Venerati a Lentella, San Salvo, Isernia, Sant'Elia Fiumerapido Sferracavallo, Carini, , e tantissime altre città.
Nel nome dei Santi Martiri Cosme e Damiano, sono accomunate
numerose città in Italia,San Salvo, Lentella in Abruzzo;
Carini e Sferracavallo in Sicilia; Isernia e Sant'Elia
Fiumerapido nel Molise. E altre ancora in Italia e paesi del Medio Oriente.Suggestive le cerimonie religiose e civili, con convegni
su etica e
medicine all'insegna della fede e della venerazione
dei due santi martiri.del IV secolo, la cui festa
si celebra il 26 settembre, già eletti protettori, oltre alle
città ricordate, anche a Firenze,dalla famosa famiglia dei
Medici.
Due fratelli gemelli ammaestrati nell'arte della medicina
che, secondo la leggenda, "cacciando tutte le infirmitati
non solamente dagli uomini, ma eziandio da li bestie,
facendo tutto in dono".
Nati nella seconda metà del III secolo, in giovane età si
trasferiscono in Cilicia Provincia di Siria dell'Impero
romano. Con le loro preghiere ottenevano guarigioni prodigiose
sui malati incurabili.
Nel 303, durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano
contro i cristiani, vennero arrestati dal prefetto della
Cilicia, Lisia, e condannati a morte.
Per quattro volte resistettero alle torture, anche alle
saette degli arcieri, ma le frecce rimbalzavano dai corpi
dei due Santi e ferivano i persecutori; ma vennero poi decapitati , insieme ai loro seguaci Antimo, Leonzio, Eupripio,
tutti medici di Cirro in Antiochia,e invocati anche come
Santi guerrieri.
Riti religiosi si svolgono nelle città ricordate e in particolare
ad Isernia, dove è stato anche pubblicato un libro:
"II culto dei Santi Cosma e Damiano a Isernia" di cui è autore Mauro Gioielli, con il patrocinio dell'amministrazione
Comunale, per approfondire la conoscenza dei rituali che si
tramandano da secoli, tra gli ex voto di cera a forma di
fallo, usati nella festa del 1780, come segnala William Hamilton,
ma di cui oggi non vi è più traccia, forse rubati o distrutti. Mauro Gioielli ha, però, rinvenuto una targa d'argento che riproduce,
in rilievo, due seni femminili,con la scritta: V P G A
(Votum Fecit Gratiam Accepit),e cioè voto per grazia ricevuta,
che, secondo l'autore del volume "rimane l'ultimo che, nel
Santuario isernino, fa riferimento alla sfera sessuale femminile"
a differenza di quelli citati da Hamilton che sono maschili. In effetti fino al XIX secolo i santi, a Isernia, furono considerati come protettori della fertilità.
GIUSEPPE CATANIA
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