sabato 26 settembre 2015

La festa il 26 settembre:nel nome dei Santi COSMA E DAMIANO Martiri

 Venerati a  Lentella, San Salvo,  Isernia, Sant'Elia Fiumerapido Sferracavallo, Carini, , e tantissime  altre città.

Nel nome dei Santi Martiri Cosme e Damiano, sono accomunate numerose città in Italia,San Salvo, Lentella in Abruzzo; Carini e Sferracavallo in Sicilia; Isernia e Sant'Elia Fiumerapido nel Molise. E altre ancora in Italia e paesi del Medio Oriente.Suggestive le cerimonie religiose e civili, con convegni su etica e
medicine all'insegna della fede e della venerazione dei due santi martiri.del IV secolo, la cui festa si celebra il 26 settembre, già eletti protettori, oltre alle città ricordate, anche a Firenze,dalla famosa famiglia dei Medici.
 Due fratelli gemelli ammaestrati nell'arte della medicina che, secondo la leggenda, "cacciando tutte le infirmitati non solamente dagli uomini, ma eziandio da li bestie, facendo tutto in dono".

Nati nella seconda metà del III secolo, in giovane età si trasferiscono in Cilicia Provincia di Siria dell'Impero romano. Con le loro preghiere ottenevano guarigioni prodigiose sui malati incurabili.
 Nel 303, durante la persecuzione dell'imperatore Diocleziano contro i cristiani, vennero arrestati dal prefetto della Cilicia, Lisia, e condannati a morte.
Per quattro volte resistettero alle torture, anche alle saette degli arcieri, ma le frecce rimbalzavano dai corpi dei due Santi e ferivano i persecutori; ma vennero poi decapitati , insieme ai loro seguaci Antimo, Leonzio, Eupripio, tutti medici di Cirro in Antiochia,e invocati anche come Santi guerrieri.

Riti religiosi si svolgono nelle città ricordate e in particolare ad Isernia, dove è stato anche pubblicato un libro: "II culto dei Santi Cosma e Damiano a Isernia" di cui è autore Mauro Gioielli, con il patrocinio dell'amministrazione Comunale, per approfondire la conoscenza dei rituali che si tramandano da secoli, tra gli ex voto di cera a forma di fallo, usati nella festa del 1780, come segnala William Hamilton, ma di cui oggi non vi è più traccia, forse rubati o distrutti.  Mauro Gioielli ha, però, rinvenuto una targa d'argento che riproduce, in rilievo, due seni femminili,con la scritta: V P G A (Votum Fecit Gratiam Accepit),e cioè voto per grazia ricevuta, che, secondo l'autore del volume "rimane l'ultimo che, nel Santuario isernino, fa riferimento alla sfera sessuale femminile" a differenza di quelli citati da Hamilton che sono maschili. In effetti fino al XIX secolo i santi, a Isernia, furono considerati come protettori della fertilità.

GIUSEPPE CATANIA 

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