martedì 22 settembre 2015

PRECISAZIONE: LO STEMMA DEL COMUNE E' MAL DESCRITTO NELLO STATUTO


A PROPOSITO DI UN ERRORE
di Luigi Murolo 

Mi fa piacere che l’assessore Luigi Marcello abbia rimosso con grande tempestività la targa toponomastica con l’indicazione errata dello stemma del Vasto (“Il Centro”, 17 settembre 2015). Tenendo conto
dell’immagine del labaro comunale, lo stemma va blasonato in questi termini:
  «inquartato al primo e al quarto quarto d’argento e al secondo e al terzo di rosso sormontato da corona con foglie di acanto d'oro di cui cinque visibili, sostenute da punte , e alternate da otto perle, di cui quattro visibili e il tutto racchiuso dal motto “Vastum olim Histonium Romanum Municipium”».

   










Che differisce da quello errato e rimosso che è il seguente:












UNA PRECISAZIONE

Stando al labaro comunale il comportamento dell’assessore risulta di assoluta correttezza. Ma se le cose stanno in questi termini – e non abbiamo alcun motivo di dubitare della precisazione dell’assessore Marcello – per quale motivo non decide di rimuovere seduta stante la descrizione che troviamo nell’articolo 2.6 dello Statuto del Comune di Vasto che recita testualmente:
«Lo stemma “è un campo levigato ellittico quadripartito da diametri dell’ellissi, ove a destra del risguardatore il colore aureo in alto e l’argenteo in basso rifulgono, mentre opposto sito tengono i due metalli a sinistra”. Inoltre è “modellato sul descritto stemma il comunal sigillo”, circondato dalla leggenda “Vastum olim Romanum Municipium».
Ricostruendo araldicamente tale descrizione otteniamo la seguente immagine:

Come si vede lo stemma è radicalmente diverso da quanto effigiato nel  labaro. 

Dei due l’una: o è errata la blasonatura del labaro o quella contenuta nello Statuto Comunale. Il Consiglio Comunale deve risolvere al più presto tale incresciosa situazione. Il bravo assessore Marcello è ora informato. Dovrà trovare la soluzione più acconcia. Per conoscenza, ricordo all’amministratore che la descrizione contenuta nello Statuto è ripresa ad litteram dalla Storia di Marchesani, p. 115.

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