| La cappella della Sacra Spina progettata da Benedetti |
Cent'anni fa, il 6 novembre del 1914, ci lasciava Roberto
Benedetti, promettente architetto prematuramente scomparso all'età di ventinove
anni.
Nato nel 1884
a Vasto, Roberto Benedetti ha seguito le norme del padre
Francesco (1838-1912), valente ingegnere e architetto, che viene ricordato
soprattutto per aver realizzato Palazzo Ponza (crollato in seguito alla la
frana del 1956), il Santuario della Madonna delle Grazie a Monteodorisio, lo
Stabilimento Termale a Caramanico e il Palazzo di Giustizia di Chieti.
Dopo aver ultimato con impegno gli studi universitari e nel
pieno dell'entusiasmo giovanile, a soli ventinove anni, è stato prematuramente
strappato alla vita. Per questo dell'architetto vastese ci rimangono solo due
opere: la cappella della Sacra Spina in Santa Maria Maggiore, realizzata nel
1921, e il cenotafio della famiglia Spataro, presso il nostro cimitero,
realizzato probabilmente nel 1910, anno della morte di Alfonso Spataro.
Roberto Benedetti è autore di un altro progetto molto
interessante, quello del Palazzo Provinciale di Chieti,
giudicato superiore a quello
di Giulio Mammarella, che fu prescelto ed eseguito, tenuto conto della
cittadinanza chietina dell'autore. La notizia destò molto scalpore all'epoca
tanto che nel marzo 1912 venne data alle stampe una pubblicazione dal titolo
"Per il Palazzo Provinciale - Numero
unico in difesa del progetto Benedetti".
È toccato all'amico Carlo Laccetti il compito di pronunciare
l'ultimo saluto di commiato al giovane architetto, e dare una parola di
conforto alla famiglia ed agli amici presenti. "Innanzi a questa bara, o signori, che racchiude i resti mortali di
Roberto Benedetti", ha affermato il pubblicista vastese, "tace la voce della ragione e si fa strada
solo la voce dell'anima che, angosciata, abbattuta, spezzata, prorompe e grida,
in un subitaneo slancio di ribellione, l'imprecazione sdegnosa contro la
tiranna egoistica e selvaggia che strappa nell'ancor giovane età di 29 anni,
l'unico sostegno a una famiglia formata di donne, priva una madre del suo amato
figlio…".
A cent'anni dalla morte era doveroso rendere omaggio a
Roberto BenedettI, un figlio illustre della nostra terra, che verrà ricordato
nel tempo per aver progettato solo due opere, ma significative, che ci lasciano
intravvedere quello che avrebbe potuto realizzare se fosse rimasto tra noi,
lasciandoci un grande rimpianto.


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