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| 1958 |
Mons. Bruno Forte presiederà la Concelebrazione Eucaristica per la
solennità del Corpus Domini, prevista per sabato sera, alle ore 18, presso la chiesa di S. Giovanni Bosco.
Alla S. Messa parteciperanno tutti i sacerdoti vastesi, le associazioni cattoliche e di volontariato e tanti bambini che nelle settimane scorse hanno fatto la prima comunione.
Al termine della celebrazione verrà portata in processione, racchiusa in un ostensorio, l’ostia consacrata che rappresenta Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento, fino alla Concattedrale di S. Giuseppe, dove seguirà la cerimonia conclusiva.
Le prime notizie storiche riguardanti la
processione del Corpus Domini, sono state riportate nel 1576 da Padre Serafino Razzi, priore del Convento dell’Annunziata a
Porta Nuova, nei suoi appunti di viaggio. "
A' 21 di giugno la festa del corpus domini fu fatta solenne processione
per la Terra, senza entrare in alcuna chiesa", annotava il priore del
convento
foto storiche>>>
domenicano, "
E portò il
Santissimo Sacramento il Vicario del Signor Abate, che stanza in Napoli,
padrone nello spirituale di questa terra: la quale non è sotto Vescovo alcuno.
Et il baldacchino sopra detto Santissimo Sacramento fu portato da tre coppie di
prelati. Imperocché alle due prime aste erano il priore di Santo Agostino, et
il Guardiano della Scarpa: alle due del mezzo eravamo il priore dei celestini,
et io priore indegno di San Domenico. Et alle due ultime erano il proposto di
San Pietro, et un altro prete graduato. E non ci scambiammo mai".
Come riportato dal canonico Diego Maciano nel suo "Diario", conservato manoscritto
presso l'Archivio Storico "G. Rossetti", sappiamo che nel 1723 le
aste erano passate ad otto, con il seguente ordine: 1° Preposto di San Pietro,
2° Primicerio di S. Maria Maggiore, 3° Priore dei Celestini, 4° Priore dei
Domenicani, 5° Priore degli Agostiniani, 6° Guardiano dei Francescani, 7°
Guardiano dei Zoccolanti di Sant’Onofrio, 8° Guardiano dei Cappuccini. Rimasero
esclusi il superiore dei Minimi Paolotti e quello dei Padri Lucchesi, forse per
non dover aggiungere altre due aste alle otto già funzionanti. Attualmente le
aste sono sei e sono rette dai confratelli del SS. Sacramento.
Se da qualche anno la festa del Corpus Domini riesce a
coinvolgere tutte componenti cattoliche della città, nel passato non è stato
sempre così. Come si legge dalle colonne de Il
Vastese d’Oltre Oceano, la processione del 30 maggio 1929 rappresentò quasi
un avvenimento per l’epoca, in quanto venne ripresa l’antica tradizione
interrotta quarantatré anni prima. All’appello dell’Arcivescovo Monterisi,
risposero le autorità civili e militari, le associazioni cittadine con i loro
vessilli e un’imponente massa di fedeli. Lungo il percorso, affisso sui muri si
leggeva la seguente epigrafe: A / CRISTO / DIO VIVO E VERO / PRINCIPE DELLA
PACE / CHE / NEL SACRAMENTO DEL SUO NOME / PASSA TRIONFALMENTE / PER LE NOSTRE
VIE / ONORE E GLORIA. Dai balconi delle case, dove erano esposte le coperte più
belle, al passaggio della processione scendeva una pioggia di fiori.
Unica nota stonata della giornata, la mancata partecipazione
delle congreghe, in quanto la tanto attesa conciliazione tra le confraternite
di S. Maria e di S. Pietro, auspicata dalle autorità civili ed ecclesiastiche,
era ancora una volta fallita. "E
dopo tale mancato accordo", si leggeva sul periodico vastese, "che è in aperto contrasto con lo spirito dei
nuovi tempi e con l’esempio ora datoci dalla Chiesa e dallo Stato, non rimane
che attendere che nella coscienza di certi dirigenti maturi la persuasione che
la buona o cattiva accoglienza che la conciliazione fra le due confraternite
potrà trovare presso le femminette, è elemento trascurabile dinanzi ad ogni opera
che ha il nobile scopo di comporre le cittadine discordie per restituire la
tranquillità e la pace al proprio paese".
Le antiche ruggini tra Mariani e Petroni, andate avanti per
secoli, oggi, per fortuna, rimangono soltanto un lontano ricordo.
Lino Spadaccini
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