domenica 31 maggio 2015

II contributo di Vasto per l'unità d'Italia: fu il primo Comune in Abruzzo ad insorgere contro i Borboni e a proclamare l'annessione all'Italia

 di GIUSEPPE CATANIA


archivio Lino Spadaccini
 La Città di Vasto ed il suo popolo ha dato un notevole contributo alle causa dell'unità d'Italia,sulla spinta dagli empiti risorgimentali che hanno coinvolto gli italiani desiderosi di riscattarsi dal giogo borbonico. Infatti,Vasto è stato il primo comune in Abruzzo a scrivere una pagina di eroismo che si inserisce nella storia nazionale. Nel novero delle inedite vicende che hanno caratterizzato la popolazione della Città adriatica, divenuta protagonista di una gloriosa insurrezione, dobbiamo convenire che si è assunta una delicata e grave situazione.
Il 4 settembre 1860 i vastesi riuscirono a disarmare i gendarmi, abbettere gli stemmi di re Ferdinando II e, innalzato il tricolore dell'unità d'Italia,dichiarando l'annessione della città all'Italia. Così Vasto fu il primo comune della regione Abruzzo a insorgere in nome di Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi, dittatore. A guidare la rivolta fu la Guardia Nazionale Municipale di Vasto, al comando di Silvio Ciccarone il
quale, per l'eroico comportamento degli insorti, ebbe espressioni di grande riconoscimento per i militi, ringraziandoli per le fermezze dimostrate e per la disciplina di cui davano prova, rispondendo all'appello del Ciccarone.
Archivio Lino Spadaccini
Intanto a Vasto, i più ferventi liberali si univano attorno a Ciccarone, dimostrandosi i più ardenti patrioti, mantenendo sempre accesa la fiaccola della libertà. Insieme a Silvio Ciccarone si schieravano anche Carlo Nasci, considerati entrambi i capi del partito liberale del Circondario di Vasto e di Lanciano, cui si univano Filoteo D'Ippolito, Camillo Del Greco e Vincenzo Cardone. Quando si apprese che Giuseppe Garibaldi era sbarcato a Marsala, i liberali si riunivano a Chieti, in casa di Giuseppe Scipio, presenti anche Raffaele De Novellis e Tommaso Stella di Lanciano, Filippo De Laurentis e Francesco Auriti e Luigi Olivieri. Costoro decisero di attendere di proclamare il governo provvisorio di Chieti, per il timore che il forte presi- dio di gendarmi borbonici della fortezze di Pescara, potesse attaccare sul nascere ogni tentativo insurrezionale. Ma Silvio Ciccarone, tornato a Vasto, a capo delle guardie nazionali municipali di Vasto, insieme Popopolo proclamò l'annessione della Città all'Italia.
Giuseppe Catania

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