dei sentimenti umani”.

Le sue opere seducono con la forza del disegno e del colore: con estrema precisione egli rappresenta la società moderna nel suo ambiente, soprattutto quello psicologico e architettonico, in una ricerca che si sviluppa per lo più nello studio della figura femminile: di particolare rilievo ed interesse sono i cicli delle Veneri e delle Baccanti.

Numerose le sue partecipazioni ad importanti mostre in Italia ed all’estero, testimoniate da opere presenti in Europa, Giappone e negli Stati Uniti, oltre che in molte collezioni private e prestigiose istituzioni pubbliche italiane, quale il Museo Diocesano di Arte Sacra S.Apollonia di Venezia.


Nicola D’Adamo












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