"Vi aspettiamo lunedì 10 agosto alle ore 21:30 in piazza Barbacani per la presentazione assembleare del libro "Imparare ad amare" edito da Castelvecchi. Sarà con noi l'autore Giuseppe Ferraro, docente di Etica presso l'università FedericoII di Napoli"
Curriculum
Docente Filosofia Morale, Etica dell’Ambiente, Etica Sociale; Gast Professor della Ludwidgs Universität di Freiburg; doc. Scuola di Psicologia SIAR; dir. Scuola di Filosofia Fuori le Mura; mem. Centro Studi di Filosofia della Religione; mem. Centro Italiano di Fenomenologia; consulente «ISFOL» per definizione Modelli e Nuovi Profili Professionali; Comitato scientifico SCUOLE APERTE in Campania; Comitato Scientifico PHRONESIS; Premio Nazionale per la Letteratura Pozzale Luigi Russo, Empoli (2002); Premio Nazionale di Filosofia, Siracusa (2003), Festival Letteratura di Mantova (2004),; resp. progetto ministeriale CIRED per la filosofia; dal 2006 Provessore visitante Università di Stato di Rio de Janeiro (UERJ); Programma URBAN ITALIA città di Bitonto; Progetto PRIORITA e ORIENTO della Provincia di Napoli per la filosofia spiegata ai disoccupati; resp. per la “Federico II” del programma provinciale TUTOR DELLA LEGALITÀ; resp. per la “Federico II” del progetto regionale “LASCIAMO UN SEGNO”; doc. Master in ESPERTO POLITICHE DELLE PARI OPPORTUNITÀ della “Federico II”; doc. Master in RELAZIONI E SENTIMENTI NELLE PROFESSIONI EDUCATIVE E DI CURA della Università Cattolica; conferenze in Europa (College de France, Freiburg), in Italia e in America Latina (Buenos Aires, La Plata, Bahia Blanca, Brasilia, Porto Alegre, Caracas); Progetto SENTIMENTI DIFFERENTI contrasto alla violenza contro le donne Ministero Pari Opportunità; rel. Etica per la BCC, per l’AIF, per Aziende e Ordini Professionali; EDUCATION ACTIONS ZONE indirizzate ai legami formativi per una città educativa; corsi di EDUCAZIONE AI SENTIMENTI nelle scuole di ogni ordine e grado, per i docenti e gli allievi; Corsi di FILOSOFIA CON BAMBINI; corsi SFAPP di Aversa; CORSI DI FILOSOFIA IN CARCERE (Nisida, Carinola, Avellino, Secondigliano, Spoleto, Pisa). Membro del Comitato Etico Nazionale della "Fondazione Veronesi". Premio Internazionale per l'Ambiente VAS (Verdi Ambiente Società) 2013. Direzione della scuola Filosofia Fuori Le Mura. Scuola d'Arte e Filosofia.
Curriculum
Docente Filosofia Morale, Etica dell’Ambiente, Etica Sociale; Gast Professor della Ludwidgs Universität di Freiburg; doc. Scuola di Psicologia SIAR; dir. Scuola di Filosofia Fuori le Mura; mem. Centro Studi di Filosofia della Religione; mem. Centro Italiano di Fenomenologia; consulente «ISFOL» per definizione Modelli e Nuovi Profili Professionali; Comitato scientifico SCUOLE APERTE in Campania; Comitato Scientifico PHRONESIS; Premio Nazionale per la Letteratura Pozzale Luigi Russo, Empoli (2002); Premio Nazionale di Filosofia, Siracusa (2003), Festival Letteratura di Mantova (2004),; resp. progetto ministeriale CIRED per la filosofia; dal 2006 Provessore visitante Università di Stato di Rio de Janeiro (UERJ); Programma URBAN ITALIA città di Bitonto; Progetto PRIORITA e ORIENTO della Provincia di Napoli per la filosofia spiegata ai disoccupati; resp. per la “Federico II” del programma provinciale TUTOR DELLA LEGALITÀ; resp. per la “Federico II” del progetto regionale “LASCIAMO UN SEGNO”; doc. Master in ESPERTO POLITICHE DELLE PARI OPPORTUNITÀ della “Federico II”; doc. Master in RELAZIONI E SENTIMENTI NELLE PROFESSIONI EDUCATIVE E DI CURA della Università Cattolica; conferenze in Europa (College de France, Freiburg), in Italia e in America Latina (Buenos Aires, La Plata, Bahia Blanca, Brasilia, Porto Alegre, Caracas); Progetto SENTIMENTI DIFFERENTI contrasto alla violenza contro le donne Ministero Pari Opportunità; rel. Etica per la BCC, per l’AIF, per Aziende e Ordini Professionali; EDUCATION ACTIONS ZONE indirizzate ai legami formativi per una città educativa; corsi di EDUCAZIONE AI SENTIMENTI nelle scuole di ogni ordine e grado, per i docenti e gli allievi; Corsi di FILOSOFIA CON BAMBINI; corsi SFAPP di Aversa; CORSI DI FILOSOFIA IN CARCERE (Nisida, Carinola, Avellino, Secondigliano, Spoleto, Pisa). Membro del Comitato Etico Nazionale della "Fondazione Veronesi". Premio Internazionale per l'Ambiente VAS (Verdi Ambiente Società) 2013. Direzione della scuola Filosofia Fuori Le Mura. Scuola d'Arte e Filosofia.
Temi di ricerca
Etica dei legami, per una filosofia
dell’educazione al mondo della vita è il titolo della ricerca. L’asse
metodologico: eidetico descrittivo e logico narrativo. L’etica a confronto del
diritto e della giustizia sociale. Campi di applicazione i luoghi d’eccezione:
carceri, scuole del disagio, periferie. I confini interni della città. Il
rapporto tra voce e parola. L’una espressione del corpo del desiderio, l’altra
dell’ordine dei legami. La legalità dei legami dice della libertà personale in
ragione della qualità dei legami. Non si è liberi se non in più di uno.
Ulteriore tema, la critica della ragione penale: la pena non conseguente al
diritto, ma essa stessa come diritto all’educazione dei legami sociali.
Sottende la ricerca il passaggio desiderio–sentimeno–legame. L’etica del Sommo
Bene e quella del bene comune, nel legame che rende ogni altro tale, tra la
vita che si è come viventi e la vita che si ha come esistenti, tra mondo e
vita, propria e impropria, possesso di ognuno, proprietà di nessuno.
Pubblicazioni recenti
ETICA E PEDAGOGIA (La linea, la misura e l’attesa del futuro
interiore) (2007)
FARE SAPERE (Educazione orientamento e formazione nella
società della formattazione) (2007)
IL CORPO A SCUOLA (La relazione insegnante) (2007)
O ENSINO DA FILOSOFIA E O DEVER DO IMPOSSÌVEL (2007)
GENERE E GENERAZIONE(2007) (L’insegnamento della Tragedia
greca e il ripensamento dell’educazione) (2008)
L’INNOCENZA DELLA VERITA’ (corso di filosofia in carcere)
(2008)
IL TRIBUNALE DEGLI AMICI (il processo del Fedone) (2009)
IL DISAGIO DEL FILOSOFO (o della filosofia sulle strade
della città) (2010)
IL SILENZIO DELLA VOCE E LA PAROLA INTERIORE (Imaparare a
sentire con le idee) (2010)
FILOSOFIA FUORI LE MURA (il diritto di un privilegio) (2010)
L'ANIMA E LA VOCE (2012)
Imparare ad amare alla scuola dei sentimenti di Giuseppe Ferraro
ARTICOLI CORRELATI
di Donatella Trotta
La filosofia come amore della sapienza, ma anche come
sapienza dell’amore: o dell’impossibile possibilità dell’amore. Perché - come
sottolineava Nietzsche nella sua «Gaia Scienza» - «si deve imparare ad amare».
E dunque a vivere, e morire. Ma l’amore non si può insegnare: possesso senza
proprietà, senza dimora, eterno in quanto eternamente rinnovato nell’incontro,
anche nel tempo della precarietà, l’amore è comunque, per tutti, un implicito e
ineludibile «obbligo d’esistenza». Di più: è «la pietra d’inciampo dell’etica»:
dunque, scrive Giuseppe Ferraro, «l’ethos si porta dentro
l’eros lungo tutta la storia della cultura europea nel nome stesso della
comunità».
Prende le mosse da questi laici presupposti il nuovo stimolante libro di Ferraro, dal titolo appunto «Imparare ad amare» (Castelvecchi, pp. 190, euro 17,50) che si presenta lunedì 10 agosto alle 21:30 a Vasto in piazza Barbacani in occasione della serata “Filosofia sotto le stelle” Una presentazione assembleare come vuole l’autore. Un’occasione preziosa di condivisione e riflessione a voce alta su temi ultimi e penultimi, ponendosi e ponendo domande di senso: proprio come aiutano a fare le pagine di questo libro, ulteriore denso contributo di Ferraro alla creazione di una sorta di “scuola dei sentimenti” che passi dall’alfabetizzazione delle emozioni alla piena educazione affettiva.
Filosofo “militante” ai confini tra temi etici, sociali e pedagogici, membro del Centro italiano di Fenomenologia e del Centro Studi di Filosofia della Religisione, visiting professor all’università di Stato di Rio de Janeiro Ferraro e a Friburgo, oltre che anima di seminari estivi a Marina di Camerota configurati come veri e propri cenacoli di relazioni autentiche, paritarie e “restitutive”, Giuseppe Ferraro non si limita infatti all’insegnamento presso l’Università Federico II di Napoli. Ma è sempre andato oltre: oltre le mura eburnee degli specialismi, intellettualismi e tecnicismi accademici; oltre le barriere delle chiusure autoreferenziali; oltre i luoghi comuni e gli esoterismi disciplinari. Non a caso, ha fatto filosofia (e raccontato le sue esperienze educative) sconfinando di continuo, in giro per il Paese, con i bambini di scuole di periferia e del centro, con i detenuti adulti e ragazzi, con giovani assediati dall’inquietudine del nichilismo e dalla glaciazione delle passioni tristi, nel segno di una pensosa socialità pedagogica e antimondana, ma fortemente comunitaria, trasmessa per contagio. Spaziando dalle origini dell’arte del pensare all’impegno-imperativo etico del pensare oggi.
Lo spiega bene all'inizio di «Imparare ad amare»: «La parola della filosofia è discreta, dice quasi e senza dire. E' una pratica di relazione...in questa pagine ci sono i miei amici detenuti, i miei bambini in filosofia, senza parlare di carcere e scuola, ma di quello che si vive dentro di sé dentro carceri e scuole, dentro le città e le case...». L'autore è infatti convinto che il grado di sviluppo della democrazia di un Paese si misuri dallo stato delle sue carceri e delle sue scuole e dei suoi ospedali, ossia i luoghi "d'eccezione": e quanto più, dice, le carceri saranno scuole e quanto meno le scuole saranno carceri tanto più alta sarà anche l'espressione democratica di una comunità, e di una città capace di farsi scuola. Scuola dei legami, e della parola abitata: come ha ribadito di recente Ferraro con Erri De Luca presentando a San Domenico l'anteprima della Notte dei Filosofi in programma a fine maggio.
Anche in questo libro, Ferraro recupera così la funzione civile di una filosofia contemporanea capace di spendere il proprio contenuto non tanto di sapere, quanto di relazione inclusiva al di là di ogni reclusione, esclusione, ordine di separazione. Lo testimonia del resto anche la produzione saggistica più recente di Ferraro, dopo i saggi su Nietzsche, Husserl e l’amore per Camus: da «Etica e pedagogia» (2007) a «L’innocenza della verità» (2008), da «Il disagio del filosofo» (2010) a «L’anima e la voce» (2012) fino a «Imparare ad amare», nuova ma non ultima tappa di un cammino colto, complesso e fitto di rinvii (letterari, filosofici, psicologici, psicanalitici, politico-sociali) che riesce tuttavia a guidare, mediando con una cifra narrativa e un piglio divulgativo alto, negli orizzonti dei legami di desiderio, amore e amicizia.
Stemperando la fatica del concetto nel piacere della conoscenza, autenticata dall’esperienza di vita dell’autore spesa “fuori della mura”. Un’esistenza creduta e credibile perché, come suggeriscono due versi di Maria Luisa Spaziani, di sé può ben dire: «Credo nella mia vita se mi dico “ho parlato”/ Credo alla mia parola se mi dico “Ho vissuto”».
Prende le mosse da questi laici presupposti il nuovo stimolante libro di Ferraro, dal titolo appunto «Imparare ad amare» (Castelvecchi, pp. 190, euro 17,50) che si presenta lunedì 10 agosto alle 21:30 a Vasto in piazza Barbacani in occasione della serata “Filosofia sotto le stelle” Una presentazione assembleare come vuole l’autore. Un’occasione preziosa di condivisione e riflessione a voce alta su temi ultimi e penultimi, ponendosi e ponendo domande di senso: proprio come aiutano a fare le pagine di questo libro, ulteriore denso contributo di Ferraro alla creazione di una sorta di “scuola dei sentimenti” che passi dall’alfabetizzazione delle emozioni alla piena educazione affettiva.
Filosofo “militante” ai confini tra temi etici, sociali e pedagogici, membro del Centro italiano di Fenomenologia e del Centro Studi di Filosofia della Religisione, visiting professor all’università di Stato di Rio de Janeiro Ferraro e a Friburgo, oltre che anima di seminari estivi a Marina di Camerota configurati come veri e propri cenacoli di relazioni autentiche, paritarie e “restitutive”, Giuseppe Ferraro non si limita infatti all’insegnamento presso l’Università Federico II di Napoli. Ma è sempre andato oltre: oltre le mura eburnee degli specialismi, intellettualismi e tecnicismi accademici; oltre le barriere delle chiusure autoreferenziali; oltre i luoghi comuni e gli esoterismi disciplinari. Non a caso, ha fatto filosofia (e raccontato le sue esperienze educative) sconfinando di continuo, in giro per il Paese, con i bambini di scuole di periferia e del centro, con i detenuti adulti e ragazzi, con giovani assediati dall’inquietudine del nichilismo e dalla glaciazione delle passioni tristi, nel segno di una pensosa socialità pedagogica e antimondana, ma fortemente comunitaria, trasmessa per contagio. Spaziando dalle origini dell’arte del pensare all’impegno-imperativo etico del pensare oggi.
Lo spiega bene all'inizio di «Imparare ad amare»: «La parola della filosofia è discreta, dice quasi e senza dire. E' una pratica di relazione...in questa pagine ci sono i miei amici detenuti, i miei bambini in filosofia, senza parlare di carcere e scuola, ma di quello che si vive dentro di sé dentro carceri e scuole, dentro le città e le case...». L'autore è infatti convinto che il grado di sviluppo della democrazia di un Paese si misuri dallo stato delle sue carceri e delle sue scuole e dei suoi ospedali, ossia i luoghi "d'eccezione": e quanto più, dice, le carceri saranno scuole e quanto meno le scuole saranno carceri tanto più alta sarà anche l'espressione democratica di una comunità, e di una città capace di farsi scuola. Scuola dei legami, e della parola abitata: come ha ribadito di recente Ferraro con Erri De Luca presentando a San Domenico l'anteprima della Notte dei Filosofi in programma a fine maggio.
Anche in questo libro, Ferraro recupera così la funzione civile di una filosofia contemporanea capace di spendere il proprio contenuto non tanto di sapere, quanto di relazione inclusiva al di là di ogni reclusione, esclusione, ordine di separazione. Lo testimonia del resto anche la produzione saggistica più recente di Ferraro, dopo i saggi su Nietzsche, Husserl e l’amore per Camus: da «Etica e pedagogia» (2007) a «L’innocenza della verità» (2008), da «Il disagio del filosofo» (2010) a «L’anima e la voce» (2012) fino a «Imparare ad amare», nuova ma non ultima tappa di un cammino colto, complesso e fitto di rinvii (letterari, filosofici, psicologici, psicanalitici, politico-sociali) che riesce tuttavia a guidare, mediando con una cifra narrativa e un piglio divulgativo alto, negli orizzonti dei legami di desiderio, amore e amicizia.
Stemperando la fatica del concetto nel piacere della conoscenza, autenticata dall’esperienza di vita dell’autore spesa “fuori della mura”. Un’esistenza creduta e credibile perché, come suggeriscono due versi di Maria Luisa Spaziani, di sé può ben dire: «Credo nella mia vita se mi dico “ho parlato”/ Credo alla mia parola se mi dico “Ho vissuto”».

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