II castello medievale di Vasto, baluardo difensivo della città, uno dei più significativi fortilizi difensivi del meridione d'Italia, era munito di oltre cinquanta bocche di fuoco, capaci di tenere a bada orde di briganti ed assalti di truppe.
Si ha notizia che 16 pezzi vennero divelti dalla fortificazione
e vennero inviati, nel 1557, alla fortezza di
Pescara.
Ma durante l'assedio dei turchi guidati da Pialy Pascià,
il 1° agosto 1566, 57 pezzi di artiglieria vennero smontati
dal Castello e rubati dai pirati che arrecarono
anche ingenti danni alla Città e facendo
numerosi prigionieri,
molti dei quali condotti schiavi.
Alcuni cannoni, ormai inservibili, vennero infissi,con
la bocca da fuoco nel terreno,all'interno del cortile
del Palazzo dei Marchesi D'Avalos, per decorare le porte
di ingresso ai piani superiori.
Quasi a voler segnare la volontà di "riscatto" dalla signoria
feudale ed esplicitamente dimostrare l'inutilità
delle armi da guerra.
Ma anche per dimostrare che il popolo della Città del
Vasto preferisce la pace e vivere in serenità nella
fratellanza e concordia fra i popoli.
Più recentemente due cannoni recuperati giacciono sul pavimento dell’ingresso ai giardini d’Avalos, in attesa di essere ricollocati in maniera più dignitosa.
Un altro è stato dato in comodato d'uso dal Comune di Vasto (nel 2008) al Museo dell'Artiglieria dell'Aquila, dove, restaurato, è stato esposto al pubblico.
GIUSEPPE CATANIA
IERI ABBIAMO PUBBLICATO LA STORIA DEL CASTELLO
http://noivastesi.blogspot.it/2015/08/alla-riscoperta-di-vasto-lassalto-di.html
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