domenica 27 settembre 2015

Conferenza a S. Filomena: la storia delle famiglie Genova-Miscione e Genova-Rulli

Intervento del Giornalista GIUSEPPE CATANIA
Dettagliata ricostruzione storica delle vicende famigliari e avvenimenti cittadini negli  ultimi tre secoli. Una iniziativa dell'associazione "Vigili del Fuoco in congedo"
Il relatore della serata: Giuseppe Catania
Presidente  Assostampa

L'Associazione Onlus Vigili del Fuoco in congedo hanno promosso i "Concerti di Santa Filomena" nella omonima Chiesa in Via Anelli, a cura del F-Canzone Antica, ogni ultimo venerdì del mese.
Il 25 settembre un appuntamento speciale: è intervenuto  il giornalista Giuseppe Catania per ricordare le antiche famiglie di Vasto, Genova- Miscione, la cui presenza reca ancora evidenti tracce indelebili in Città, e Genova-Rulli, legate alla storia della chiesa di S. Filomena.

Il relatore, soffermandosi sull'origine della famiglia Genova, ha ricordato che già nel 1650 Giacinto comprò il feudo dei nobili di Salle, in Caramanico.

I suoi discendenti tutti laureati dimoravano in Via Adriatica a Vasto e furono magistrati. Si ricordano Niccolò (1665), Matteo (1763), Berardo (l802) e Giuseppe (l828).

Ultimo intestatario del Feudo di Salle il Barone Pasquale (1762-1856) che, nel 1799 venne proclamato dai Sanfedisti Quadrunviro Generale di Vasto e poi, dai francesi, eletto Municipalista.

Il figlio Michele (l806-1860), fu eccellente epigrammista ma, in vecchiaia, perse le facoltà intellettive e appiccò fuoco alla biblioteca della famiglia e vennero distrutti i suoi epigrammi. Francesco (l839-1862) fu valente scultore e vinse, nel 1858, il 1° premio al concorso per il monumento a Pier delle Vigne in Napoli, ma la morte, a 23 anni, gli impedì di realizzare l'opera.

I Genova, nel 1742, possedevano 8 fabbricati e terreni per circa 56 tomoli. Tutti i beni vennero ereditati da un ramo cadetto della famiglia Rulli a seguito del matrimonio di Ludovico Genova con Giovanna, figlia di Giuseppantonio Rulli,celebrato il 20 gennaio 1808.

La famiglia Rulli ottenne il titolo di nobili di Salle dalla consulta Araldica. Ultimo discendente dei Genova-Rulli, Ludovico morì, a 27 anni nel 1931, lasciando in eredità a Vasto l'Orfanotrofio Femminile nel palazzo a Punta Penna. Il Barone Oscar, morto nel 1930, non disponendo la somma di 40 mila lire, non potè ottenere il riconoscimento del titolo nobiliare. I nipoti Federico e Renato ultimi discendenti, si sono trasferiti a Roma.

Accennando alla famiglia Miscione, Giuseppe Catania ne ha ricordato le nobili origini con Cristoforo cardinale ordinato da Papa Bonifacio IX nel 1389 con sede in San Pietro Vecchio nei pressi della cappella di San Tommaso.

Si ha notizia di un Miscione nel 1409 e di Giovanni morto durante il conflitto tra il Papa e re Ladislao il 20 marzo 1437.

Dì questa famiglia il relatore ha ricordato Ludovico,come risulta dall'araldica che si trova in Santo Stefano della Chiavica presso l'altare maggiore della Chiesa che lo raffigura togato con la collana e lo stocco nella carica di Commissario della Camera al comando dell'esercito. L'arma che appare nello scudo è così descritta: "Triangolato d'oro e d'azzurro al leone d'argento attraversante".

Ultimo discendente della famiglia Miscione , Francesco, possessore di numerosi beni, come risulta dal testamento olografo redatto dal Notaio Scardapane il 13.9.1910, comprendenti il fabbricato di strada Pampani di 20 vani, di via vescovado (vani 7),di piazza Caprioli (vani 3), di via S.Francesco d'Assisi (vani 6), di via Barbarotta (vani 2), terreno di località Selvotta per ettari 13,30 località Trave (ettari 2,20 con fabbricato), in località Paradiso (ettari 24). Beni che sono stati ereditati dalla moglie di Francesco Miscione, Filomena Genova, come risulta dal testamento del notaio Michele Marchesani del 30 gennaio 1914.

In particolare alla nipote Amelia Miscione sposata a Vincenzo Panunzio,venne assegnato il fabbricato di via Pampani e vico Caprioli e il terreno in località Selvottà (per circa 11 ettari) e località Trave con fabbricato. 
Francesco Miscione e Filomena Genova riposano nel cimitero di Vasto. La tomba gentilizia è alla destra della chiesa e reca la lapide con la scritta "Miscione Genova". Qui sono sepolti gli eredi Miscione, tra cui Amelia e il consorte Vincenzo Panunzio e le loro figlie Anna con il marito avv.Antonio Fanghella ; Giuseppina vedova di Giuseppe Catania. Di Francesco Miscione e della moglie Filomena Genova le bare sono custodite nel sepolcro sotterraneo di tale cappella.

Nella sua rassegna sulle nobili famiglie di Vasto Giuseppe Catania ha anche accennato ai "RULLI" che, peraltro, sono imparentati con i Genova.
Fu nel 1781 che Luigi Rulli,proveniente da Salcito, nato da Nicola e Carmela Ciavarro nel 1751, si stabilì a Vasto. Qui sposò, in seconde nozze Giovannina Cieri dei coniugi Nicola e Rosina Bucci, e, in terze nozze, nel 1796, Concetta Betti. Era molto ricco e comprò e Vasto, nel 1809, terreni e fabbricati. Nei moti rivoluzionari del febbraio 1799, la sua casa venne saccheggiata e subì un danno di 6.175 ducati in contanti, 5.000 ducati in mobili e suppellettili, 2.750 ducati in vino, olio, grano,oltre al pagamento di une taglie di 8.400 ducati imposta elle città dal generale borbonico Pronio, che aveva cinta d'assedio la Città. Morì il 17.5.1820.

Suo figlio Giuseppantonio, nato nel 1791,venne eletto Decurione nel 1824 e Sindaco di Vasto nel 1838 e poi,Console del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda. Nel 1825 pubblicò, in occasione della morte del re Ferdinando I di Borbone, un canto funebre. Nel 1841 conferì 1'incarico, all'architetto vastese Nicola Maria Pietrocola del progetto per la costruzione del palazzo sul terreno dell'ex convento dei domenicani e della annessa chiesa intitolata a Santa Filomena.
Nel 1835 acquistò dai marchesi D'Avalos, il palazzo della Penna, con i terreni circostanti. 

Di carattere autoritario e intransigente nella tutela dei suoi interessi. Secondo le voce popolare di allora, non esitò a far vendere ad una povera vecchia tutto quello che possedeva: 2 pecore,per un debito non onorato. Si racconta che la debitrice ogni volta che passava davanti all'ingresso del palazzo Rulli, si inginocchiava e malediceva le casata, invocandone la distruzione. Si racconta anche che, una sera il Rulli sostava sulla soglia del suo palazzo (sotto il quale si dice che fosse stata sotterrata la pietra dell'altare della sconsacrate chiesa dei domenicani),venne colpito alla tempia da una pietra. Da allora perse la vista e divenne devoto di Santa Lucia (il primo altare a destra fu dedicata alla Santa). Ripristinò la chiesa di Santa Filomena, annessa al palazzo. Nella chiesa l'altare dedicato alla Santa il Rulli è rappresentato in ginocchio in atto di devozione, indossando l'uniforme di Cavaliere Costantiniano. Morì a Napoli il 31 dicembre 1864. Non ebbe figli maschi. Le due femmine Giovanna e Giacinta andarono spose rispettivamente a Ludovico dei Baroni Genova nel 1828 e al barone Tito Sabelli nel 1831. I nove figli di Giacinta morirono in giovane età. L'unico nipote di Giovanna, Ludovico Genova, morì a 26 anni il 20 maggio 1931, senza eredi.

Interessante anche la parte musicale della serata magistralmente condotta dal tenore Silvano Muratore e dal soprano Noriko Ono.




 

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