di GIUSEPPE CATANIA
 |
| archivio Lino Spadaccini |
La Città di Vasto ed il suo popolo ha dato un notevole contributo alle causa dell'unità d'Italia,sulla spinta dagli empiti risorgimentali che hanno coinvolto
gli italiani desiderosi di riscattarsi dal giogo borbonico.
Infatti,Vasto è stato il primo comune in Abruzzo a scrivere
una pagina di eroismo che si inserisce nella storia
nazionale.
Nel novero delle inedite vicende che hanno caratterizzato
la popolazione della Città adriatica, divenuta
protagonista di una gloriosa insurrezione, dobbiamo convenire
che si è assunta una delicata e grave situazione.
Il 4 settembre 1860 i vastesi riuscirono a disarmare i
gendarmi, abbettere gli stemmi di re Ferdinando II e,
innalzato il tricolore dell'unità d'Italia,dichiarando
l'annessione della città all'Italia.
Così Vasto fu il primo comune della regione Abruzzo a
insorgere in nome di Vittorio Emanuele II e Giuseppe
Garibaldi, dittatore.
A guidare la rivolta fu la Guardia Nazionale Municipale
di Vasto, al
comando di Silvio Ciccarone il
quale, per
l'eroico comportamento degli insorti, ebbe espressioni
di grande riconoscimento per i militi, ringraziandoli
per le fermezze dimostrate e per la disciplina di cui
davano prova, rispondendo all'appello del Ciccarone.
 |
| Archivio Lino Spadaccini |
Intanto a Vasto, i più ferventi liberali si univano attorno
a Ciccarone, dimostrandosi i più ardenti patrioti, mantenendo
sempre accesa la fiaccola della libertà.
Insieme a Silvio Ciccarone si schieravano anche Carlo
Nasci, considerati entrambi i capi del partito liberale
del Circondario di Vasto e di Lanciano, cui si univano
Filoteo D'Ippolito, Camillo Del Greco e Vincenzo Cardone.
Quando si apprese che Giuseppe Garibaldi era sbarcato
a Marsala, i liberali si riunivano a Chieti, in casa di
Giuseppe Scipio, presenti anche Raffaele De Novellis e
Tommaso Stella di Lanciano, Filippo De Laurentis e Francesco
Auriti e Luigi Olivieri.
Costoro decisero di attendere di proclamare il governo
provvisorio di Chieti, per il timore che il forte presi-
dio di gendarmi borbonici della fortezze di
Pescara, potesse attaccare sul nascere ogni tentativo
insurrezionale.
Ma Silvio Ciccarone, tornato a Vasto, a capo delle guardie
nazionali municipali di Vasto, insieme Popopolo proclamò
l'annessione della Città all'Italia.
Giuseppe Catania
Nessun commento:
Posta un commento