domenica 22 ottobre 2023

CASTELLO CALDORESCO "OLTRE 50 BOCCHE DI FUOCO": PERCHE' NON VALORIZZARE GLI ULTIMI CANNONI RIMASTI?

II castello medievale di Vasto, baluardo difensivo della città, uno dei più significativi fortilizi difensivi del meridione d'Italia, era munito di oltre cinquanta bocche di fuoco, capaci di tenere a bada orde di briganti ed assalti di truppe. Si ha notizia che 16 pezzi vennero divelti dalla fortificazione e vennero inviati, nel 1557, alla fortezza di Pescara. Ma durante l'assedio dei turchi guidati da Pialy Pascià, il 1° agosto 1566, 57 pezzi di artiglieria vennero smontati dal Castello e rubati dai pirati che arrecarono anche ingenti danni alla Città e facendo
numerosi prigionieri, molti dei quali condotti schiavi. 

Alcuni cannoni, ormai inservibili, vennero infissi,con la bocca da fuoco nel terreno,all'interno del cortile del Palazzo dei Marchesi D'Avalos, per decorare le porte di ingresso ai piani superiori. Quasi a voler segnare la volontà di "riscatto" dalla signoria feudale ed esplicitamente dimostrare l'inutilità delle armi da guerra. Ma anche per dimostrare che il popolo della Città del Vasto preferisce la pace e vivere in serenità nella fratellanza e concordia fra i popoli.

Più recentemente due cannoni recuperati giacciono sul pavimento dell’ingresso ai giardini d’Avalos, in attesa di essere ricollocati in maniera più dignitosa. Un altro è stato dato in comodato d'uso dal Comune di Vasto (nel 2008) al Museo dell'Artiglieria dell'Aquila, dove, restaurato, è stato esposto al pubblico.
GIUSEPPE CATANIA

IERI ABBIAMO PUBBLICATO LA STORIA DEL CASTELLO
http://noivastesi.blogspot.it/2015/08/alla-riscoperta-di-vasto-lassalto-di.html

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